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Consiglio comunale anomalo quello di lunedì sera, con molteplici spunti di
discussione, su cui ha pesato in maniera evidente, l'imminenza delle consultazioni amministrative di Giugno, evocate continuamente dai
consiglieri di entrambi gli schieramenti, che come non mai, hanno dato prova di combattività, dando vita ad una assise pubblica, che forse
tardivamente - potrebbe essere l'ultima di questa legislazione - ha elargito la parvenza di un organo deputato alla civile discussione, cui comunque,
alcuni consiglieri, si sono sottratti, lasciando una anonima testimonianza del loro passaggio in veste di rappresentante
pubblico.
Possibile che in cinque anni, mai nessun punto portato all'ordine del giorno, abbia catturato
la loro attenzione da giustificarne un intervento?
Fra consiglieri che hanno
annunciato di non volersi ricandidare e consiglieri che si auguravano di essere rieletti a vicenda, l'assise pubblica si è comunque confrontata sui
nove punti, portati in discussione. Particolarmente acceso il dibattimento sulla determinazione della riconferma
dell'addizionale Irpef
- che nell'anno corrente, come per il 2003 è stata incrementata dello 0,2% - che ha generato
l'allontanamento della minoranza dai propri banchi. Un comportamento che il consigliere di maggioranza
Licursi, ha fortemente stigmatizzato. Parole dure
che hanno determinato la reazione del consigliere Marino.
Nel corso della seduta pubblica, gli assessori Iammarino e Rosati, hanno illustrato le
relazioni programmatiche concernenti l'espletamento dei lavori pubblici e del bilancio.
L'opposizione anche su questo punto si è manifestamente, detta
rammaricata, giacché dalla lettura del bilancio di previsione per l'esercizio dell'anno corrente, si evince che vi saranno degli aumenti
- "in alcuni casi quasi del 10% e che non possono essere giustificati soprattutto
per il fatto che vi sono degli avanzi di bilancio e sarebbe meglio fare economia sulle spese di
rappresentanza" - sulle tariffe di taluni servizi di carattere pubblico.
L'assessore Rosati e il sindaco Gianfelice, ricordando che da due anni non vi sono stati aumenti e che l'80% delle tariffe
resteranno inalterate, nonostante la riprovata qualità dei servizi erogati, hanno spiegato che la decisione è stata determinata dal taglio di fondi che
il governo centrale, ha deliberato, all'indirizzo dei piccoli comuni.
Come consuetudine da un anno e mezzo a questa parte, il dibattimento del
consiglio comunale, convocato lunedì sera, ha avuto il suo naturale prologo con
le comunicazioni del sindaco, Giovanni Gianfelice, inerenti i lavori
post-sisma. Il primo cittadino, ricordando l'inaugurazione del nuovo plesso scolastico "che ha consentito la ripresa delle attività in una struttura,
dagli ampi spazi e garantita dalle vigenti norme che salvaguardano la sicurezza di docenti e alunni", ha reso noto che presto saranno messe in
opera la costruzione della palestra e della mensa ed, è ormai imminente -
finalmente - la consegna delle chiavi del villaggio che ospiterà gli 11 nuclei familiari, che all'indomani del sisma, ne avevano fatto
richiesta.
Gianfelice, si è detto soddisfatto di questa fase post-emergenziale, confermando che sono ripresi i lavori di completamento
del centro comunitario - che dovrebbe ospitare le funzioni religiose legate alla celebrazione della
Pasqua - e l'ultimazione della caserma dei carabinieri, procede di buona lena.
La disamina post-sisma del primo cittadino, non ha trovato d'accordo i consiglieri dell'opposizione. Il consigliere
Mascia ha asserito che fra la gente, dell'ottimismo del sindaco,
non vi è traccia e tante sono ancora le problematiche che quotidianamente assillano la comunità e si è detto rammaricato che "non si sia voluto
concretare l'istituzione di una commissione per la ricostruzione che ospitasse anche i diversi comitati nati". "La
ricostruzione - ha aggiunto - non può essere solamente un atto formale di carattere burocratico" ma necessita anche dell'intervento di tutte le fasce sociali che compongono la
collettività. "Un atto dovuto - ha sottolineato il consigliere Marino - verso tutti coloro che hanno fatto una scelta di vita, investendo sulla permanenza
in questa comunità".
L'opposizione inoltre, ha stigmatizzato le esternazioni di soddisfazione del presidente
Iorio, che continua ad indicare nel modello Molise, un esempio da seguire, sebbene le problematiche dell'intera area del cratere, sono visibili agli occhi di tutti, e non è stata nemmeno avviata la
microzonazione, elemento indispensabile, per programmare e dare slancio alla cosiddetta ricostruzione pesante, che nella zona immediatamente prospiciente
San Giuliano e gli altri comuni maggiormente colpiti dalla virulenza del sisma, ha drasticamente danneggiato l'intero patrimonio edilizio abitativo,
comportando un rischio di depauperamento della popolazione, che ormai può essere indicato come fatto compiuto.
articoli di Salvatore Celeste dal quotidiano "Oggi Nuovo
Molise" (31/03 e 02/04 2004)
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