Santa Croce di Magliano, sabato 11 giugno 2005

     

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Si vota domenica 12 e lunedì 13 giugno 2005 al Campus Scolastico (Via Nassirya)


Santa Croce di Magliano. I motivi del sì ai referendum
in un convegno di Rifondazione Comunista con medici ed esperti


 

SANTA CROCE DI MAGLIANO. Capire i referendum di domenica 12 e lunedì 13 giugno e spiegare le ragioni del 'si'. La sezione di Rifondazione Comunista di Santa Croce ha organizzato l'altra sera un interessante convegno sul tema.
Antonello Manocchio, segretario RC della federazione di Campobasso ha ripercorso la storia della Legge 40 che si chiede di abrogare attraverso il referendum.
La dottoressa Maria Laura Tartaglia, aiutandosi con delle slides e un video, ha invece contribuito con un intervento tecnico-scientifico, cercando di spiegare, nel modo più chiaro e diretto, le diverse tecniche di procreazione, e lo sviluppo degli spermatozoi e ovociti, fino a quando diventano degli embrioni.
La professoressa Aida Trentalance, ha esaminato, tutti e 4 i quesiti su cui siamo chiamati a esprimerci, motivando, punto per punto perché si chiede di andare a votare 'si'.
Infine Fabio Mastropietro, ha voluto esaminare la questione più da un lato intellettuale: un pensiero unico globale, di matrice americana, in contrasto con lo stato laico che l'Italia crede di essere. "L'incontro ha voluto sensibilizzare i cittadini sulle tematiche legate alla campagna refendaria del 12 e 13 giugno, per esprimere un personale giudizio sulla legge 40 approvata l'anno scorso in Parlamento e che attualmente regolamenta e disciplina in materia di fecondazione assistita - spiega Salvatore Celeste, segretario della sezione RC santacrocese - abbiamo creduto che una materia così ardua e complessa, che comunque ci coinvolge profondamente invadendo la nostra sfera individuale, necessita di un minimo di informazioni. Noi crediamo che la legge 40 sia una legge iniqua, che mina una serie di principi su cui si base la costituzione: ovvero, l'inviolabilità del corpo femminile, la laicità dello Stato, la libertà della ricerca scientifica, e soprattutto l'uguaglianza tra tutti i cittadini".
Secondo Celeste la legge 40 difatti relega il corpo femminile a mero contenitore, limita i nuovi scenari aperti dallo sviluppo delle tecnologie e soprattutto entra palesemente in contrasto con ciò che sta alla base del moderno stato di diritto, e cioè la separazione tra diritto e morale. Ma anche della scelta responsabile di una coppia di divenire genitori, della volontà dei ricercatori italiani.
"La proposta del fronte del si - conclude il segretario - è una proposta alternativa, che rinuncia a porre regole alla autodeterminazione delle donne e dei genitori, che rispetti la diversità dei punti di vista e delle convinzioni etiche e religiosi soggettivi. Ciò che chiediamo è una legge che regolamenti l'accesso informato e consensuale alle tecniche di fecondazione e tuteli la salute della donna, sottraendo Puna e l'altra alla speculazione più grettamente economica".


SPECIALE REFERENDUM


di Fabrizio Occhionero da "Il Quotidiano del Molise"


 

 

 

 



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