Santa Croce di Magliano, giovedì 01 aprile 2004
pagina aggiornata venerdì 02 aprile 2004

     

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dopo il consiglio comunale di lunedì 29 marzo 2004 a Santa Croce di Magliano


BILANCIO ED URBANISTICA FAGOCITANO IL CONSIGLIO


Lunedì 29 marzo una delle ultime sedute del Consiglio Comunale a Santa Croce di Magliano prima della tornata elettorale di Giugno. Vari gli argomenti all’ordine del giorno quali l’addizionale comunale IRPEF, la determinazione di tariffe e contribuzioni relative a tributi locali e servizi pubblici a domanda individuale, piani di zona per l’economia economica e popolare e per gli insediamenti produttivi, programma dei lavori pubblici per il triennio 2004/2006 e relativo elenco annuale dei lavori, esame del Bilancio di Previsione 2004 e Bilancio pluriennale triennio 2004/2006, variante normativa per aree residue ricadenti in zona C1 al punto 7 dell’ordine del giorno rinviato a data successiva, variante normativa al Piano per gli insediamenti produttivi votato all’unanimità e il riconoscimento di un debito fuori bilancio a seguito di contenzioso tra il Comune di Santa Croce di Magliano ed un cittadino residente.
    Gli spunti più vivaci si sono avuti nella fase immediatamente precedente la discussione relativa ai citati argomenti all’ordine del giorno sostanziandosi in un sentito ma composto confronto al quale ha dato inizio il Sindaco Giovanni Gianfelice con una lode alla realizzazione del nuovo plesso scolastico ed al lavoro svolto nella fase post terremoto. Il capogruppo di minoranza Salvatore Mascia ha accennato ad una carenza di proposte in tale periodo criticando tra l’altro una non apertura ad una collaborazione da parte di gruppi esterni ed alle associazioni. Il consigliere di minoranza Pasquale Marino ha criticato l’unicità dell’impegno amministrativo rivolto alla sola ricostruzione scolastica, rimproverando un disinteresse in altre direzioni, criticando negativamente la scelta del Governo Regionale nell’assegnazione al nostro Comune della esigua somma di 400 mila euro quale espressione non equa della ripartizione dei fondi CIPE, a differenza del Comune di Montelongo al quale risulta assegnata la modica cifra di 6miliardi di vecchie lire.
    Oggetto centrale della discussione è divenuto poi l’argomento irrigazione strettamente legato anche all’eventualità di ipotesi occupazionale auspicata per la creazione di colture intensive, argomento sul quale il consigliere di maggioranza Dante Rosati ha avanzato dubbi circa la ipotesi di realizzazione, ricordando la storica riproposizione del progetto legato oggi anche al rischio di dover condividere la disponibilità delle acque con regioni limitrofe. Il consigliere di minoranza Luigi Petacciato intravedendone invece la possibilità per un decollo economico ha chiesto che l’Amministrazione Comunale ne inoltri formale richiesta di realizzazione agli Organi competenti. Il consigliere di maggioranza Licursi ne ha apostrofato l’utilità a solo scopo propagandistico preelettorale. Oggetto di discussione ancora la constatazione dell’aumento di alcuni tributi e lo slittamento della programmazione per i lavori pubblici dovuta alla fase post terremoto. Ma l’argomento più degno di nota rimane quello dell’irrigazione seppure unitamente non condiviso, legato ad una ipotesi di recupero occupazionale stimolato nell’agro alimentare in zona di Melanico, magari sostenuto nell’ambito di in una reale Unione dei Comuni di cui tanto si parla.
    L’augurio che qualsiasi Amministrazione futura entri definitivamente nel problema individuandone la seria portata economica.


di Ermenegildo Iantomasi dal quotidiano gratuito "leLibertà" (31 marzo 2004)


 

 

Consiglio comunale anomalo quello di lunedì sera, con molteplici spunti di discussione, su cui ha pesato in maniera evidente, l'imminenza delle consultazioni amministrative di Giugno, evocate continuamente dai consiglieri di entrambi gli schieramenti, che come non mai, hanno dato prova di combattività, dando vita ad una assise pubblica, che forse tardivamente - potrebbe essere l'ultima di questa legislazione - ha elargito la parvenza di un organo deputato alla civile discussione, cui comunque, alcuni consiglieri, si sono sottratti, lasciando una anonima testimonianza del loro passaggio in veste di rappresentante pubblico. Possibile che in cinque anni, mai nessun punto portato all'ordine del giorno, abbia catturato la loro attenzione da giustificarne un intervento?

