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Cento miliardi di vecchie
lire a partire dal prossimo anno per la ricostruzione di San Giuliano di
Puglia. Questa è l'unica, ufficiale voce di spesa, inserita nel disegno
di legge finanziaria 2005 per il terremoto in Molise. Una manovra,
varata dal Governo il 29 settembre 2004, che prevede numerosi interventi
in campo fiscale ed amministrativo, ma in cui non c'è nessun
riferimento ufficiale agli altri centri terremotati, né quelli del
cratere, né gli altri settanta della Provincia di Campobasso.
Ecco cosa
dice il testo del disegno di legge all'articolo 26 (disposizioni in
materia di protezione civile) al comma numero 3:
"Alla ripartizione
dei contributi si provvede con ordinanze del Presidente del Consiglio
dei ministri, adottate ai sensi dell'articolo 5, comma 2, della citata
legge n. 225 del 1992, destinando il 5
per cento delle risorse complessive alla realizzazione del piano di
ricostruzione del comune di San Giuliano di Puglia, ai sensi
dell'articolo 4 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri
n. 3279/2003. Per le finalità di cui al presente comma è autorizzata
la spesa annua di 50 milioni di euro per 15 anni, a decorrere dall'anno
2005".
Dunque dall'estratto del disegno di legge si evince come
alla ricostruzione di San Giuliano siano stati assegnati cento miliardi
di lire all'anno per quindici anni, mentre per gli altri Comuni -
ufficialmente - non ci siano riferimenti normativi. Quindi risorse certe
per un Comune, risorse da definire per tutti gli altri.
Tuttavia le
risorse per ricostruire altri ottantatre Comuni, tra cui i tredici del
cratere (escludendo San Giuliano), ci sarebbero. Contenute in un
'paniere finanziario' generale.
Il disegno di legge sottolinea infatti
che "al fine di garantire adeguati, tempestivi ed uniformi livelli
di soddisfacimento delle esigenze di riparazione e ricostruzione di beni
immobili privati destinati ad uso abitativo, danneggiati o distrutti da
calamità naturali, rientranti nelle tipologie di cui alla lettera b)
del presente comma [...] copertura dei rischi derivanti dalle seguenti
tipologie di calamità naturali: terremoti, maremoti, frane, alluvioni,
inondazioni, fenomeni vulcanici, sono dettate disposizioni dirette a
prevedere l'introduzione di un regime assicurativo rispondente ai
predetti obiettivi e a definirne le forme, le condizioni e le modalità
di attuazione".
Si tratterebbe pertanto di un finanziamento
complessivo che si aggirerebbe (forse) sui mille miliardi di vecchie
lire, tra cui dovrebbero rientrare le risorse per centri molisani
colpiti dal sisma, ma anche quelli colpiti da altre calamità, vedi i
centri della Puglia e della Sicilia. Un paniere generale per l'appunto,
non specifico, dal quale i Comuni potrebbero attingere i finanziamenti.
Così, se per il Piano di ricostruzione di San Giuliano di Puglia,
l'importo da stanziare è stato descritto, per gli altri centri non si
conosce la reale disponibilità che verrà approvata nella manovra.
Il gruppo regionale
"File", che si riferisce al centrosinistra, ha già invitato i
parlamentari molisani a proporre un emendamento all'articolo 26. Una
modifica all'attuale testo che "autorizza la spesa di 500 milioni
di euro per il prossimo anno, destinando 50 milioni a San Giuliano di
Puglia, 150 milioni complessivi agli altri 13 centri del cratere, 100
milioni ai settanta centri rimanenti e infine 300 milioni per le
attività produttive".
Il coordinamento dei sindaci del cratere ha
chiaramente richiesto nel documento comune un'adeguata ripartizione dei
finanziamenti e potrebbe attivarsi per accertare quanti soldi saranno
destinati ai loro Comuni.
Oggi il testo di Legge è ancora in corso di
valutazione nelle due Camere. Presto si potrà conoscere l'esatta
entità dei fondi stanziati per il 2005 alla ricostruzione del Molise
ferito dal terremoto.
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