IL problema delle barriere architettoniche
d i L u c a M a s t r a n g e l o

È un'invenzione piuttosto vecchia, pare teorizzata compiutamente dai romani, ma introdotta secoli prima da egizi, etruschi, babilonesi, fenici e forse ancor prima dai maya.
Utile e poco costoso, snello e senza pretese il piano inclinato ha da secoli un ruolo fondamentale nella vita delle scoperte scientifiche e nella realizzazione delle opere architettoniche.
Anche se da qualche secolo il piano inclinato non serve più l'umanità per erigere monumenti agli dei, è divenuto, quattromila anni dopo la posa dell'ultima pietra quadrata, eccezionale indicatore di qualità civili.
Il piano inclinato ha, infatti, la straordinaria capacità di appianare "testardi scalini"; di addolcirli al tocco di ruote che ne anelano il passaggio.
Per alcuni, infatti, un piano inclinato è indice di libertà, di difesa della propria dignità, di possibilità di rimarcare la propria indipendenza.
Senza farla ulteriormente lunga, il problema è quello delle barriere architettoniche, è quello di una violazione non certo rara (vedi foto) della legge 104 del 1992.
Qualche esempio: le poste, ora dotate di tre rampe di lancio per space-shuttle anti parcheggio, sono pressoché inaccessibili a chi ha l'esigenza di muoversi su mezzi dotati di ruote, idem per il Comune, impianti sportivi, locali pubblici ecc..
Sentendo alcuni degli interessati la sfiducia è disarmante, il loro è un silenzio che non assorda nessuno, ma che scivola nella nuvola di promesse finora inconcludenti, che durano solitamente lo spazio di una campagna elettorale, e questo, vale la pena precisarlo, riguarda buona parte delle fazioni politiche che si sono avvicendate alla guida della nostra amministrazione.

Il problema delle barriere architettoniche è vecchio e ormai patologico, ma assolutamente indegna è l'indifferenza ancora presente e nella società civile e negli organi competenti.
Ci sono persone che in tal senso attendono risposte a forma di fatti, non di parole.
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