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Santa
Croce di Magliano - La preziosa assistenza dei Vigili del Fuoco di
Torino
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Nulla potrà tornare come prima »
Il
sisma del 31 ottobre ha trasformato nel profondo le abitudini
di vita e il lento scorrere del tempo nelle comunità molisane
SANTA CROCE DI
MAGLIANO - Si stava bene in Molise prima del 31 ottobre. La provincia
addormentata aveva un suo fascino, particolare e discreto. E stavano bene bambini e anziani che
giocavano e parlavano dell'imminente raccolta delle olive e della neve che sarebbe arrivata. Ora lo possiamo dire: si
stava veramente bene, anche se le strade sono antidiluviane, anche se non
esistono centri culturali e proposte interessanti. Si stava bene la domenica mattina
nell' ora prima di pranzo, quella degli aperitivi.
Ora non è più così e non lo sarà più. Il popolo
molisano ha una ferita grande, molto grande per essere cicatrizzata. Neanche gli anni, lunghi anni,
riusciranno a togliere le paure, le sofferenze che questo terribile evento
ha provocato. E le case, le nostre bellissime case.
Passando davanti a quello che resta sento ancora il suo respiro, la sua voce dolcissima che è la voce dei miei nonni,
dei miei avi, la mia stessa storia. La sento ancora rantolare, ma il respiro è sempre
più debole, fiacco.
E vedo la fotografia della Turris nel campo dove ora vive la tendopoli con la mia casa alle spalle dei
giocatori e mi piange il cuore. Il distacco dagli affetti è il vero
dramma della nostra gente. Un distacco che non potrà mai essere accettato.
Ma qui esiste e vive un cuore grande ma proprio grande che è quello
dei vigili del fuoco accorsi da tutta Italia a sostenerci. Sono persone eccezionali e la loro è una vera e propria missione, oltre che un
lavoro. Instancabili lavorano dalla mattina alla sera e sempre col
sorriso sulle labbra, sempre a confortarti e aiutarti nei momenti di panico e
sconforto.
Casa mia è stata evacuata dai vigili del fuoco di Torino e sono
diventato loro amico, il corpo dei vigili del fuoco è un cuore enorme, grandissimo che batte e respira.
Senza di loro non so come sarebbe finita. Non lo so. Il terremoto li ha portati qui, in un posto del quale non
conoscevano neanche l'esistenza e sembra che vivano in Molise da sempre.
La sciagura ha permesso di conoscere persone
veramente incredibili e per cui bisogna essere fieri di essere italiani. Non conosco i loro nomi ma da queste
righe vorrei ringraziarli per sempre; per sempre. Quelli di Torino e quelli del resto d'Italia, sempre presenti e disponibili per ogni
necessità.
In questo momento se qualcuno mi chiedesse cosa vorrei fare da grande
certamente risponderei il vigile del fuoco e nient'altro.
Santa Croce di Magliano non potrà mai dimenticare
queste persone ed io non potrò mai cancellare dalla mente la bontà e
l'ammirazione per quelli di Torino che sono stati encomiabili.
Un cuore grande che batte ora e batterà sempre,
anche quando ognuno di loro sarà tornato nelle proprie case ad
abbracciare la propria donna e i propri figli. Ma per quanto ancora
dovremo soffrire ? Per quanto ancora porteremo dietro questo peso
assurdo ?
E' una richiesta senza risposta. Ma resteremo per
sempre, in attesa di un giorno migliore e sarà una grande festa quel
giorno. E riprenderemo a bere aperitivi prima del ragù, come se fosse
stato un brutto sogno, svanito per incanto alle prime luci del mattino.
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