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"Chiediamo fondi per la ricostruzione, per la
ripresa socio-economica, per la viabilità"
Il documento comune elaborato dai
quattordici primi cittadini del cratere è pronto nella sua 'veste'
ufficiale da porre all'attenzione del Commissario delegato alla
ricostruzione Michele Iorio.
L'altra sera l'incontro definitivo della
squadra composta dalle quattordici amministrazioni comunali a Castellino
del Biferno, centro danneggiato dalla seconda scossa del 2002.
Un summit
dove i presenti hanno peraltro sottolineato che non sarà richiesta
nessuna proroga per la consegna delle perizie di stima (martedì 2
novembre).
I rappresentanti dei Comuni terremotati si sono incontrati
nuovamente per firmare "il documento programmatico per la gestione
dell'emergenza post-sisma" dove si 'chiedono', si 'ritengono' e si
'sollecitano' interventi importanti, volti alla ripresa generale
dell'area terremotata.
Il coordinamento dei sindaci chiede a Iorio
"per la ricostruzione, relativamente al sisma del 31 ottobre 2002,
una adeguata assegnazione di fondi nella "Finanziaria-2005" e
la pianificazione degli interventi dando esplicita priorità ai Comuni
dell'area del Cratere che sono quelli più colpiti dal terremoto; per la
'ricostruzione leggera' (ripristino funzionale); l'elaborazione di un
provvedimento atto a consentire interventi diversificati e
personalizzati finalizzati al rientro dei nuclei familiari
evacuati".
Non solo ricostruzione materiale nel documento comune, i
sindaci ritengono infatti necessario "per la ripresa
socio-economica, in particolare relativamente all'art. 15 dell'O.P.C.M.
n. 3268, di definire con il Presidente della Regione Molise e con
l'Assessore alla Programmazione della Giunta Regionale, le modalità per
una opportuna fase di concertazione con i rappresentanti dei paesi del
Cratere, che contempli l' esplicazione di proposte e specifici
programmi, ovviamente in linea con quelli previsti dalla programmazione
regionale".
E ancora, "di proporre al Commissario Delegato per
la gestione dell'emergenza post-sisma, di recepire ufficialmente
l'assunto della riunione con i rappresentanti dei Paesi del Cratere
svolta il 18 settembre 2004 presso la sede regionale, circa la
separazione procedurale e procedimentale attinente la fase applicativa
dei finanziamenti degli interventi per le opere pubbliche e per quelli
di sostegno economico ai privati: in sostanza per questi ultimi, mentre
viene considerato tramite misure ed azioni il tipo d'intervento, per gli
enti locali tale metodo è di difficile applicazione per ovvie ragioni
di improcedibilità dettate dalle deficitarie condizioni strutturali dei
Comuni del Cratere, i quali, nel caso in cui vengano messi in condizioni
di competitività propositiva e progettuali, avrebbero grosse
difficoltà rispetto a compagini amministrative più grandi e pertanto
meglio strutturate, accentuando ancor più l' enorme divario economico-produttivo già esistente fra l'area del cratere e le zone già
industrializzate, di conseguenza accentuando nell'area la problematica
dello spopolamento".
Infine con quattordici firme 'istituzionali'
si sollecita "per la viabilità e le infrastrutture viarie, la
frequenza degli incidenti, spesso mortali, verificatosi nell' area del
cratere (tratti Colletorto, San Giuliano di Puglia, Santa Croce di
Magliano, Rotello e Larino), nonché i notevoli disagi, soprattutto nel
periodo invernale, la ripresa e rapida ultimazione dei lavori avviati;
la realizzazione urgente delle opere già finanziate; l'individuazione
delle criticità e la pianificazione degli interventi".
Dunque un
documento che contiene la giusta dose di ingredienti, dalla
ricostruzione alla viabilità, per dare a un bacino demografico che
conta circa trentamila abitanti, risposte concrete e immediate.
Un testo
frutto di sistematici incontri tra gli amministratori: il primo a Santa
Croce, il secondo a Rotello, la riunione in giunta regionale con Iorio,
l'assessore Chieffo e il coordinatore Di Grezia, il tavolo operativo di
Colletorto, quindi l'incontro dell'altra sera a Castellino del Biferno.
I quattordici sindaci stanno giocando - tutti insieme - la carta che
può aprire uno spiraglio nel futuro delle loro collettività.
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