Santa Croce di Magliano, giovedì 18 marzo 2004

     

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SAN GIULIANO DI PUGLIA E IL TERREMOTO GIUDIZIARIO


Il paese del Molise, simbolo del terremoto del 2002, negli ultimi giorni è tornato protagonista della cronaca, per l'inchiesta giudiziaria legata al crollo della scuola Jovine. Ecco le news dell'ultimo mese

4 MARZO 2004
TERREMOTO: CHIESTA INTERDIZIONE TEMPORANEA SINDACO S. GIULIANO 
La Procura di Larino, che sta indagando sul crollo della scuola 'Jovine' di San Giuliano di Puglia, ha chiesto l'interdizione temporanea dai pubblici uffici per il sindaco del paese, Antonio Borrelli, del suo vice e dell'intera Giunta comunale. Lo stesso Borrelli, che nel crollo della scuola che causo' la morte di 27 bambini e di un'insegnante perse anche sua figlia, risulta fra gli indagati. Sconosciute al momento le motivazioni che hanno spinto la Procura ad avanzare tale richiesta al gip, Roberto Veneziano. Maggiori dettagli dovrebbero aversi l'11 marzo quando gli amministratori del piccolo centro divenuto simbolo del terremoto che ha colpito il Molise compariranno davanti al giudice.

4 MARZO 2004
TERREMOTO: SINDACO SAN GIULIANO ALLIBITO PER RICHIESTA INTERDIZIONE 
"Non me lo aspettavo e non riesco a darmi una spiegazione. E' un fatto di una gravità inaudita": così il sindaco di San Giuliano di Puglia, Antonio Borrelli, ha commentato la richiesta d'interdizione da funzioni e incarichi pubblici della Procura di Larino, nell'ambito dell'inchiesta sul crollo della scuola "Jovine". 
Borrelli appresa la notizia si dice molto amareggiato: "E' una richiesta che si presta a mille interpretazioni, una peggio dell'altra. Credo che a questo punto si stia giocando sulla pelle degli altri". 
Il sindaco di San Giuliano contesta soprattutto i tempi di questa richiesta: "Non mi risulta che ci siano state novità da un anno a questa parte - spiega Borrelli - a meno che io non ne sia a conoscenza. Allora mi chiedo perchè proprio adesso questa richiesta di interdizione. 
Considerato che si fa riferimento sempre alla stessa questione, e cioè al crollo della scuola, è un provvedimento che potevano prendere subito". Antonio Borrelli - che nel crollo della scuola ha perso la figlia - è iscritto nel registro degli indagati da un anno ma non è mai stato interrogato. Giovedì prossimo comparirà per la prima volta dinanzi al magistrato.

4 MARZO 2004
Terremoto a San Giuliano, sale a 12 il numero degli indagati
Per tutti la Procura della Repubblica ha chiesto la sospensione temporanea dalle rispettive attività o dagli incarichi pubblici che ricoprono. L'11 marzo si terranno gli interrogatori 
Sale a 12 il numero degli indagati nel crollo della scuola "Iovine" di San Giuliano, in provincia di Campobasso. Inizialmente l'indagine riguardava nove persone. Per tutte la Procura della Repubblica ha chiesto la sospensione temporanea dalle rispettive attività o dagli incarichi pubblici che ricoprono. Il gip Roberto Veneziano ha fissato per l'11 marzo prossimo gli interrogatori. 
Oltre al sindaco, Antonio Borrelli, tra gli indagati figurano gli assessori comunali Antonio Serrecchia e Massimo Di Cera, il responsabile dell'ufficio tecnico comunale Mario Marinaro, il segretario comunale Clementina Tolo, gli ingegneri Giuseppe La Serra, Ernesto di Pietro e Luciano Ferrauto, gli imprenditori edili Giuseppe Uliano, Carmine Antonio Abiuso, Giovanni Martino e Manfredo Cosentino. 
Per i reati di crollo e di omicidio colposo la Procura della Repubblica presso il tribunale di Larino ha chiesto misure interdittive per le persone indagate nel crollo della scuola "Iovine" di san Giuliano di Puglia (Campobasso), nel quale il 31 ottobre 2002 morirono 27 bambini e una maestra. 
Le misure richieste sono la sospensione dall'esercizio di un pubblico ufficio per amministratori e dipendenti pubblici e il divieto temporaneo di esercitare attività professionali ed imprenditoriali per le progettisti e imprenditori indagati. 
Per il sindaco, che essendo eletto direttamente non potrebbe essere sospeso dall'incarico, la richiesta riguarda tutte le funzioni legate alla gestione dell'emergenza terremoto, funzioni delegate dal commissario straordinario nominato dopo il sisma.

