Santa Croce di Magliano, venerdì 26 marzo 2004

     

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ED I GIOVANI STANNO A GUARDARE


Continui spostamenti di taluni politici da Destra a Sinistra e viceversa. Un modo di fare inconcepibile che ha l’unico effetto di destabilizzare la fiducia degli elettori nella politica”, con questo intervento durante i lavori dell’assemblea del centro sinistra tenutasi a Santa Croce di Magliano domenica 14 marzo, Romano Croce segretario di Rifondazione Comunista ha trovato la frase adatta che spiegherebbe l’allontanamento dei giovani dalla politica.
Oltre le solite divagazioni di politica internazionale al solito ben distanti dalle problematiche amministrative locali, con tanta capacità d’astrazione il compagno di provata fede ha messo bene in risalto quanto sopra accennato aiutato tra l’altro da qualcuno degli addetti ai lavori, a non subire nel corso dell’assemblea nessun intervento che potesse confutare o mettere minimamente in dubbio la sua tesi.
E cosi sia. In queste occasioni bisogna osservare il protocollo prestabilito e tutto sommato contando ancora sulla fede rimasta a sostegno degli ideali, si deve avere la forza per il bene dell’esterno della facciata di digerire un po’ tutto quello che è ed è stato sempre il vecchio linguaggio della politica.
Ma mi chiedo anche, quando mai il compagno Croce pur sollecitato in tutti i modi e da tutte le parti abbia voluto avvicinarsi ai giovani di cui tanto parla in queste sole occasioni ufficiali. 
Dove la sua capacità di coinvolgimento oltre quella di eccelso ed ispirato teorico pensatore? Quali i tentativi di porsi veramente in mezzo agli altri trascurando per una volta almeno il ruolo di austero esaminatore pronto a concedere o a negare attestati di idoneità, magari dopo approfondite ricerche circa la storica fede politica delle famiglie degli esaminati? 
Spesso si parla della delegittimazione della politica e della mancata partecipazione dei giovani senza pensare che anche e soprattutto è il linguaggio che deve cambiare, magari ispirato ad una cultura diversa di valori entro i quali i partiti non rappresentano più la punta in cima alla piramide ma strutture meno recepite proprio per il vecchio linguaggio parlato. 
I giovani d’oggi certamente non rincorrono le tessere e non a caso si parla più di movimenti e meno di partiti, anche se questi ultimi si propongono ad essi con un linguaggio sempre meno adeguato, cogliendo risultati sempre più deludenti.
Bisogna chiedersi quali le cause di tutto ciò se non la maggiore incapacità di dialogare con essi favorendone sempre più la convinzione che la politica è una cosa sporca da evitare. Di tanto in tanto bisogna fare un po’ di autocritica senza offuscarsi del bagliore delle sole bandiere, senza passare da affermazioni oltranziste a condividere poi scelte tanto moderate o a volte incoerenti, i giovani comunque ci osservano e stanno a guardare.


articolo di Ermenegildo Iantomasi dal quotidiano gratuito "leLibertà" (19/03/2004)


 

 



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