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IL TERRIBILE uragano
Ivan e il Molise: perché questo binomio? Perché sono molti i
nostri connazionali che stanno vivendo ore d'angoscia e di paura.
Ivan, infatti, in questi giorni ha risparmiato Cuba e punta di nuovo
sul Messico. Da qualche giorno uno dei più violenti uragani degli
ultimi dieci anni si è abbattuto sui Caraibi e non sembra volersi
calmare. Ora si sta avvicinando alla Yucatan e le sue bellissime
spiagge affollate di turisti, ma qualche giorno fa ha letteralmente
distrutto la quasi totalità delle abitazioni delle Isole Cayman,
famose oltre che per la loro bellezza anche per essere uno dei
paradisi fiscali più visitati dall'alta finanza del pianeta.
approfondimento
Cayman (inglese Cayman Islands),
arcipelago delle Grandi Antille, situato nel mar dei Caraibi, a sud di Cuba e a nord-ovest della
Giamaica. È un territorio esterno del Regno
Unito, e comprende tre isole: Grand Cayman, che è la maggiore (197 km2 di superficie), Little Cayman e
Cayman Brac.
Le isole, di
formazione corallina, sono pianeggianti e hanno una superficie complessiva di 259 km²; l’estensione costiera raggiunge i 160 km.
La capitale è George Town, nell’isola di Grand Cayman.

Le principali voci dell'economia sono il
turismo e le attività bancarie
internazionali.
Altre risorse di importanza locale sono la pesca (in particolar modo delle tartarughe), le
costruzioni navali e l' agricoltura (cocco e agrumi). La popolazione complessiva delle isole è di 36.273 abitanti (2002).
Avvistate nel 1503 da Cristoforo
Colombo, che le chiamò Las Tortugas per il gran numero di tartarughe, le Cayman furono colonizzate verso il 1734 da
coloni inglesi della Giamaica. Rimasero una dipendenza giamaicana fino al 1959, quando raggiunsero l'autonomia all'interno della Federazione delle Indie Occidentali. Nel 1962 tornarono a essere una colonia britannica.
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Ivan viaggia a 257 km
orari con raffiche che raggiungono i 315. Il suo effetto è devastante
e distrugge e annienta tutto quello che incontra sulla propria strada.
Nelle Isole Cayman, le acque hanno raggiunto l'altezza di un palazzo
di due piani e le piantagioni di tabacco (ricchezza dell'isola) sono
state devastate.
Lì vive un cittadino santacrocese che da qualche anno vi si è
trasferito per motivi di lavoro. E lì la sua casa e la sua
attività hanno subito la violenza devastatrice del terribile Ivan.
Contattato telefonicamente Vincenzo Giordano, la cui attività
è quella della lavorazione del marmo, ha riferito che la
situazione è gravissima e molte attività hanno subito ingenti
danni.
"Io ho perso
tutto, la mia attività si è sbriciolata sotto la potenza
dell'uragano - ha raccontato non senza commozione - Non solo,
non abbiamo né corrente, né acqua. Il terremoto - ha
detto - al confronto è poca cosa. L'uragano è qualcosa di una
violenza indescrivibile se non la si vive. Un dramma vero per quanti
hanno la sfortuna di viverlo direttamente".
Ora aspettano gli aiuti
del caso e Giordano non sa cosa il futuro gli riserverà. Non
può certamente abbandonare tutto e tornare in Italia, si dice
fiducioso e aspetterà che passi la tempesta per pianificare il
proprio futuro.
Se Cuba ride, perciò, tante altre nazioni piangono e si disperano e
tante persone pregano e sperano che si plachi la violenza della
natura. Tali notizie, per chi ha vissuto drammi ed eventi simili,
hanno un sapore diverso e riportano alla mente momenti che mai si
vorrebbe vivere in prima persona.
Nelle lontane Isole Cayman un concittadino santacrocese, dopo aver
vissuto (seppur da lontano) gli eventi del 31 ottobre 2002, rivive
l'angoscia e la paura di quei giorni. E sembra non voler finire mai
simile momento che propone in tutta la sua fragilità l'impotenza
dell'uomo contro la forza impressionante della natura che quando si
ribella e scantona, riduce l'uomo a ben poca cosa. Ma insegna
poco, davvero poco. Così come è stato per il terremoto, sarà per
l'uragano. Una volta passato si ricomincerà a vivere come se nulla
fosse accaduto. Ed è questo l'effetto più devastante che simili
eventi lasceranno in eredità. Si spera che Vincenzo Giordano possa
tornare al suo quotidiano, alla sua normalità e al suo lavoro, nelle
bellissime isole dove tra qualche giorno tornerà il sole. Come
sempre. |