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E’ tempo di Gran Premio, mai come ora fervono i preparativi, la pole position è iniziata ed i piloti attendono nervosamente gli
ordini di scuderia, le case riconfermano quasi del tutto i vecchi
contratti, c’è aria di forte sfida.
La rossa nei pronostici è vincente ma nella tifoseria serpeggia qualche dubbio sui
meccanici, saranno in fondo anche loro gli artefici della vittoria, grondanti di sudore ad assistere i loro beniamini. Sembrerebbe un sogno, ma l’aria che tira è questa, si parla, si dice, si ripete, si ascolta. Il piccolo
autodromo risuona di voci e sussurri che aprono a tanta competizione ed a tanta
voglia di vincere. La scelta premia l’esperienza riconfermando i vecchi talenti, ma quanti ancora sono invaghiti del desiderio di correre, tanti altri, ma tutti sono più o meno concordi nel riproporre
piloti sicuri a scanso di novità che potrebbero mettere in dubbio il risultato, nonostante tanti siano i personaggi in cerca d’autore che poca certezza darebbero nel cogliere l’agognata vittoria che è lì a portata di mano.
Uscendo dalla metafora, bisogna accennare a qualche riflessione, ma si è certi di vincere? I gruppi ci sono? Rappresentano le scelte per un futuro migliore? Questi gli interrogativi per aprire ad un discorso teso a chiarire, quali siano i fattori che innescano nei periodi pre elettorali processi negativi, che a volte penalizzano tutti i partiti nelle scelte e nei contenuti. La falsariga dei
programmi viene come al solito in aiuto ed è il primo passo promettente che anima lo spirito di ogni coalizione, rendendola più o meno credibile nella riconquista di un suffragio magari dubbio, insidiato da uno
scollamento e da una diffidenza divenuti nel sociale pericolosi, tipici dell’atteggiamento di buona parte dei
giovani verso la politica.
Di qui l’impegno a recuperare in questa direzione ove si è tutti un po’ perdenti, cercando di coniugare vecchie espressioni con termini di paragone più attuali, a recupero di un
elettorato in buona parte assente.
Non sarebbe il caso forse di guardare anche al binomio novità
credibilità? Ben sostenuto soprattutto nei contenuti, a discapito dei soliti patti di sagrestia consumati a ridosso di ogni tornata elettorale, che ripropongono in maniera atavica un
vecchio modo di far politica che tanto allontana le giovani generazioni, negando l’interesse ad una componente di rinnovo tanto importante?
Nuovo equilibrio quindi nelle scelte, nei contenuti, nel linguaggio e nelle strategie, questo l’elemento che più dovrebbe caratterizzare un nuovo panorama politico proteso a recuperare il terreno
perduto.
E’ il caso che si faccia autocritica, sacrificando in parte le posizioni guadagnate, siano esse ispirate alla
carriera, al buon credito o a volte alla burocrazia, consentendo anche alle nuove generazioni di essere più partecipi del proprio tempo.
L’augurio quindi che da queste consumate tendenze che puntualmente prima di ogni tornata elettorale condizionano negativamente la politica e i partiti scaturisca un
linguaggio almeno in parte nuovo, che scardini il muro di indifferenza eretto dalle giovani generazioni a tutela di una privacy che è ancora schietta espressione di onestà intellettuale, minimizzando i danni
di gruppetti di potere che nulla sacrificano per un auspicabile rinnovo.
di Ermenegildo Iantomasi dal quotidiano "leLibertà"
(05/04/04)
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