5 MARZO 2004
TERREMOTO: SAN GIULIANO DI PUGLIA, SI DIMETTE VICESINDACO 
Il vicesindaco di San Giuliano di Puglia, Massimo Di Cera, si e' dimesso. Ieri la Procura di Larino aveva chiesto l'interdizione temporanea dai pubblici uffici sia per il sindaco, Antonio Borrelli che per lo stesso Di Cera e la Giunta comunale. Tuttavia mentre Borrelli si e' subito detto sorpreso di tale richiesta il suo vice ha deciso di lasciare l'incarico. Le dimissioni del vice primo cittadino del paese simbolo del terremoto che ha colpito il Molise, provocando nel crollo della scuola Jovine la morte di 20 bimbi ed un insegnante, e' giunta quasi in contemporanea alla richiesta del Comitato delle vittime della scuola che oggi ha invitato il sindaco e l'intera Giunta a dimettersi.

5 MARZO 2004
TERREMOTO: S. GIULIANO, COMITATO VITTIME CHIEDE DIMISSIONI SINDACO
Il Comitato delle vittime della scuola Jovine di San Giuliano di Puglia, nel cui crollo morirono 27 bimbi ed una insegnante, chiedono le dimissioni del sindaco, Antonio Borrelli, e dell'intera Giunta comunale del paese. La richiesta giunge dopo che la Procura di Larino che sta indagando sulle cause della tragedia, ha chiesto l'interdizione temporanea dall'ufficio del sindaco e del suo esecutivo. ''Al sindaco ed alla Giunta comunale - afferma il presidente del Comitato, Adriano Ritucci - consigliamo per l'ennesima volta di rassegnare le dimissioni e rimettersi alle decisioni definitive della magistratura''. La richiesta del Comitato parte dal presupposto che ''occorre evitare - spiega Ritucci - alla comunita' di San Giuliano di Puglia un ulteriore colpo alla propria immagine, subendo l'eventuale provvedimento di sospensione dei propri amministratori, dagli organi giudiziari''.

 

TITOLO DA "IL QUOTIDIANO DEL MOLISE" (07/03/2004)

 

 

Quella scuola non doveva aprire

La scuola Francesco Jovine di San Giuliano di Puglia, uno dei pochissimi edifici crollati in tutto il basso Molise colpito dal terremoto, sarebbe dovuto essere 'uno scheletro vuoto e inabitabile' 

Quella maledetta scuola non doveva essere aperta il 31 ottobre del 2002 e 27 bambini e una maestra non sarebbero dovuti morire. Semplicemente perché non avrebbero dovuto trovarsi lì. Semplicemente perché la Francesco Jovine di San Giuliano di Puglia, uno dei pochissimi edifici crollati in tutto il basso Molise colpito dal terremoto, sarebbe dovuto essere "uno scheletro vuoto e inabitabile" e così si sarebbe dovuto presentare al "fatale appuntamento". 

La Jovine però era aperta. E 27 bambini e una maestra sono morti davvero. Il destino della scuola di San Giuliano di Puglia è racchiuso nelle 127 pagine che il procuratore capo di Larino Nicola Magrone e il pm Andrea Cataldi Tassone hanno inviato al Gip per chiedere misure interdittive per i dodici indagati per il crollo. Tecnici, ingegneri, amministratori. 
Provvedimenti che mirano alla sospensione dall'esercizio di un pubblico ufficio per amministratori e dipendenti pubblici e al divieto temporaneo di esercitare attività professionali ed imprenditoriali per progettisti e tecnici.

Per il sindaco Antonio Borrelli, anche lui indagato, è diverso: essendo stato eletto direttamente non potrebbe essere sospeso dall'incarico. La richiesta riguarda quindi l'interdizione da tutte le funzioni legate all'emergenza terremoto, ricostruzione compresa. 
In quelle 127 pagine - che i pm fanno precedere da una premessa in cui si precisa che in attesa di perizia (la proroga concessa ai periti scade a fine maggio) le indagini si sono concentrate "sull'iter tecnico-amministrativo della costruzione della scuola e dei successivi alluvionali rimaneggiamenti" - c'é tutta la storia della Jovine: l'anno di costruzione, il '59, i successivi interventi, ogni piccola modifica subita dall'edifico. 

