Santa Croce di Magliano, domenica 31 ottobre 2004

     

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a due anni dal sisma


San Giuliano di Puglia, una veglia di preghiera nel secondo anniversario del sisma



San Giuliano di Puglia ha ricordato i 27 bimbi e l'insegnate che persero la vita nel crollo della scuola Jovine del paese a causa di una forte scossa di terremoto il 31 ottobre 2002. Nel piccolo centro in provincia di Campobasso, divenuto simbolo del terremoto che ha colpito il Molise, nel secondo anniversario della tragedia, l'intera comunita' si è unita in preghiera.
Il programma della giornata ha previsto alle ore 10 la celebrazione della messa cui è seguita, dalle 11 in poi, una veglia di preghiera. In serata, poi, a partire dalle ore 20, la fiaccolata che ha toccato i luoghi del paese divenuti simbolo della tragedia. Alla giornata di preghiera si sono uniti anche gli abitanti dei paesi limitrofi, anch'essi duramente colpiti dal sisma. 

"Le ore trascorse nel silenzio e nella preghiera davanti all'icona della Resurrezione - ha spiegato don Ulisse Marinucci, parroco di San Giuliano - ripercorrono l'attesa dolorosa che tutto il paese visse mentre le squadre dei soccorritori erano al lavoro nella ricerca disperata di salvare quante piu' vite fosse possibile. Da credenti - ha aggiunto don Marinucci - viviamo la certezza che la salvezza passa attraverso un mistero di contraddizione come quello della morte. E' una felice coincidenza che la veglia possa concludersi con l'Eucarestia di Tutti i Santi: in essa, possiamo contemplare i nostri bambini scomparsi, coloro che ci hanno preceduto, le vittime della violenza che continuano a cadere in tanta parte del mondo e noi stessi, in cammino verso la santita'".


 

Comitato vittime 31/10/2002: "Ci hanno dimenticato"

"Lo Stato e' latitante, sotto tutti i punti di vista''. Si sfogano cosi' i familiari dei bambini morti sotto le macerie della scuola di San Giuliano di Puglia, crollata il 31 ottobre 2002.

''Lo Stato e' latitante, sotto tutti i punti di vista''. Si sfogano così i familiari dei bambini morti sotto le macerie della scuola di San Giuliano di Puglia, crollata nel terremoto del 31 ottobre 2002. Due anni dopo la tragedia, per tutti parla il presidente del Comitato delle Vittime, Antonio Morelli. Il suo e' uno sfogo amaro.
''I soldi non ci interessano - afferma -. Noi volevamo solo avere ancora con noi i nostri figli, ma dal momento che qualcuno all'indomani della tragedia ci ha fatto delle promesse, oggi noi diciamo che queste promesse non sono state mantenute mentre tutti in Italia pensano che siamo stati risarciti con miliardi''.
I genitori dei 27 bambini morti sotto le macerie hanno ricevuto fino ad oggi solo i soldi dell'assicurazione che loro stessi pagavano, di tasca propria (51 mila euro per ognuna delle vittime). Morelli e' arrabbiato, pero', soprattutto perche' - denuncia - la tragedia di San Giuliano, e' stata dimenticata dalle istituzioni. ''Siamo stati dimenticati, i nostri figli sono stati dimenticati - sostiene -. Subito dopo il terremoto qui c'erano tutti: istituzioni, autorita', stampa. 
Passata l'onda emotiva tutto e' finito. Chi pensa pero' che questa strage passera' nel dimenticatoio, come le altre stragi italiane, si sbaglia, noi non lo consentiremo, siamo molto determinati
Infine i familiari delle vittime sono preoccupati per i tempi lunghi dell'inchiesta sul crollo della scuola ''Jovine''. ''Capisco che si tratta di una indagine delicata - osserva Morelli -. Speriamo pero' che non ci siano piu' rinvii, come il gip ha assicurato. I tempi sono stati troppo lunghi. Lo Stato deve dare una risposta, la deve a questi 27 bambini che non ci sono piu', non puo' dimenticarli''.

 



 

 



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