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Rete Atelier Molise, il
progetto ideato da Luigi Mastrangelo, è giunto alla seconda
edizione ed anche quest'anno, proporrà in tre piccole comunità del
Molise, le molteplici e variegate testimonianze degli artisti coinvolti,
divenendo un contenitore di differenti linguaggi stilistici, che
potranno aprire un dibattito di grande interesse sullo stato
dell'arte.
Attraverso una rete di piccoli musei-atelier d'arte contemporanea,
predisposti a Santa Croce di Magliano, Bonefro e Montorio nei
Frentani, Mastrangelo, ha inteso il RAM - un progetto nato dalla
collaborazione tra più enti, che comprende le amministrazioni locali
e l'assessorato alla cultura della Provincia di Campobasso - come
uno strumento per uscire dall'isolamento culturale che troppo spesso
relega la realtà molisana ai margini di taluni canali di fruizione e il
grande livello della rassegna, rivelato dai nomi degli artisti che
raggiungeranno l'area bassomolisana - tra gli altri vanno citati Karin Andersen,
una delle presenze più vivaci del nostro tempo, Bruno Benuzzi,
rappresentante della generazione post-moderna e docente di pittura
all'accademia di Belle Arti di Bologna, Fabrizio Passarella,
importante esponente della pittura mediale, Stefano Scheda che ha
recentemente partecipato alla mostra internazionale "Il nudo tra
sogno e realtà" di Bologna - proporrà probabilmente un censimento
delle differenti linee di ricerca portate avanti in altre sfere.
Rete Atelier Molise
consta di tre musei-atelier, dislocati in tre realtà bassomolisane
ed interviene su luoghi e spazi da trasformare in originali mete, per i
turisti, giacché dodici delle opere esposte verranno acquistate dall'amministrazione
comunale di Santa Croce di Magliano che già è in possesso di un ricco
patrimonio artistico accumulato nelle precedenti rassegne d'arte visiva
predisposte negli anni passati e che lascia presupporre l'allestimento
di un piccolo museo permanente.
Il primo laboratorio ad essere già stato inaugurato è stato quello di Montorio
nei Frentani, che ospita i lavori di Antonio Giordano, Nicola
Macolino, Vincenzo Mascia, Alessandro Rivola,
Roberto Perciballi e Nino Barone.
Il 10 Agosto, a Santa Croce di Magliano, nella cornice di Palazzo
Cappiello, è aperta al pubblico il Contemporart Art Museum Project
con l'esposizione di opere di Karin Andersen, Enzo Esposito,
Gabriele Lamberti, Stefano Scheda, Giorgio Zucchini,
Antonio Sofianopulo, Cesare Pacitti, Miguel Pla,
Sergio Cascavilla e Stefano Marchesini.
Il 14 sarà invece la volta del Bonefro Cover Art Museum
Project, inaugurato in contemporanea con una rassegna fotografico di
Tony Vaccaro. Gli artisti ospitati dall'ex convento Santa Maria
delle Grazie sono Karin Andersen, Bruno Benuzzi, Ettore Frani,
Leonardo Santoli, Gianni Pedullà, Luigi Mastrangelo
e Nicola Macolino. Tutte e tre le rassegne rimarranno aperte fino
al 23 Agosto.
Intervista
a Luigi Mastrangelo ideatore di Rete Atelier Molise
Il grande merito delle mostre allestite per il progetto RAM, è
sicuramente quello di portare in paesi di provincia, una testimonianza
del linguaggio artistico contemporaneo. Ma nella società convulsa e
frenetica attuale, qual è il ruolo che ancora riveste l'arte?
Certo, probabilmente il merito del progetto "RAM", sarà
quello di dare l'opportunità ad alcune zone del nostro territorio di
riuscire a seguire i tempi accellerati della produzione contemporanea,
nel difficile tentativo di integrarla e farla divenire nostro peculiare
patrimonio.
Il ruolo dell'arte? Oggigiorno molte amministrazioni pubbliche di grandi
città, italiane ed europee, si stanno disputando la leaderschip
culturale a suon di milioni, acquistando e commissionando opere d'arte.
Ciò vuol significare che come ai tempi del rinascimento, le istituzioni
hanno necessità di manifestare il loro primato, attraverso l'arte.
Anche Santa Croce si inserisce felicemente in questa realtà, giacché
da tempo si parla della possibilità e della necessità di istituire un
museo d'arte contemporanea. Al di là di tutto penso esercitare una
funzione formativa, come può esserlo la promozione dell'arte
contemporanea, possa contribuire all'educazione dell'intera
collettività.
Tu hai sempre affermato che la nostra regione, ampliando e
coinvolgendo più centri nel progetto "RAM", può divenire un
luogo ideale, per amanti della natura e della cultura, per apprezzare
l'arte. Secondo te, sebbene vi siano numerosi siti
"interessanti", come mai in Molise, ancora il turismo
culturale, si mostra come un fenomeno di nicchia?
Noi conosciamo e rispettiamo molto poco, il nostro patrimonio
ambientale, monumentale ed artistico e ne è testimonianza certa la
vergognosa indifferenza sia rispetto la dilapidazione sia rispetto allo
scempio edilizio senza scrupoli, cui il nostro territorio è soggetto.
Quello che ci manca, è una coscienza storica della nostra terra, ricca
di testimonianze artistiche e mi viene subito da pensare al Duomo di
Larino. E quanti conoscono l'opera del Gamba o la bellissima pala
dell'Annunciazione di Montorio, attribuita a Teodoro D'Errico? I
cosiddetti decisori politici, oltre a promuovere le grandi città
d'arte, dovrebbero imporre anche la storia dell'ambiente e del
territorio in cui si vive.
Quali strumenti d'intervento ritieni indispensabili per promuovere la
diffusione della cultura artistica?
Ho sempre creduto che l'arte contemporanea possa dare valore ai luoghi
ed attraverso essa si possano individuare delle linee programmatiche,
inerenti il turismo, che di conseguenza creino occasioni di crescita
sociale ed economica, capaci di stimolare gli strumenti d'intervento
necessari alla conservazione, alla divulgazione ed alla valorizzazione
del patrimonio locale. In definitiva la possibilità di creare una
coscienza storica che diventi essenziale strumento di formazione civile,
per le nuove generazioni.
articoli di Salvatore
Celeste dal quotidiano "Oggi Nuovo Molise" |