Un cartellone che ha coperto l'80% dei comuni molisani. Circa 150 appuntamenti spalmati in regione
tra musica, cabaret, folklore, tradizioni e cinema.
Il Pef (Provincia Estate Festival) è stato il collante tra tutti i paesi interessati, le associazioni culturali e la
Provincia. Ente, quest'ultimo, che ha voluto essere presente sul territorio alla pari di altre regioni italiane, con una
proposta di livello qualitativo e di evidente spessore.
E' stato dato un palco ad artisti molisani che hanno così testato la loro validità e la loro penetrazione tra il pubblico.
E' stata l'occasione per riprendere iniziative come "Ritmi dal mondo" che ha avuto un gran riscontro di pubblico nelle
varie tappe, per galvanizzare la folla con l'applauditissimo concerto della Bandabardò a Santa Croce di Magliano o
per seguire "Molise Cinema", rassegna itinerante del grande schermo.
Collettivi musicali, dalle Percussioni Ketoniche, alla Riserva Moac per arrivare ai New Harlem, hanno dimostrato che
non esistono confini regionali che delimitano la bravura. Ne parliamo con l'assessore alla Cultura della Provincia di Campobasso Enzo
Rosati.
Due mesi di eventi. Com'è andata?
"Benissimo al di là di ogni rosea previsione. Lo testimonia la grande partecipazione di
pubblico, anche da altre regioni. Due mesi di eventi spettacolari, culturali e interscambi
interessanti".
Il cartellone del Pef ha coinvolto oltre 80 paesi ed ha creato nuove sinergie tra associazioni ed operatori culturali...
"Sono più di seicento tra operatori ed associazioni culturali che hanno collaborato al Pef e devo riconoscere che per
il secondo anno ho potuto constatare che si può solo migliorare. La domanda è numerosa, e questo dimostra che il
Molise è vivo e che si muove anche su un territorio contemporaneo, spesso dimenticato o trascurato. Noi abbiamo
coltivato questa cultura di rete, abbiamo messo insieme amministrazioni
comunali, spesso senza denaro, e abbiamo dato vita al Pef.
Vogliamo toglierci di dosso quella cultura agro-pastorale che ancora oggi ci viene assegnata e che
non rende giustizia al Molise".
Il Pef è stato un cartellone estivo, ma d'inverno va in vacanza?
"Il Pef è una necessità. Ed è una occasione per valorizzare luoghi che solo d'estate possono diventare location
di richiamo. Le piazze, oasi verdi, teatri all'aperto".
La cultura come veicolo di sviluppo?
"Sicuramente, senza demagogia. In questo senso bisogna attivare una collaborazione trasversale fra Istituzioni.
Pensare ad uno sviluppo sostenibile attraverso le attività culturali non è più rinviabile perché credo sia l'unico
modello di sviluppo. Come ci dimostrano i fatti".
Torniamo all'estate. Quale l'evento più apprezzato?
"Se parliamo di numeri, il concerto della Bandabardò a Santa Croce il 25 agosto ha radunato oltre 4mila persone,
provenienti dal centro-sud. Rilevante 'Ritmi dal mondo', che ha raggruppato molti eventi musicali e che ha dato gran
consensi a gruppi molisani come la Riserva Moac, le Percussioni Ketoniche e i New Harlem. Notevole anche la rassegna 'Molise
Cinema'. Dalla stessa è scaturito un corto girato dal regista Alessandro Piva. Il Molise si sta aprendo, forse inconsapevolmente, e
se i molisani nutrissero da soli la stima che hanno gli altri del Molise, sarebbe un gran passo avanti".
Il camper informativo a Termoli, mossa vincente?
"Un punto informativo mobile che ha riscontrato il gradimento dei turisti".
Ora che succede?
"Intervenire su tutto il territorio porta ad un dispendio economico e di energie. E' stato un gran lavoro e l'auspicio e
che il Pef si consolidi nel tempo. Ho visto un servizio pubblico poco attento al territorio, noi continueremo a
valorizzare la cultura".