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articolo pubblicato sul quotidiano "Oggi Nuovo Molise" di domenica 17 novembre 2002

di Pasquale Licursi

 

Santa Croce di Magliano - La preziosa assistenza dei Vigili del Fuoco di Torino

« Nulla potrà tornare come prima »

Il sisma del 31 ottobre ha trasformato nel profondo le abitudini
di vita e il lento scorrere del tempo nelle comunità molisane

SANTA CROCE DI MAGLIANO - Si stava bene in Molise prima del 31 ottobre. La provincia addormentata aveva un suo fascino, particolare e discreto. E stavano bene bambini e anziani che giocavano e parlavano dell'imminente raccolta delle olive e della neve che sarebbe arrivata. Ora lo possiamo dire: si stava veramente bene, anche se le strade sono antidiluviane, anche se non esistono centri culturali e proposte interessanti. Si stava bene la domenica mattina nell' ora prima di pranzo, quella degli aperitivi.
    Ora non è più così e non lo sarà più. Il popolo molisano ha una ferita grande, molto grande per essere cicatrizzata. Neanche gli anni, lunghi anni, riusciranno a togliere le paure, le sofferenze che questo terribile evento ha provocato. E le case, le nostre bellissime case.
    Passando davanti a quello che resta sento ancora il suo respiro, la sua voce dolcissima che è la voce dei miei nonni, dei miei avi, la mia stessa storia. La sento ancora rantolare, ma il respiro è sempre più debole, fiacco. 
    E vedo la fotografia della Turris nel campo dove ora vive la tendopoli con la mia casa alle spalle dei giocatori e mi piange il cuore. Il distacco dagli affetti è il vero dramma della nostra gente. Un distacco che non potrà mai essere accettato. 
    Ma qui esiste e vive un cuore grande ma proprio grande che è quello dei vigili del fuoco accorsi da tutta Italia a sostenerci. Sono persone eccezionali e la loro è una vera e propria missione, oltre che un lavoro. Instancabili lavorano dalla mattina alla sera e sempre col sorriso sulle labbra, sempre a confortarti e aiutarti nei momenti di panico e sconforto.
    Casa mia è stata evacuata dai vigili del fuoco di Torino e sono diventato loro amico, il corpo dei vigili del fuoco è un cuore enorme, grandissimo che batte e respira. Senza di loro non so come sarebbe finita. Non lo so. Il terremoto li ha portati qui, in un posto del quale non conoscevano neanche l'esistenza e sembra che vivano in Molise da sempre. La sciagura ha permesso di conoscere persone veramente incredibili e per cui bisogna essere fieri di essere italiani. Non conosco i loro nomi ma da queste righe vorrei ringraziarli per sempre; per sempre. Quelli di Torino e quelli del resto d'Italia, sempre presenti e disponibili per ogni necessità. 
    In questo momento se qualcuno mi chiedesse cosa vorrei fare da grande certamente risponderei il vigile del fuoco e nient'altro. 
    Santa Croce di Magliano non potrà mai dimenticare queste persone ed io non potrò mai cancellare dalla mente la bontà e l'ammirazione per quelli di Torino che sono stati encomiabili.
    Un cuore grande che batte ora e batterà sempre, anche quando ognuno di loro sarà tornato nelle proprie case ad abbracciare la propria donna e i propri figli. Ma per quanto ancora dovremo soffrire ? Per quanto ancora porteremo dietro questo peso assurdo ?
    E' una richiesta senza risposta. Ma resteremo per sempre, in attesa di un giorno migliore e sarà una grande festa quel giorno. E riprenderemo a bere aperitivi prima del ragù, come se fosse stato un brutto sogno, svanito per incanto alle prime luci del mattino.

 

 



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