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SANTA CROCE DI MAGLIANO. Capire
i referendum di domenica 12 e lunedì 13 giugno e spiegare le ragioni
del 'si'. La sezione di Rifondazione Comunista di Santa Croce ha
organizzato l'altra sera un interessante convegno sul tema.
Antonello Manocchio, segretario RC della federazione di
Campobasso ha ripercorso la storia della Legge 40 che si chiede di
abrogare attraverso il referendum.
La dottoressa Maria Laura Tartaglia, aiutandosi con delle slides
e un video, ha invece contribuito con un intervento tecnico-scientifico,
cercando di spiegare, nel modo più chiaro e diretto, le diverse
tecniche di procreazione, e lo sviluppo degli spermatozoi e ovociti,
fino a quando diventano degli embrioni.
La professoressa Aida Trentalance, ha esaminato, tutti e 4 i
quesiti su cui siamo chiamati a esprimerci, motivando, punto per punto
perché si chiede di andare a votare 'si'.
Infine
Fabio Mastropietro, ha voluto esaminare la questione più da un
lato intellettuale: un pensiero unico globale, di matrice americana, in
contrasto con lo stato laico che l'Italia crede di essere. "L'incontro
ha voluto sensibilizzare i cittadini sulle tematiche legate alla
campagna refendaria del 12 e 13 giugno, per esprimere un personale
giudizio sulla legge 40 approvata l'anno scorso in Parlamento e che
attualmente regolamenta e disciplina in materia di fecondazione
assistita - spiega Salvatore Celeste, segretario della sezione RC
santacrocese - abbiamo creduto che una materia così ardua e complessa,
che comunque ci coinvolge profondamente invadendo la nostra sfera
individuale, necessita di un minimo di informazioni. Noi crediamo che la
legge 40 sia una legge iniqua, che mina una serie di principi su cui si
base la costituzione: ovvero, l'inviolabilità del corpo femminile, la
laicità dello Stato, la libertà della ricerca scientifica, e
soprattutto l'uguaglianza tra tutti i cittadini".
Secondo
Celeste la legge 40 difatti relega il corpo femminile a mero
contenitore, limita i nuovi scenari aperti dallo sviluppo delle
tecnologie e soprattutto entra palesemente in contrasto con ciò che sta
alla base del moderno stato di diritto, e cioè la separazione tra
diritto e morale. Ma anche della scelta responsabile di una coppia di
divenire genitori, della volontà dei ricercatori italiani.
"La proposta del fronte del si - conclude il segretario - è una
proposta alternativa, che rinuncia a porre regole alla
autodeterminazione delle donne e dei genitori, che rispetti la
diversità dei punti di vista e delle convinzioni etiche e religiosi
soggettivi. Ciò che chiediamo è una legge che regolamenti
l'accesso informato e consensuale alle tecniche di fecondazione e tuteli
la salute della donna, sottraendo Puna e l'altra alla speculazione più
grettamente economica". |