Santa Croce di Magliano, venerdì 17 settembre 2004

     

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Santa Croce di Magliano - Un cittadino molisano "colpito" dalla violenza di 'Ivan'


"L'uragano ha distrutto la mia vita"


E' Vincenzo Giordano vive nelle Cayman

 

 

IL TERRIBILE uragano Ivan e il Molise: perché questo binomio? Perché sono molti i nostri connazionali che stanno vivendo ore d'angoscia e di paura. Ivan, infatti, in questi giorni ha risparmiato Cuba e punta di nuovo sul Messico. Da qualche giorno uno dei più violenti uragani degli ultimi dieci anni si è abbattuto sui Caraibi e non sembra volersi calmare. Ora si sta avvicinando alla Yucatan e le sue bellissime spiagge affollate di turisti, ma qualche giorno fa ha letteralmente distrutto la quasi totalità delle abitazioni delle Isole Cayman, famose oltre che per la loro bellezza anche per essere uno dei paradisi fiscali più visitati dall'alta finanza del pianeta.


approfondimento


Cayman (inglese Cayman Islands), arcipelago delle Grandi Antille, situato nel mar dei Caraibi, a sud di Cuba e a nord-ovest della Giamaica. È un territorio esterno del Regno Unito, e comprende tre isole: Grand Cayman, che è la maggiore (197 km2 di superficie), Little Cayman e Cayman Brac.

Le isole, di formazione corallina, sono pianeggianti e hanno una superficie complessiva di 259 km²; l’estensione costiera raggiunge i 160 km. La capitale è George Town, nell’isola di Grand Cayman.

Le principali voci dell'economia sono il turismo e le attività bancarie internazionali
Altre risorse di importanza locale sono la pesca (in particolar modo delle tartarughe), le costruzioni navali e l' agricoltura (cocco e agrumi). La popolazione complessiva delle isole è di 36.273 abitanti (2002).

Avvistate nel 1503 da Cristoforo Colombo, che le chiamò Las Tortugas per il gran numero di tartarughe, le Cayman furono colonizzate verso il 1734 da coloni inglesi della Giamaica. Rimasero una dipendenza giamaicana fino al 1959, quando raggiunsero l'autonomia all'interno della Federazione delle Indie Occidentali. Nel 1962 tornarono a essere una colonia britannica.


Ivan viaggia a 257 km orari con raffiche che raggiungono i 315. Il suo effetto è devastante e distrugge e annienta tutto quello che incontra sulla propria strada. Nelle Isole Cayman, le acque hanno raggiunto l'altezza di un palazzo di due piani e le piantagioni di tabacco (ricchezza dell'isola) sono state devastate. 
Lì vive un cittadino santacrocese che da qualche anno vi si è trasferito per motivi di lavoro. E lì la sua casa e la sua attività hanno subito la violenza devastatrice del terribile Ivan. Contattato telefonicamente Vincenzo Giordano, la cui attività è quella della lavorazione del marmo, ha riferito che la situazione è gravissima e molte attività hanno subito ingenti danni. 

"Io ho perso tutto, la mia attività si è sbriciolata sotto la potenza dell'uragano - ha raccontato non senza commozione - Non solo, non abbiamo né corrente, né acqua. Il terremoto - ha detto - al confronto è poca cosa. L'uragano è qualcosa di una violenza indescrivibile se non la si vive. Un dramma vero per quanti hanno la sfortuna di viverlo direttamente"

Ora aspettano gli aiuti del caso e Giordano non sa cosa il futuro gli riserverà. Non può certamente abbandonare tutto e tornare in Italia, si dice fiducioso e aspetterà che passi la tempesta per pianificare il proprio futuro. 
Se Cuba ride, perciò, tante altre nazioni piangono e si disperano e tante persone pregano e sperano che si plachi la violenza della natura. Tali notizie, per chi ha vissuto drammi ed eventi simili, hanno un sapore diverso e riportano alla mente momenti che mai si vorrebbe vivere in prima persona.
Nelle lontane Isole Cayman un concittadino santacrocese, dopo aver vissuto (seppur da lontano) gli eventi del 31 ottobre 2002, rivive l'angoscia e la paura di quei giorni. E sembra non voler finire mai simile momento che propone in tutta la sua fragilità l'impotenza dell'uomo contro la forza impressionante della natura che quando si ribella e scantona, riduce l'uomo a ben poca cosa. Ma insegna poco, davvero poco. Così come è stato per il terremoto, sarà per l'uragano. Una volta passato si ricomincerà a vivere come se nulla fosse accaduto. Ed è questo l'effetto più devastante che simili eventi lasceranno in eredità. Si spera che Vincenzo Giordano possa tornare al suo quotidiano, alla sua normalità e al suo lavoro, nelle bellissime isole dove tra qualche giorno tornerà il sole. Come sempre.


articolo di Pasquale Licursi dal quotidiano "Oggi Nuovo Molise"


 

 

 

 



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