Santa Croce di Magliano, venerdì 05 marzo 2004

     

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Dissesto idrogeologico: a Salcito è avvenuto... a Santa Croce potrebbe



A seguito dei recenti avvenimenti che hanno interessato il comune di Salcito, è d'obbligo riferire, visto che l'interesse si rivela di grande attualità, di uno studio sul territorio di Santa Croce di Magliano e San Giuliano di Puglia, promosso dall'Assessorato ai Lavori Pubblici della Regione Molise: "Tutela e salvaguardia dell'ambiente, sub-progetto "Difesa del suolo" degli anni 1997-98.

    La ricerca, condotta da un gruppo di geologi coordinati dal Prof. Umberto Crescenti e dall'Ufficio Geologico Regionale, riscontrava tramite sondaggi meccanici e sismici, misure inclinometriche e misurazioni della falda freatica, zone ad alto rischio di edificabilità, dovuto a movimenti franosi in corso e prevedibili in seguito.

    L'area più interessata nel nostro comune, comprendeva il campo di calcio, la vecchia scuola media con annessa palestra, la vicina villa comunale D'Amico, le palazzine IACP ed alcune abitazioni private.
    La parte ove il fenomeno di dissesto veniva più evidenziato era la zona a monte e a valle di via Principe di Piemonte, in pieno centro abitato, poco oltre l'ingresso del paese venendo da Bonefro.

Il geologo Gaetano Di Stefano, componente dell'equipe tecnica regionale, ha definito le aree descritte non consolidate, zone ad elevata vulnerabilità sismica.
    Lo stesso ha accennato ad una carta degli interventi e dei dissesti previsti a valle di via Cupello e via Principe di Piemonte, mettendo in risalto, tra l'altro, l'esigenza di pozzi di drenaggio lungo il ciglio stradale, per il risanamento e la messa in sicurezza dell'intera zona, ma nulla ad oggi è stato realizzato.

    La situazione ad alto rischio di dissesto è stata rilevata anche dai geologi della Regione Emilia Romagna, con conferma di dati, nella relazione della fase preliminare della microzonazione.
    Da evidenziare, che anche gli interventi post sisma, sinora realizzati sulle abitazioni delle zone interessate, con un contributo regionale di 20.000 euro, potrebbero essere in parte vanificati dai dissesti geomorfologici in atto.

    Da chiedersi in conclusione, quale considerazione abbia avuto questo studio e quali valutazioni abbiano indotto il Governo Regionale, alla esclusione di Santa Croce di Magliano, dal programma di intervento a favore dei quaranta comuni molisani interessati da movimenti franosi, per un importo di 5.731.966.06 euro (10 miliardi di lire), e perché in alternativa non sia stata considerata la possibilità di finanziamenti da Fondi Europei.
    Che la regione Molise torni a riconsiderare il problema, sollecitata dall'impegno di coloro, che alla luce di fatti nuovi, riscontrino l'elevata valenza del coefficiente di rischio.

 


articolo di Ermenegildo Iantomasi dal quotidiano "Le Libertà" (02/03/2004)

foto archivio SantaCroceOnLine


 

 

 

 



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