|
“Il
nuovo soggetto attuatore per la realizzazione di tutti gli interventi
nel territorio provinciale sostanziera’ la sua venuta con una raffica
di nomine di progettisti di varia natura e di imprese che metteranno in
pratica la filosofia del ‘Modello Molise’ di cui si fa un gran
parlare ma che, a distanza di anni, ancora non produce nessun frutto”.
Dura
la critica del presidente della Provincia di Campobasso, Augusto Massa,
nei confronti del sistema di ricostruzione post-terremoto. “La
singolarita’ e le contraddizioni del cosiddetto ‘Modello Molise’
in tema di protezione civile – spiega Massa - e, specialmente, per
quel che riguarda le iniziative e gli interventi da porre in essere per
la ricostruzione infrastrutturale e del patrimonio edilizio privato
nella provincia di Campobasso, a seguito del sisma dell’ottobre-novembre
2002, emerge con grande rilevanza dall’articolo 7 dell’ordinanza del
presidente del Consiglio dei ministri del 24 marzo scorso”.
L’arrivo
di Claudio Rinaldi, che assume la qualita’ di soggetto attuatore degli
interventi, “oltre a surrogare anche i poteri del presidente della
Regione, Michele Iorio, e di qualche altro sub-commissario, va a creare
una piccola falange o ‘task force’ di tecnici provenienti dal
Servizio integrato infrastrutture e trasporti di Lazio, Abruzzo e
Sardegna, che avra’ a disposizione un primo budget di 200mila euro”.
Tutto questo significa che “ci si e’ dimenticati – conclude Massa
– anche di circa 57 dipendenti, tecnici e amministrativi, di quello
che e’ stato il Provveditorato regionale alle Opere pubbliche del
Molise, senza contare tutti gli ingegneri, i geologi e gli architetti
presenti negli organici regionali. Un patrimonio di competenze,
conoscenze ed esperienze che viene sacrificato sull’altare di non
meglio identificati interessi superiori”.
|