Santa Croce di Magliano, venerdì 02 aprile 2004

     

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PORTABORSE BALLERINO


Anni fa la figura del portaborse stimolò la materia letteraria e cinematografica. 
     Non fu certo una forzatura ma elemento caratterizzante del panorama politico italiano che nel linguaggio e negli atteggiamenti ravvivò la scena raffermando espressioni tipiche di un vecchio modo di far politica. Personaggio allora volutamente dichiarato in modo palese, che rappresentò in periodo di crescita una figura sincera seppure diminutiva di un mondo che andava delineandosi a grandi tratti, in tutti gli aspetti del sociale, operando una forma di mediazione in ogni espressione della politica.
     Oggi in una fase di maggiore evoluzione, soprattutto a ridosso dei lavori preparatori alle tornate elettorali, non è difficile intravedere a far capolino l'asso ballerino, un volatile di specie non rara utilizzato in maniera molto scaltra come falco predatore in ambienti politicamente affini
     Spesso lo si vede spuntare dalla fitta boscaglia di partito da dove sapientemente addestrato si infiltra improvvisandosi novità, in contesti politici minori ove l'ideologia prevale sull'organizzazione. A questo punto è facile chiedersi quale sia il suo compito? E' facile intuirlo, soprattutto quello di evitare che in gruppi minoritari vengano fuori soggetti più rappresentativi, potenziali concorrenti, non sembrerebbe ma è così. 
     In forma diversa si ripropone la vecchia tecnica della talpa che a furia di rosicchiare la radice riesce prima o poi a far afflosciare la pianta. A parte il richiamo al gioco di carte o alle scienze naturali, questa nuova figura spesso direttamente collegata a soggetti impegnati in altri partiti, serve a sostegno della solita tecnica che in politica deve tutelare l'intoccabile permanenza di gruppi che certo non sono sinonimo di rinnovo, impedendo qualsiasi ingerenza da parte di elementi che pur rappresentando novità non risultano egualmente accreditati.
     In tal modo la politica rimane serrata in una rigida morsa capace di rabbonire ogni animo e le scelte che ne derivano rimangono le solite, traducendosi nel percorso calcolato ad evitare qualsiasi tipo di ingerenza, magari anche più ricca di contenuti. 
     Lo stimolo alla partecipazione a cui spesso in essa si fa riferimento è e rimane solo mera funzione di richiamo, la sostanza del linguaggio propone sempre la stessa unica dialettica tesa non tanto al sostegno di nuovi valori ma alla conservazione della piccola egemonia di gruppo che apre poi al variegato panorama delle candidature, degli assessorati, delle commissioni, dei consigli di amministrazione e chi più ne ha più ne metta.
     Attenzione quindi all'asso ballerino, giocatelo bene al poker ma cacciatelo in politica anche nei periodi di chiusura della caccia ed in zona di ripopolamento. Non me ne vogliano gli ambientalisti.


di Ermenegildo Iantomasi dal quotidiano "leLibertà"


 

 

 

 



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