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Studenti e studentesse
molisani, ci state bene in questa scuola e in questa regione? E’
chiaro che le cose non vanno come dovrebbero andare; non si può stare
fermi a guardare di fronte alla mercificazione del sapere e alla
svendita della scuola pubblica, di fronte all’ignoranza di chi ci
governa e ci sta distruggendo, dobbiamo avere coraggio e convinzione per
cambiare le cose, un’ambizione diversa per una scuola ed un mondo
differenti.
Tutto ruota intorno al denaro e al potere, chi ha più soldi può
ricevere più cultura, chi ha più soldi diventa presidente del
Consiglio, chi ha i soldi potrà comprarsi il Molise. Eh sì, perché il
Molise o è in vendita o sta chiudendo.
Sapete che fa il nostro governo regionale? Nella sesta commissione
permanente si sta discutendo una proposte di legge di due nostri
illustri ed emeriti non so ché per finanziare istituti paritari e
scuole non statali, “le private”, mentre l’unica proposta di legge
regionale per il diritto allo studio prevede un misero finanziamento di
52.000 euro (e i nostri soldi che fine fanno? Autostrade, Ferrovie e
Infrastrutture? …certo certo) per attivare comodato d’uso dei testi
scolastici.
Non si riesce più a scorgere un orizzonte sereno perché tutto è
grigio. Dobbiamo vedere qualcosa di diverso e di possibile, un mondo
a colori. Tutto il disagio che abbiamo dentro dobbiamo gridarlo, urlare
che ci sono scuole che crollano, che noi a scuola non ci stiamo bene e
non perché non abbiamo voglia di studiare; dobbiamo dire basta una
volta per tutte, sentire e far sentire che un cambiamento è necessario
e che non si può più temporeggiare. Se non ci mobilitiamo il problema
non è di questa società ma il nostro. Il 17 Novembre deve essere l’inizio
di un percorso, prendiamo coscienza della realtà e delle nostre
potenzialità. Non facciamoci più prendere per il culo.
Domenico D’ALESSANDRO
Coordinatore Unione degli Studenti Molise
Appello
17 novembre: Stand up for your rights!!!
"Dimentica ciò che vedi, comincia a sognare"
Le studentesse e gli studenti
presenti al WSF di Mumbai, rilanciano la mobilitazione mondiale studentesca
indetta per il prossimo 17 novembre divenuta al Social Forum di Londra una data
centrale per il movimento europeo, proprio nei giorni in cui viene approvato un
Trattato costituzionale privo di riferimenti forti sul valore dell’istruzione
e della conoscenza.
Eppure il sapere e la conoscenza dovrebbero essere gli elementi costitutivi di
una nuova società, di un nuovo modo di intendere la cittadinanza, fattori di
crescita e sviluppo di un intero paese. Scuola e Università sono luoghi
collettivi fondamentali in cui la conoscenza svolge questa sua funzione sociale
e per poterlo fare, devono essere pubbliche e accessibili a tutti.
Abbiamo già denunciato il rischio di una loro mercificazione, di una loro
subordinazione alla “produttività”, frutto delle inaccettabili logiche di
chi crede che il mercato venga sempre prima di tutto, che intendono consegnarci
ad un futuro fatto di precarietà, fatto di guerre con cui convivere e
abituarsi. Noi a queste logiche non intendiamo sottostare.
Da questo punto di vista le riforme Moratti, non solo sono incapaci di trovar
rimedio al malessere storico di scuola, università e ricerca pubblica, ma
aggravano pesantemente la situazione.
Non se ne può più di scuole trasformate in carceri, con telecamere e ripetuti
controlli della polizia; quei luoghi sono nostri ed intendiamo riprenderceli.
Non ne possiamo più del tentativo di costruire un’università classista e
sempre più selettiva, in cui le condizioni materiali degli studenti sono sempre
più precarie e in cui diritto allo studio rappresenta una strada da abbandonare
per passare al moderno concetto di diritto al successo, nuovo sistema fondato su
poche eccellenze. Non ne possiamo più dei sempre più ingenti finanziamenti ad
enti di ricerca privati, mentre la ricerca scientifica pubblica è ormai al
collasso.
Quelle riforme vanno abrogate, anche se non possiamo limitarci a questa
richiesta. Perché, se davvero vogliamo cambiare le scuole e le università,
senza ripetere gli errori commessi negli ultimi anni, occorre definire il ruolo
e la natura che la conoscenza e i saperi devono assumere, occorre tornare ad
interrogarsi sul senso e sul significato della scuola e dell’università,
sulla loro missione originaria, sulla capacità di istruire ed educare, di
formare individui critici, ossia capaci di analizzare e discernere i fenomeni
del mondo che li circonda, bisogna ripartire dalla costituzione, dall’istruzione
e dalla formazione, come diritto di ogni singolo individuo e non come
privilegio.
A partire dal garantire più scuola per tutti, innalzando l’obbligo scolastico
sino alla fine della scuola secondaria, avendo come punto di riferimento l’idea
di una formazione di base garantita e assicurata fino alla fine del percorso
della secondaria, per arrivare ad un’università senza numeri chiusi, in
qualsiasi fase del percorso accademico si presentino. Per far questo occorre
prioritariamente coinvolgere chi la scuola e l’università la fa e la vive: le
riforme, prima di tutto non possono essere più calate dall’alto, come sempre
è stato in passato.
Inoltre i processi di riforma non possono più essere a costo zero: occorre
ridefinire le scelte economiche del Paese, perché il sapere diventi una
priorità su cui investire. A partire dal sostegno al diritto allo studio, fatto
in modo autonomo e consapevole, da protagonisti. Infine, vogliamo che questa
giornata rappresenti l’inizio di un cammino: ci rivolgiamo alle tante
soggettività della società della conoscenza, ai dottorandi, ai ricercatori, al
mondo degli IFTS, crediamo che solo attraverso un percorso comune sia possibile
porre la questione generale che riguarda la cittadinanza: il diritto ai saperi,
pubblici e autogestiti. Mobilitiamoci!!!
Le studentesse e gli studenti dell’Unione
degli studenti e dell’Unione degli universitari
“la
cultura è il nostro passaporto per il domani,
il futuro appartiene a quelli che si preparano oggi”
Martin Luther King
LE
MANIFESTAZIONI IN MOLISE
Campobasso
corteo concentramento in piazza San Francesco alle ore 9.00
Termoli
corteo con concentramento alle ore 9.00 in piazza donatori di sangue
Isernia
corteo con concentramento alle ore 9.00 in corso risorgimento (piazzale
davanti allo scientifico) |