Santa Croce di Magliano, venerdì 22 aprile 2005

     

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A lezione di Teatro da Nicola Macolino


Il giovane artista santacrocese ha parlato dei suoi lavori agli studenti della facoltà di Scienze Umanistiche dell'Università La Sapienza a Roma. Un singolare banco di prova per "testare" l'esperienza e la professionalità presso il laboratorio "coreografia come conoscenza dello spazio" condotto da Fabrizio Crisafulli, regista e artista di fama internazionale.

 

Macolino è stato invitato per spiegare agli studenti universitari il modo in cui vede il teatro e ne trae le idee e gli spettacoli, sostenuti nel corso degli anni con il c.r.c. Abraxas di Santa Croce di Magliano.

 


Roma - Due studentesse raccontano la lezione di Macolino alla Sapienza

Nicola Macolino - completamente a suo agio di fronte ad un pubblico non facile, un pubblico di "addetti ai lavori", potremmo dire - ha ripercorso la sua vicenda artistica: giovane eppure già ricca di esperienze e incentrata su una poetica complessa, affascinante e soprattutto nuova, anche per gli studenti della Capitale. Attraverso le parole, ma soprattutto attraverso la proiezione di diapositive e filmati relativi ai suoi spettacoli creati in sinergia con gli altri componenti del Centro di ricerca Culturale Abraxas (a partire dal "Macbeth" fino a " E. V. N. I. "evento violento non identificato") Macolino si racconta e soprattutto svela quelli che sono i leitmotiv del suo percorso artistico-professionale.
Da subito incuriosisce l'uditorio proponendo un "teatro di immagine" inteso alla maniera wagneriana come fusione di parola, suono, immagine, azione e che inoltre non manca di affrontare temi legati persino ad un'antica scienza, qual è l'alchimia.
Soprattutto però, Macolino incentra il suo discorso sul vero protagonista dei suoi spettacoli, che è lo SPAZIO. Lo spazio inteso in due modi: da una parte come luogo di creazione, di ispirazione, di messa in scena... "Spesso usato così com' è, senza togliere nulla, ma solo aggiungendo"; dall'altra come concetto di "patria", luogo della propria esistenza a cui si sente indissolubilmente legato. Uno "spazio" quindi quest' ultimo che è Santa Croce di Magliano, ma è anche l' intero Molise e ancora tutto il sud Italia.
"Il Molise per me è un' "isola" da capire, far scoprire e rivalutare" - afferma non a caso Macolino, che dalla sua "isola" ha assorbito uno degli aspetti forse più originali, che percorre tutta la sua opera e che ha estremamente affascinato l' uditorio, il quale ne ha certo colto la singolarità: il senso del Mistero, del sacro e del profano racchiuso nei riti e nelle tradizioni religiose e popolari molisane.
"Purtroppo oggi stiamo dimenticando tutto ciò" - dice Macolino - "eppure anche in questo caso il teatro può rivestire un importante ruolo, quello di memoria storica".
Ed è a questo punto che alle spalle del regista parte il video di uno dei riti usuali in Molise ma non solo (filmato sul posto da Macolino e montato dal semiologo Antonio Picariello): l'uccisione del maiale. La processione dell'animale, condotto dagli uomini verso la morte che sarà ancora vita, nutrimento ed energia per l'uomo stesso, e forse "sbeffeggiato" da un cane che segue e fiuta la scia di sangue lasciata dalla vittima che si immola, è infatti parte di un più grande " puzzle", rappresentato da uno spettacolo di Macolino dal titolo "Solo andata", ispirato alla raccolta di poesie " La Cifra" del filosofo argentino Borges.
Un video che in un primo momento sconcerta il pubblico di studenti "metropolitani" , ma che allo stesso tempo ne coglie la forza in quanto realtà, e soprattutto il coraggio dell'idea e della realizzazione artistica.
Ormai Macolino e le sue immagini hanno letteralmente conquistato gli studenti i quali non si esimono dal fare domande a cui il regista risponde affrontando altri temi, come quello del rapporto col testo o, più tecnicamente con l' ipotesto, che egli dice di trattare insieme ai suoi collaboratori del c.r.c. Abraxas, come ipertesto trasformato, rivissuto, reinterpretato, contaminato ed offerto ad un pubblico che è parte integrante dello spettacolo, è anch'esso un attore.
Affronta ancora il problema della riproposizione di uno spettacolo di tal genere, estremamente legato al luogo in cui nasce, in un luogo altro, "straniero" e soprattutto all'interno della classica struttura teatrale, la quale, come si sa, prevede un faccia a faccia passivo tra attore e spettatore, del tutto assente nel teatro da lui proposto, dove il pubblico di solito non ha a disposizione neppure le sedie su cui accomodarsi, è costretto a spostarsi tra una scena e l'altra, a scontrarsi persino con le macchine di scena, con gli attori, si ritrova disorientato e deve cercare la sua strada… un po' come nella vita quotidiana.
Infondo però Macolino è più buono della Vita e così, in E.V.N.I., ci regala un angelo custode -con una sola ala, oltretutto nano e sulla sedia a rotelle- pronto ad indicarci la via giusta!    di [ Maria Di Cicco