E ancora gli interrogatori delle persone coinvolte, le omissioni e gli errori fatti negli anni. Ed è un quadro allarmante: "quarantacinque anni di vicende tecniche ed amministrative, infarcite di progetti, di varianti, di iniziative saltellanti e contraddittorie tutte incentrate, in fin dei conti, su di un manufatto nemmeno di particolare complessità tecnica" scrivono i pm. La Jovine, dicono chiedendo di interdire i responsabili, si trovava in "condizioni strutturali letteralmente stravolte" e caricata di una "soprelevazione sostanzialmente clandestina". 

Dal '59 la scuola subì "una serie di interventi, di minore o di maggiore invasività, compiuti, tutti, nella più assoluta ignoranza dei 'precedenti': ciascuno per conto suo, uno sull'altro, fino alla precipitosa e demagogica concessione della cosiddetta agibilità di un immobile sconosciuto nella sua struttura, nelle sue capacità di resistenza, manipolato, trasformato, ampliato, 'sopraelevato' e abbandonato alla sua sorte di oggetto misterioso ed ignoto anche ai tecnici, ai costruttori e agli amministratori del Comune di San Giuliano".

A far scattare una molla negli indagati avrebbe dovuto anche essere l'inserimento nel '98 di San Giuliano di Puglia nella lista dei comuni ad alto rischio sismico.
E invece, niente: "Indipendentemente dall'osservanza delle leggi e delle norme citate nella presente relazione - scrivono Magrone e Cataldi Tassone - tutti i soggetti a qualunque titolo intervenuti nella progettazione, esecuzione, collaudo e controllo dei lavori, nonché gli amministratori che hanno accettato (nella qualità di committente) e autorizzato l'uso delle dette opere, avrebbero dovuto adottare ben altra prudenza e cautela nello svolgimento delle proprie funzioni, anche in considerazione della particolare destinazione d'uso dell'edificio". 

Alla luce di tutto ciò, ne emerge un assunto. Che è quello che sta poi alla base della richiesta della procura al Gip. "Il 31 ottobre alunni, maestri e personale non dovevano essere nella scuola di San Giuliano; la scuola non avrebbe dovuto essere aperta. Averla aperta, avervi fatto entrare ragazzi, maestri e personale, costituì una scelta, una decisione, un gesto di inaudito disprezzo della sicurezza e della incolumità dei suoi frequentatori, piccoli e adulti". 

Un'accusa netta e precisa, dunque, dove tra l'altro si va delineando la linea che la procura potrebbe tenere nella presumibile richiesta di rinvio a giudizio per gli indagati: "Data per scontata (con le doverose riserve) l'incidenza del terremoto sul crollo della scuola" c'é un "nesso di causalità tra crollo ed azioni/omissioni degli indagati.
Lo stesso, conclude la Procura, che c'é tra una guida che portasse e lasciasse sul ciglio di un cratere un gruppo di bambini e la morte di quegli stessi bambini "divorati in un colpo" dall' improvvisa eruzione del vulcano.

 

 

S. Giuliano: scoppia la polemica sulla interdizione del sindaco Borrelli

La notizia della richiesta di interdizione del sindaco di San Giuliano di Puglia dall'incarico presentata dalla Procura di Larino sta creando numerose polemiche e reazioni.

Il vicesindaco di San Giuliano di Puglia, Massimo Di Cera, esponente dei Ds come il primo cittadino, si è dimesso. Anche per lui e per un altro assessore, oltre che per il segretario comunale e per il tecnico comunale, la Procura ha chiesto l'interdizione temporanea dai pubblici uffici. Si tratta di un provvedimento cautelare sul quale dovrà decidere il Gip del tribunale di Larino, Veneziano. La decisione della magistratura inquirente è comunque pesante e tra l'altro arriva ad appena tre mesi dalla scadenza della legislatura. Infatti a San Giuliano, come in altri comuni, si vota il 12 e 13 giugno prossimi. Il sindaco Borrelli ha espresso tutta la sua meraviglia per questa mossa della Procura ed ha parlato di "marziani", cioè di cose che stanno fuori dal mondo. I legali dello stesso primo cittadino e di altri indagati per il crollo della scuola Jovine hanno annunciato che stanno valutando la possibilità di chiedere che l'inchiesta venga affidata ad un altro ufficio per questioni ambientali. Secondo i legali ciò che sta accadendo dimostrerebbe che nel Palazzo di giustizia di Larino non c'è più la serenità necessaria per condurre in modo imparziale questa inchiesta. Sulla vicenda si è registrata la presa di posizione di Adriano Ritucci, presidente del Comitato delle Vittime, che ha chiesto nuovamente al sindaco e alla giunta comunale di rassegnare le dimissioni. Tutto ciò accade, dunque, proprio a ridosso della formazione delle liste per una competizione elettorale sulla quale sono puntati gli occhi di tutti i partiti. Ad esempio i vertici nazionali di Forza Italia non nascono la loro intenzione di conquistare il Comune di San Giuliano, da due legislature in mano al centrosinistra, eleggendo un sindaco che gestisca l'operazione "immagine" del presidente del Consiglio Berlusconi che in prossimità delle elezioni politiche vorrà realizzare un efficace "spot" per mostrare agli italiani l'avvenuta ricostruzione del paesino molisano.

