|
"A cercare di tenere in vita
un qualcosa,
l'anima fredda e silenziosa del proprio centro che va sparendo".
Da una frase rubata dall'editoriale di domenica, tante le riflessioni.
Situazioni di stasi economica da pre e post terremoto, componenti
esemplari, di questo profondo malessere, messo in risalto dal forte
esodo occupazionale.
L'aumento delle partenze della domenica a sera, i pulmini che a una certa ora, vanno in giro, rastrellando i
pendolari
settimanali dell'imprenditoria artigiana del luogo.
Le ultime raccomandazioni ad una guida attenta ed al sonno, poi via, a serata
inoltrata, si parte per mete lavorative lontane, arrivederci, nella
ipotesi migliore, al venerdì successivo.
L'indomani in mattinata, ci si
accorge, che Santa Croce di Magliano, il comune molisano, una volta
animato da forte imprenditorialità edile artigiana, si va svuotando.
Quali le cause di questo impalpabile malessere, che
sfida e annulla ogni statistica ufficiale?
Quali gli interventi, che nella fase post sisma, andavano sollecitati a
riattivare l'acceleratore economico?
E' errato forse, pensare, che l'attenzione andava rivolta alla premessa
occupazionale, magari concretizzata, nella realizzazione di un consorzio di
imprese, con maggiore potere contrattuale, che probabilmente avrebbe
allargato lo sviluppo lavorativo, nel breve e lungo periodo?
Sarebbe
stato auspicabile richiedere alle Regioni gemellate, alle Istituzioni, allo Stato, l'impegno per
la realizzazione
di un plesso occupazionale, che fosse affiancato, se non preposto alla
ricostruzione scolastica?
In sostanza, la creazione di una media
struttura industriale, magari condivisa con i Comuni limitrofi, nonostante gli aspetti
dell'impatto ambientale, non avrebbe risolto o
alleviato, le sofferenze di quelle forze lavorative, che in parte,
solo virtualmente, risultano ancora censite nella nostra realtà
occupazionale?
Non avremmo avuto forse, un attimo di respiro, per evitare
l' esodo? Magari superando il difficile momento, per poi recuperare, in uno sviluppo teso in altre direzioni?
Uno sguardo successivo,
diretto alla rivalutazione dell'aspetto paesaggistico, legato a quello di
un turismo rurale, con buone probabilità, ci avrebbe ricondotti, su
promettenti prospettive future.
Ma quanto detto, esula dal mio diritto
di riflessione quale cittadino di questo luogo, facendomi spesso scadere,
in un ruolo di soggetto del tutto impreparato al sostegno di serie
politiche sociali, magari alla ricerca di un'affermazione politica o di
un riscontro elettorale. A volte l'ironia, ci rende più vivibile la vita.
Ermenegildo Iantomasi
|