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TERREMOTO

Santa Croce di Magliano - lunedì 04 novembre 2002

Continuano le scosse in tutta la provincia di Campobasso. Nella notte ne sono state avvertite altre due di intensità pari al 5°/6° grado della Mercalli. Non si segnalano danni a persone o cose. A Santa Croce sono stati allestiti centinaia di posti letto. Chi non ha la casa agibile ha trovato una sistemazione nelle roulotte al campo sportivo. Chi ha paura di dormire nelle case (tantissimi) dorme nelle autovetture o nei posti letti nelle tende. Molti anche i cittadini che hanno preferito lasciare Santa Croce, ospitati da parenti ed amici.

 

 

Le foto scattate questa mattina
lunedì 4 novembre:
tende e roulotte al campo sportivo

 

sotto due vigili del fuoco con i giovani ragazzi 
volontari di Santa Croce di Magliano
che in questi giorni stanno lavorando senza tregua. 

 

SAN GIULIANO DI PUGLIA (CAMPOBASSO), 4 NOVEMBRE 2002 - Nuovi problemi per gli sfollati del terremoto: su buona parte delle zone del Molise colpite dal sisma di giovedì scorso sta arrivando il maltempo che gli esperti della Protezione civile avevano previsto. In mattinata forti piogge si sono abbattute su Larino dove è stato allestito il centro operativo per la gestione dei soccorsi. Dopo aver sepolto i propri figli, San Giuliano di Puglia si interroga su quale sarà il suo futuro: e facendolo scopre la rabbia. Dalla tendopoli al campo sportivo, che è ormai il nuovo provvisorio paese, cominciano ad essere sempre di più quelli che, esorcizzato in qualche modo il dolore, chiedono risposte.

E il freddo, arrivato su queste colline all' improvviso, e la pioggia, che oggi ha fatto la sua comparsa, riducono i tempi di chi, quelle risposte, deve darle. Risposte che alla fine diventano due domande: come e perchè quella maledetta scuola si è accortocciata neanche fosse un castello di cartapesta? e quando arriveranno le case prefabbricate che il Governo ha promesso. Perchè loro, nelle tende, non ci vogliono stare.

Il sindaco Antonio Borrelli lo dice senza mezzi termini: «Queste tende le smontiamo tra pochi giorni, non ci vogliamo stare. In attesa delle case prefabbricate devono darci le roulotte. E non attenderemo mesi per quelle case, devono fare in fretta. Questa gente ha bisogno di dignità, e io farò di tutto per dargliela». Già, la dignità. La stessa che chiede Modesto Petacciato, il papà di Luigi e marito di quella donna che durante i funerali delle 29 vittime ha parlato dall' altare a nome degli «angeli di San Giuliano».

L' uomo, che con gli altri genitori dei bambini morti, si è riunito in un comitato e si costituirà parte civile in un eventuale processo, vuole «vederci chiaro». «Vogliamo - dice - vigilare su tutto ciò che avviene da ora in poi. Vogliamo sapere tutto quello che si fa, come si fa, dove stanno le colpe, dove stanno le mancanze». Insomma, attenzione a scavalcarli nelle decisioni o lasciare morire l' inchiesta sul crollo. Perchè questi contadini orgogliosi non hanno che quello per andare avanti e su quello punteranno tutto. E ne discutono apertamente tra di loro nella tendopoli, che con il passare del tempo cerca di assumere un volto più umano, grazie allo sforzo incondizionato dei volontari. Le docce non sono ancora arrivate, è vero. Ma domani mattina dovrebbero essere a San Giuliano. In compenso, però, ci sono le scarpe, i vestiti della Caritas, le calze per le donne, le lamette da barba, i giocattoli per i bambini. Da domani anche il tabaccaio e il barbiere.

La Telecom ha montato due telefoni pubblici e un grande tendono svolge la doppia funzione di refettorio e chiesa. Si cerca, insomma, di soddisfare anche la più piccola esigenza. Fin dalla mattina i volontari hanno lavorato scavando i canali attorno alle tende e mettendo ghiaia sulla terra per far fronte alla pioggia. E domani non è escluso che si possa già tornare a scuola: stasera un camion da Lucca ha portato i banchi. Come quelli che erano nella scuola della morte. Ci si prova, a ricominciare. Ma bisogna rispondere al più presto a quelle due domande: altrimenti la rabbia, che ora cova, esploderà

OLTRE 8MILA SFOLLATI

Sono circa 8.500 gli sfollati del sisma che ha colpito il Basso Molise. Il dato è stato fornito dal capo del dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso. «È logico che il numero degli sfollati cresca - ha detto Bertolaso - perchè è strettamente legato alle verifiche sulla stabilita degli edifici». Dopo la scossa della notte scorsa, vigili del fuoco e tecnici della Protezione civile stanno procedendo a una nuova verifica della stabilità degli edifici nei 30 comuni colpiti.

«La nostra priorità ora è sistemare tutte queste persone - ha detto - anche perchè sono in arrivo fra domani e dopodomani temperature attorno allo zero. Un gruppo di tecnici sta lavorando per approntare soluzioni già per il fine settimana, un altro sta lavorando sul medio termine». Bertolaso ha, inoltre, precisato che riguardo all' installazione e ubicazione dei prefabbricati, «tutte le decisioni saranno prese insieme al presidente della Regione Molise».

Proprio questa sera, il coordinatore capo della Protezione civile ha nuovamente incontrato i sindaci dei paesi colpiti dal sisma. «Una riunione tecnica - ha detto - per spiegare le procedure che si attivano in questa situazione e la conseguente gestione. I sindaci sono i primi responsabili della Protezione civile nei paesi, sono dei miei omologhi sul territorio. Il compito della Protezione civile in questi casi è quello di collaborare e aiutare le autorità locali, non di sostituirsi a loro».

 

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Intanto si continua a lavorare per sgomberare il tetto della Chiesa "San Giacomo"
dalle macerie del campanile

 



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