Santa Croce di Magliano, mercoledì 04 febbraio 2004

     

    Imposta come pagina iniziale  Aggiungi ai preferiti  Segnala ad un amico  Stampa  Translate in English

articolo e.iantomasi << 1/15 febbraio << 2004 << home

 

 


"Anima fredda e silenziosa del proprio centro"


di Ermenegildo Iantomasi dal quotidiano "LeLibertà" (03/02/2004)

 

 

    "A cercare di tenere in vita un qualcosa, l'anima fredda e silenziosa del proprio centro che va sparendo". 
    Da una frase rubata dall'editoriale di domenica, tante le riflessioni. Situazioni di stasi economica da pre e post terremoto, componenti esemplari, di questo profondo malessere, messo in risalto dal forte esodo occupazionale.
    L'aumento delle partenze della domenica a sera, i pulmini che a una certa ora, vanno in giro, rastrellando i pendolari settimanali dell'imprenditoria artigiana del luogo. 
    Le ultime raccomandazioni ad una guida attenta ed al sonno, poi via, a serata inoltrata, si parte per mete lavorative lontane, arrivederci, nella ipotesi migliore, al venerdì successivo.
    L'indomani in mattinata, ci si accorge, che Santa Croce di Magliano, il comune molisano, una volta animato da forte imprenditorialità edile artigiana, si va svuotando.
    Quali le cause di questo impalpabile malessere, che sfida e annulla ogni statistica ufficiale? Quali gli interventi, che nella fase post sisma, andavano sollecitati a riattivare l'acceleratore economico? 
    E' errato forse, pensare, che l'attenzione andava rivolta alla premessa occupazionale, magari concretizzata, nella realizzazione di un consorzio di imprese, con maggiore potere contrattuale, che probabilmente avrebbe allargato lo sviluppo lavorativo, nel breve e lungo periodo? 
    Sarebbe stato auspicabile richiedere alle Regioni gemellate, alle Istituzioni, allo Stato, l'impegno per la realizzazione di un plesso occupazionale, che fosse affiancato, se non preposto alla ricostruzione scolastica? 
    In sostanza, la creazione di una media struttura industriale, magari condivisa con i Comuni limitrofi, nonostante gli aspetti dell'impatto ambientale, non avrebbe risolto o alleviato, le sofferenze di quelle forze lavorative, che in parte, solo virtualmente, risultano ancora censite nella nostra realtà occupazionale? 
    Non avremmo avuto forse, un attimo di respiro, per evitare l' esodo? Magari superando il difficile momento, per poi recuperare, in uno sviluppo teso in altre direzioni? 
    Uno sguardo successivo, diretto alla rivalutazione dell'aspetto paesaggistico, legato a quello di un turismo rurale, con buone probabilità, ci avrebbe ricondotti, su promettenti prospettive future. 
    Ma quanto detto, esula dal mio diritto di riflessione quale cittadino di questo luogo, facendomi spesso scadere, in un ruolo di soggetto del tutto impreparato al sostegno di serie politiche sociali, magari alla ricerca di un'affermazione politica o di un riscontro elettorale. A volte l'ironia, ci rende più vivibile la vita.

Ermenegildo Iantomasi

 

 

 

 



© Copyright www.santacroceonline.com - Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione anche parziale.   

disclaimer