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Scampoli
di normalità. Si sono vissuti ieri mattina in contrada Sant'Elena. Come
in un quadro, dove sono stati accoppiati l'evento del sisma, e il
percepibile desiderio di tornare a vivere. A diciotto mesi dal
terremoto.
Da un lato la chiesa di Sant'Elena, totalmente imbracata e tutta
puntellata; dall'altro tanta gente che si è ritrovata come ogni anno
nell'area verde situata a ridosso di Santa Croce di Magliano e a poche
centinaia di metri dal villaggio provvisorio di San Giuliano di Puglia.
La devozione alla statua della santa da parte delle famiglie di San
Giuliano e Santa Croce, si è resa possibile con la realizzazione di una
chiesetta provvisoria in legno nel piazzale antistante il luogo di culto
inagibile e per tutta la mattinata il via vai delle popolazioni è stato
costante.
Il sole battente ha incorniciato una giornata bellissima, animata da
tanti, tantissimi giovani che si sono ritrovati sui prati dove sorge la
cappella.
Alcuni gruppi fin dalla scorsa notte, i quali hanno preferito aspettare
l'alba sotto le stelle in campeggio.
La delegazione della Caritas Lombardia, in collaborazione con i
volontari della parrocchia di San Giuliano Martire e di un gruppo giunto
per l'occasione da Brescia, hanno organizzato varie attività per i più
piccoli e per i giovani, fino al tramonto, quando un concerto gospel ha
reso ancora più particolare il terzo sabato di maggio.
Per la comunità di San Giuliano, duramente provata dal terremoto e alle
prese con le innumerevoli difficoltà quotidiane, si è conclusa una due
giorni importante e significativa: venerdì
il giorno del Santo Patrono e ieri la festa di Sant'Elena.
Piccoli momenti di serenità, ma anche di riflessione che hanno mostrato
un orizzonte. Il ritorno alla normalità non è davvero troppo lontano.
[di Fabrizio Occhionero dal quotidiano "Il Quotidiano del
Molise" ]
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