Lunedì 18 Aprile 2004, presso il Dipartimento di Storia dell'Arte dell'Università La Sapienza di Roma, la lezione di "Coreografia come conoscenza dello spazio" (una delle più interessanti del dipartimento), non è stata tenuta dal docente titolare della cattedra, Fabrizio Crisafulli, bensì dal nostro regista e scenografo teatrale Nicola Macolino.
Crisafulli è un affermato artista che si occupa di teatro "non teatrale": il suo è "un teatro dei luoghi", prende vita dall'ascolto dell'essenza del luogo, lasciandosi impregnare delle sue memorie, penetrandone lo spirito. E' un teatro evocativo e visionario, in cui non c'è la predominanza del testo scritto e recitato (la parola è quasi assente), perchè si basa sulla forza dell'immagine e della luce come elemento strutturatore di testo al pari di attori, oggetti, ambiente, che interagiscono in equilibrio non gerarchico.
Macolino è stato allievo di Crisafulli durante i suoi anni di studio presso l'Accademia di Belle Arti di Urbino ed è interessante vedere come partendo da un simile sentire e dalla conoscenza degli strumenti e del linguaggio del maestro, egli abbia elaborato un suo linguaggio autonomo e di grande efficacia.
E' per questo che ho voluto far rimettere in contatto i due artisti, per far conoscere l'operato del Nostro ai futuri critici d'arte che si formano all'Università, mettendolo in condizione di dialogare con il suo ex "maestro" , il cui lavoro stimiamo tutti in Ateneo.
Il risultato è stato entusiasmante. Macolino ha tenuto una vera e propria lezione universitaria, spiegando alla classe la sua poetica e il processo concettuale e tecnico del suo fare teatro, che in Molise ormai tutti conosciamo e ammiriamo.
Ha proiettato in aula diapositive e video tratti da tutti i suoi spettacoli, da Macbeth, il suo primo lavoro, a EVNI, la sua ultima creazione, mostrando non solo immagini di scena, ma anche fotografie in dettaglio dei costumi e bozzetti delle macchine sceniche.
Il professor Crisafulli era entusiasta del lavoro del suo ex alunno e di come abbia saputo assorbire e rielaborare i suoi insegnamenti per creare un proprio personalissimo linguaggio teatrale dall'eccezionale forza visiva, evocativa e concettuale, in cui testo, luogo, macchine di scena e attori sono come fatti della stessa carne e creano un mondo in cui lo spettatore partecipa emotivamente e fisicamente.
Al termine della "lezione", gli studenti hanno sommerso Macolino di domande, mentre di solito non ne pongono molte, evidentemente il Nostro li ha interessati e stimolati, stupendoli con la forza che nessuno immaginerebbe di scovare in Molise, con la sua capacità di essere contemporaneamente scenografo e costruttore di macchine sceniche impressionanti, regista e alchimista di visioni.
Egli ha anche scioccato il suo nuovo pubblico di studenti, mostrando loro un video che proiettò durante lo spettacolo su Borges, del 2003, un filmato sull'uccisione di un maiale, accompaganto da una musica di Astor Piazzolla, un tango: il tango fra vita e morte, una dialettica ricorrente nel teatro di Nicola Macolino, un filo sul quale le sue rappresentazioni sono in bilico e giocano, irriverenti. Sbaglia davvero chi afferma che il Molise sia privo di interessanti stimoli culturali!     di [ Emanuela De Notariis


www.nicolamacolino.org    c.r.c. abraxas


 

 

 

 



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