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Funkadelica
All Stars
special
guest... Raìz (ex Almamegretta)
12 agosto 2005
piazza Crapsi h 22.00
rassegna
"Ritmi dal Mondo" - Provincia Estate Festival
2005
Dopo
la "dj experience" della club night Funkadelica che li porta
regolarmente nei migliori club italiani ed europei, Julian & Pony,
produttori e dj dietro il progetto discografico Funkadelica/Feel Good
Productions, propongono un nuovo coinvolgente show che porta sul palco il
suono dei Feel Good Productions con nuove versioni live che lasciano
spazio a musicisti, rappers e cantanti, facendoli interagire con le basi
elettroniche dei DJ in uno spettacolo che unisce l´atmosfera dei club di
tendenza con l´energia del concerto live.
La
parola chiave è "global funk": uno spettacolo globale che
sintetizza tutti gli stili musicali che influenzano il lavoro dei Feel
Good Productions: dal reggae al funky alla musica etnica il tutto condito
da una massiccia dose di breakbeat ed un pizzico di psichedelia.
le
foto del concerto a Santa Croce di Magliano

Una crew al gran completo con il toaster londinese MC Daddy E, già
co-autore della hit "The Feel Good Vibe"; la cantante inglese
Vaanya Diva interprete del nuovo singolo in uscita dal titolo "Voodoo
Papa"; il bassista Vonn Washington già session man con Zucchero; il
DJ/ produttore argentino Shablo, qui in veste di scratcher extrordinaire e
showman; Ryuichi Fusje, giovane sitarista giapponese gia nei migliori club
di Londra; Michael Lazzarini vicino di casa dei Feel Good e sassofonista
nei migliori studi italiani; l´ex Mau Mau Marco "Ciusky"Barberis
alla batteria e Matteo "Natty" Cancedda, resident percussionist
in tutti i dj set Feel Good Productions.
Il
tutto proposto in un ambiente psichedelico ricreato dalla Vjs esotica
Mira, che mixerà dal vivo le immagini in tempo reale su due enormi
schermi posti ai lati del palco. All'anagrafe Raiz risulta come Gennaro
Della Volpe. Alle cronache musicali s'è presentato come Rais, Raiss, Raiz.
Uomo dai mille nomi e dalle mille collaborazioni, ma soprattutto voce
caliente della Napoli affermatasi all'inizio degli anni Novanta, quando
esplodeva la Tangentopoli locale e, tra club del centro storico e centri
sociali, esplodeva soprattutto una nuova scena di talenti musicali capaci
di coniugare tradizione e modernità, Partenope e il resto del mondo. Fin
dall'esordio, nel 1992, gli Almamegretta rappresentano the next big thing
dell'italian wave, il punto di riferimento per il suono di un decennio.
Reggae
e funky esplodono nell'ugola carnale di Gennaro e scoprono le proprie
origini partenopee, tra una tammurriata e un canto a fronna. Con gli Alma
Raiz raccoglie recensioni entusiastiche, registra album-capolavori,
infiamma le notti, scopre quant'è difficile lavorare per una piccola
etichetta indipendente come per una major.
Ma
la sua curiosità e il bisogno di crescere lo portano spesso ad andare
"oltre" la band: la sua voce incontra i Massive Attack, Pino
Daniele, i Letfield, gli Orchestral World Groove di Gaudì, gli Asian Dub
Foundation, Mauro Pagani, dà vita al progetto Ashes con Bill Laswell ed
Eraldo Bernocchi, collabora con il primo album dei Planet Funk, si fa
sentire nel "Tangerine cafè" di Luigi Cinque come
nell'esperimento sulla taranta salentina di Stewart Copeland. E poi il
teatro (Brecht con i Cantieri Teatrali Koreja, i readings canori su versi
della beat generation) e il cinema come attore ("Cuore
scatenato", il western siciliano di Gianluca Sodaro) e come autore di
colonne sonore ("Luna rossa" di Antonio Capuano").
Ora
è tempo di "Wop", il suo primo album da solista, prodotto da
Paolo Polcari e Roberto Vernetti. Raiz è uscito dal gruppo, anzi no: gli
Almamegretta sono tornati ad essere un collettivo aperto ed ora sono nei
negozi ed in tour senza la sua voce.
Ugola
carnalissima, verace, napoletana, italiana, europea, araba, terrona,
cosmopolita, apolide, orgogliosamente wop, quasi ad aggiornare i racconti
di John Fante in chiave no global. Il bouzouki di Mauro Pagani apre le
danze di un disco che parla di amore, convivenza, meticciaggio. Un inno
panteista alla vita, sospeso tra la rabbia per quello che tutti vediamo
attorno a noi e la voglia di cogliere l'attimo, di lasciarsi cullare dal
respiro sensuale di una donna, ma anche di madre natura.
Raiz
è uscito dal gruppo, ma prima di lui era uscito Paolo Polcari, altro
fiore felice senza radici, napoletano a Londra pronto a giocare coi suoni
elettronici, coi beat radicali. Ricomposto con l'antico compagno di note
il dream-team degli anni Novanta, Rino riparte con la consapevolezza di
essere ancora (e sempre) un'anima migrante. Con voce unica,
indiscutibilmente una delle più belle della scena italiana di oggi e
forse di sempre, si muove tra Sergio Bruni ed Oum Kalsoum, Pier Paolo
Pasolini e Omar Kayyam, i Transglobal Underground e Pino Daniele, i figli
di Annibale e i figli dell'11 settembre.
Usa
le lingue che gli appartengono (il napoletano, l'italiano e l'inglese) per
raccontarsi attraversando le musiche gli appartengono (il reggae, il soul,
la forma canzone). Insomma, l'odissea consapevole di un wop, come un tempo
si chiamavano gli emigranti italiani in America, lavoratori senza
documenti. Il kaleidoscopio dei Feelgood incontra Raiz: il connubio è
incredibile, efficace, spumeggiante, inconsueto. L'incontro tra due
tradizioni, due background diversi è perfettamente riuscito: il
coinvolgimento è totale e l'atmosfera unica.
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speciale
estate

SantaCroceOnLine
augura a tutti...
BUONE VACANZE!!!


PEF
2005
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