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A seguito dei recenti avvenimenti che hanno interessato il comune di Salcito,
è d'obbligo riferire, visto che l'interesse si rivela di grande
attualità, di uno studio sul territorio di Santa Croce di Magliano
e San Giuliano di Puglia, promosso dall'Assessorato ai Lavori Pubblici
della Regione Molise: "Tutela e salvaguardia dell'ambiente,
sub-progetto "Difesa del suolo" degli anni 1997-98.
La ricerca, condotta da un gruppo di geologi coordinati dal Prof. Umberto Crescenti
e dall'Ufficio Geologico Regionale, riscontrava tramite sondaggi
meccanici e sismici, misure inclinometriche e misurazioni della falda
freatica, zone ad alto rischio di edificabilità, dovuto a
movimenti franosi in corso e prevedibili in seguito.
L'area
più interessata nel nostro comune, comprendeva il campo di calcio,
la vecchia scuola media con annessa palestra, la vicina villa
comunale D'Amico, le palazzine IACP ed alcune abitazioni
private.
La parte ove il fenomeno di dissesto veniva più
evidenziato era la zona a monte e a valle di via Principe di Piemonte,
in pieno centro abitato, poco oltre l'ingresso del paese venendo da
Bonefro.
Il
geologo Gaetano Di Stefano, componente dell'equipe tecnica
regionale, ha definito le aree descritte non consolidate, zone ad
elevata vulnerabilità sismica.
Lo stesso ha accennato ad una carta degli interventi e
dei dissesti previsti a valle di via Cupello e via Principe di Piemonte,
mettendo in risalto, tra l'altro, l'esigenza di pozzi di drenaggio
lungo il ciglio stradale, per il risanamento e la messa in sicurezza
dell'intera zona, ma nulla ad oggi è stato realizzato.
La
situazione ad alto rischio di dissesto è stata rilevata anche dai geologi
della Regione Emilia Romagna, con conferma di dati, nella relazione
della fase preliminare della microzonazione.
Da evidenziare, che anche gli interventi post sisma,
sinora realizzati sulle abitazioni delle zone interessate, con un
contributo regionale di 20.000 euro, potrebbero essere in parte vanificati
dai dissesti geomorfologici in atto.
Da chiedersi in conclusione, quale considerazione abbia avuto questo
studio e quali valutazioni abbiano indotto il Governo Regionale, alla
esclusione di Santa Croce di Magliano, dal programma di intervento a
favore dei quaranta comuni molisani interessati da movimenti franosi, per
un importo di 5.731.966.06 euro (10 miliardi di lire), e perché in
alternativa non sia stata considerata la possibilità di finanziamenti da
Fondi Europei.
Che la regione Molise torni a riconsiderare il
problema, sollecitata dall'impegno di coloro, che alla luce di fatti
nuovi, riscontrino l'elevata valenza del coefficiente di rischio.
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