Spettacolo
all' Auditorium della Facoltà di Lettere e Filosofia di Roma della Scuola di Tarantella e danze popolari,
"Taranta Power" di Bologna. Tra gli interpreti figura anche Maria
Marino, santacrocese d.o.c.
La riscoperta di una cultura musicale, cui si possono fare risalire le più antiche origini di un popolo, e
l'espressione artistica della danza, legata al ritmo della Taranta e della
Pizzica, patrimonio atavico delle culture più marcatamente mediterranee: è questo
l'ambizioso progetto della Scuola di Tarantella e danze popolari, "Taranta Power" di
Bologna, che con questo percorso musicale, cerca di allargare, sia il confronto con altre culture limitrofe e a collocare la musica popolare italiana, al centro di una contaminazione ed uno scambio creativo, con le culture di tutti i paesi del bacino mediterraneo.
Venerdì 12 marzo 2004, all'Auditorium della Facoltà di Lettere e Filosofia di
Roma, i ragazzi della prima scuola del movimento creato da Eugenio Bennato,
hanno dato un saggio di queste suggestive danze che richiede grazia e compostezza di movimenti, con la rappresentazione scenica
"Terìaca" - ideata e coordinata da Gianni Bruschi, con le coreografie di
Maristella Martella e la regia di Francesco Botti che precedentemente ha già incantato le piazze di diverse città italiane ed europee.
Fra gli interpreti figura anche Maria Marino, ventinovenne infermiera, santacrocese
d.o.c., che da anni vive e lavora nel capoluogo emiliano. È solo da un paio di anni che Maria frequenta le lezioni della prestigiosa accademia
"Taranta Power" di Bologna, un lasso di tempo sufficiente però, per aver compreso le peculiarità traumaturgiche dei rituali legati alla Pizzica ed alla Tarantella, le danze
elemento cardine dello spettacolo "Terìaca".
"Lo spettacolo - spiega Maria Marino - cerca di indagare e raccontare le suggestioni ispirate alla Pizzica, una celebre danza italiana legata ad un fenomeno che ha fortemente influenzato tutta la cultura della penisola, il
Tarantismo.
Naturalmente, il Tarantismo, viene trattato come espressione misteriosa, antica, tragica, epico-poetica, piuttosto che fenomeno popolare e folcloristico, attraverso un percorso di azioni, una trama di
coreografie, movimenti, canti e parole, che hanno come risultante finale la danza della Pizzica. Ispirandosi a musiche popolari italiane e del bacino
Mediterraneo, sono state arrangiate alcune ballate antiche in dialetto foggiano, salentino e in grìco, lingua parlata in una zona ben precisa della Puglia, la Greca Salentina, tra Lecce, Otranto e Gallipoli,
un'area con lingua, tradizioni, architettura e riti risalenti alla Magna
Grecia".
Un sostrato culturale che in qualche maniera ha influenzato anche il Molise ed ha diffuso, queste genere di danze, anche a Santa Croce di Magliano, sebbene la
tarantella dalla forte caratterizzazione locale, si è orientata, nel tempo, in una espressione stilistica dal gusto, spiccatamente popolare. Quest'estate,
si conta di portare i ragazzi della Taranta Power, a Santa Croce. In quell'occasione, infatti, è prevista una manifestazione popolare, ispirata ai passi delle danze suddette, che verosimilmente, potrebbe ospitare la rappresentazione scenica "Terìaca".
|