di Marco Ceravolo ( da www.altromolise.it )

 

 

11 MARZO 2004
TERREMOTO: MOLISE, SINDACO SAN GIULIANO ASCOLTATO DAL GIP 
''Sono sereno e ho fiducia nella giustizia''. Questo l'unico commento del sindaco di San Giuliano di Puglia al termine dell'interrogatorio con il gip di Larino, Roberto Veneziano. Il primo cittadino del paese simbolo del terremoto che ha colpito il Molise e' comparso davanti al gip su richiesta della Procura di Larino che sta indagando sul crollo della scuola Jovine, sotto la quale morirono 27 bimbi e un insegnante. 
La necessita' di interrogare Borrelli, che in quella tragedia ha perso anche una figlia, e' scaturita dalla richiesta della Procura di interdire temporaneamente dai pubblici uffici il primo cittadino.

 

 

12 MARZO 2004
TERREMOTO: Ritucci pronto a dimettersi ?
Contrariamente a quanto si aspettava, ieri mattina il Comitato Vittime della scuola di San Giuliano non era presente al Palazzo di Giustizia di Larino. I membri del Comitato hanno scelto di non essere presenti nel corso dell’ interrogatorio del primo cittadino. 
Una decisione che ha rispecchiato la situazione all’interno del Comitato, che negli ultimi giorni sarebbe diventata critica, dopo le dichiarazioni rese in relazione alle richieste di sospensione dagli incarichi da parte della Procura di Larino. All’interno del Comitato ci sono persone legate da un rapporto di parentela agli indagati, pertanto accogliere con soddisfazione il provvedimento del procuratore avrebbe portato a vivaci contrasti nel Comitato e calato dubbi sul suo presidente. Infatti alla base dei dissensi figurerebbe anche un ruolo spropositato del presidente e la compattezza dei membri sarebbe sempre più minata dalle lacerazioni. E in questo quadro sarebbero prossime le dimissioni di Adriano Ritucci, il genitore che guida il Comitato di San Giuliano dalla sua costituzione, sebbene lo stesso ha smentito nel pomeriggio di ieri ogni decisione ufficiale. 
In corso di valutazione dunque l’eventuale rassegna dell’incarico, anche se l’ago della bilancia sembrerebbe pesare su un “si”, per verificare inoltre se i membri del Comitato sosterranno il ritiro delle probabili dimissioni di Ritucci. (Fabrizio Occhionero, Quotidiano del Molise)

 

17 MARZO 2004
TERREMOTO: SALE A 25 IL NUMERO DEGLI INDAGATI
E' salito a 25 il numero degli indagati coinvolti nell'inchiesta sul crollo della scuola elementare di San Giuliano di Puglia.
Sui loro nomi vige il riserbo assoluto, ma sembrerebbe che tra le persone iscritte nel registro degli indagati non ci siano amministratori, ma solo tecnici, che hanno seguito i lavori per la sopraelevazione della scuola, che avrebbero causato il cedimento della struttura, in quel 31 ottobre del 2002 nel quale persero la vita 27 piccoli alunni della scuola elementare.
Intanto è attesa la decisione da parte del Gip del Tribunale di Larino Roberto Veneziano riguardo la richiesta temporanea di interdizione dai pubblici uffici della Giunta comunale, avanzata dalla Procura della Repubblica. La scorsa settimana si sono svolti gli interrogatori del sindaco di San Giuliano di Puglia Antonio Borrelli, del vice sindaco Massimo Di Cera, dell'assessore Antonio Serrecchia e del segretario comunale Carmela Tolo. Proseguono inoltre le indagini da parte dei periti incaricati di esaminare le macerie della scuola lovine, Franco Braga e Alberto Brughignoli.
A maggio i tecnici presenteranno le conclusioni, dopo aver compiuti ripetute ricognizioni ed analisi dei campioni prelevati dalle macerie della scuola. (
di Chiara Maraviglia dal quotidiano "Le Libertà")

 

 

SAN GIULIANO DI PUGLIA - FOTOGALLERY

 

sopra... prima e dopo; sotto... l'attuale nucleo abitativo temporaneo

 

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 foto

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