Fra consiglieri che hanno annunciato di non volersi ricandidare e consiglieri che si auguravano di essere rieletti a vicenda, l'assise pubblica si è comunque confrontata sui nove punti, portati in discussione. Particolarmente acceso il dibattimento sulla determinazione della riconferma dell'addizionale Irpef - che nell'anno corrente, come per il 2003 è stata incrementata dello 0,2% - che ha generato l'allontanamento della minoranza dai propri banchi. Un comportamento che il consigliere di maggioranza Licursi, ha fortemente stigmatizzato. Parole dure che hanno determinato la reazione del consigliere Marino
Nel corso della seduta pubblica, gli assessori Iammarino e Rosati, hanno illustrato le relazioni programmatiche concernenti l'espletamento dei lavori pubblici e del bilancio. 
L'opposizione anche su questo punto si è manifestamente, detta rammaricata, giacché dalla lettura del bilancio di previsione per l'esercizio dell'anno corrente, si evince che vi saranno degli aumenti - "in alcuni casi quasi del 10% e che non possono essere giustificati soprattutto per il fatto che vi sono degli avanzi di bilancio e sarebbe meglio fare economia sulle spese di rappresentanza" - sulle tariffe di taluni servizi di carattere pubblico. 
L'assessore Rosati e il sindaco Gianfelice, ricordando che da due anni non vi sono stati aumenti e che l'80% delle tariffe resteranno inalterate, nonostante la riprovata qualità dei servizi erogati, hanno spiegato che la decisione è stata determinata dal taglio di fondi che il governo centrale, ha deliberato, all'indirizzo dei piccoli comuni. 


Come consuetudine da un anno e mezzo a questa parte, il dibattimento del consiglio comunale, convocato lunedì sera, ha avuto il suo naturale prologo con le comunicazioni del sindaco, Giovanni Gianfelice, inerenti i lavori post-sisma. Il primo cittadino, ricordando l'inaugurazione del nuovo plesso scolastico "che ha consentito la ripresa delle attività in una struttura, dagli ampi spazi e garantita dalle vigenti norme che salvaguardano la sicurezza di docenti e alunni", ha reso noto che presto saranno messe in opera la costruzione della palestra e della mensa ed, è ormai imminente - finalmente - la consegna delle chiavi del villaggio che ospiterà gli 11 nuclei familiari, che all'indomani del sisma, ne avevano fatto richiesta. 
Gianfelice, si è detto soddisfatto di questa fase post-emergenziale, confermando che sono ripresi i lavori di completamento del centro comunitario - che dovrebbe ospitare le funzioni religiose legate alla celebrazione della Pasqua - e l'ultimazione della caserma dei carabinieri, procede di buona lena.
La disamina post-sisma del primo cittadino, non ha trovato d'accordo i consiglieri dell'opposizione. Il consigliere Mascia ha asserito che fra la gente, dell'ottimismo del sindaco, non vi è traccia e tante sono ancora le problematiche che quotidianamente assillano la comunità e si è detto rammaricato che "non si sia voluto concretare l'istituzione di una commissione per la ricostruzione che ospitasse anche i diversi comitati nati". "La ricostruzione - ha aggiunto - non può essere solamente un atto formale di carattere burocratico" ma necessita anche dell'intervento di tutte le fasce sociali che compongono la collettività. "Un atto dovuto - ha sottolineato il consigliere Marino - verso tutti coloro che hanno fatto una scelta di vita, investendo sulla permanenza in questa comunità". 
L'opposizione inoltre, ha stigmatizzato le esternazioni di soddisfazione del presidente Iorio, che continua ad indicare nel modello Molise, un esempio da seguire, sebbene le problematiche dell'intera area del cratere, sono visibili agli occhi di tutti, e non è stata nemmeno avviata la microzonazione, elemento indispensabile, per programmare e dare slancio alla cosiddetta ricostruzione pesante, che nella zona immediatamente prospiciente San Giuliano e gli altri comuni maggiormente colpiti dalla virulenza del sisma, ha drasticamente danneggiato l'intero patrimonio edilizio abitativo, comportando un rischio di depauperamento della popolazione, che ormai può essere indicato come fatto compiuto.


articoli di Salvatore Celeste dal quotidiano "Oggi Nuovo Molise" (31/03 e 02/04 2004)


 

 

 



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