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Ogni anno difatti avveniva l'incontro delle due processioni in quel
punto, l'incontro della Madonna e del Figlio, ed era su quel poggiuolo
che il reverendo prete dalla potente voce predicava strappando lacrime
di commozione.
Nel largo davanti a quel palazzo si erano diggià riunite moltissime
persone in attesa dell'incontro. I balconi della casa di Don Michelino
Petti erano pieni, così pure quello dei Pettulli e di Donna Giacinta,
allora disabitato per la morte della padrona. Il cortile del palazzo
riboccava di gente, e da una finestra si vedeva l'austero e nobile volto
del Cavaliere Don Nicolino, con la papalina in testa.
Don Peppino era già arrivato quando apparvero le due processioni alle
estremità della strada del Casale. Si udivano le racanelle da quel lato
e dall'altro, e le croci con la lunga tovaglia sospesa alle braccia si
vedevano in capo ai due cortei. E la musica suonava la marcia funebre
della Jone:
…Taratà… pruntà prun tà… taratà pruntà, prun…tà
Taratatata…tarataaaa…tarataaaa…taratà pruntà prun.
I bassi punteggiavano il canto lento e lamentoso del Gesù mio. Una
commozione incredibile stringeva i cuori…
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tratto da "LA SETTIMANA SANTA A SANTA CROCE DI MAGLIANO"
(Ricordi di un adolescente)
PODEROSA OPERA DI RAFFAELE CAPRIGLIONE
SEPINO 1887
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