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Un pubblico, soprattutto giovane,
curioso ed attento a riscoprire tradizioni ed atmosfere magico-rituali della Pizzica
e della Tarantella, un sostrato culturale che ancora latente, è tenuto in vita probabilmente solo dalla memoria dalle
più vecchie generazioni, in un crescendo di emozioni, si è lasciato sedurre e contagiare dal ritmo frenetico di
"Stirpe", lo spettacolo proposto domenica sera a Santa Croce di Magliano, da
Terìaca Officina Teatro e dai ballerini della scuola di Tarantella e Danze Popolari del Mediterraneo Taranta Power di
Bologna.
Lo spettacolo, fortemente voluto dal direttivo della Pro-Loco "Quattro
Torri", ispirato al mosaico pavimentale della Cattedrale di Otranto ed ai
simboli che nella sua rappresentazione creano un punto di unione tra la cultura occidentale e quella
orientale, attraverso un percorso di azioni, coreografie, movimenti frenetici, canti e stralci lirici
– da Quasimodo a Dante - ha "contaminato" tutti, ed è terminato con il pubblico in piedi, a scandire il tempo, con il battito delle mani.
L’azione scenica, prescindendo dall’aspetto più tipicamente folcloristico, ha rappresentato una sorta di
viaggio nel fondo delle tradizioni più oscure della cultura
meridionale, e come in una seduta terapeutica collettiva, tra sacro e
profano, ha espiato un rito che riconduce propriamente, agli elementi simbolici della
Pizzica e della Tarantella.
Come la memoria popolare ancora oggi è pronta a menzionare, il morso della
Tarantola, produceva un’iniziale immobilità che solo la musica, che accompagna la danza, può porre fine. Ci sono belli spettacoli ed altri che riescono meno.
Col tempo i secondi divengono uno sbiadito ricordo, i primi invece, una difficile "pietra" di
paragone. Se ne parlerà a lungo a Santa Croce, di quest’azione scenica desueta ed inevitabilmente, in futuro, chi si recherà nel centro
bassomolisano per proporre qualcosa di simile, dovrà cercare di reggere il confronto con lo spettacolo dei Taranta
Power. Non sarà facile.
Cos’è che ha reso "Stirpe", uno spettacolo tanto speciale?
Probabilmente le magiche atmosfere della Pizzica e della Tarantella, certamente la congiunzione di almeno quattro espressioni creative –musica, danza, canto e poesia- che
seppur partendo da cifre stilistiche narrative difformi, sono riuscite ad amalgamare le differenti sezioni dell’azione
scenica, restituendo quella peculiare e necessaria coralità, per ottenere la performance che ha tanto incantato la
platea di Santa Croce. E’ doveroso, a questo punto, menzionare tutti gli artefici che hanno decretato l’affermazione
dello spettacolo "Stirpe" dell’Officina Terìaca di Bologna, a partire da
Gianni Bruschi che accompagnato da Andrea Eroi –
tamburelli - Emilio Marinelli – pianoforte - ed Antonella Prontera
– viola e violino - con la sua vivida voce, ha cadenzato il ritmo della piece.
Le azioni sceniche sono state interpretate dai danzatori della scuola di Tarantella e
Danze Popolari del Mediterraneo Taranta Power di Bologna: in primis, è necessario ricordare
Maristella Martella, ideatrice della scuola. Luigi Carparelli,
Cecilia Casiello, Maria Serena Manco, Federica
Tamburino, Gaetano Chirico, Andrea Erroi, Francesco Ferrante gli altri esegeti, e naturalmente
Francesco Botti – che ha letto inoltre dei brani lirici ed è il regista dello
spettacolo - ed infine la festeggiatissima Maria Marino, originaria di Santa Croce di Magliano, cui
la Pro-Loco "Qauttro Torri", ha voluto premiare, con una targa ricordo.
Lo spettacolo "Stirpe", originariamente doveva essere rappresentato lungo la Scalinata Fontanavecchia, ma complici le cattive condizioni atmosferiche,
all’ultimo momento è stato dirottato all’interno del Centro Comunitario di via dei
Carri, che, realizzato all’indomani del sisma, precipuamente per la ripresa delle attività parrocchiali e liturgiche, ha ricevuto un degno battesimo
"mondano". |