Santa Croce di Magliano, venerdì 04 marzo 2005

     

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Ancora una proroga! Ricostruzione sempre più lontana. 


 

PROROGATA DAL 28 FEBBRAIO AL 31 MARZO 2005, LA DATA DI SCADENZA
DELLE MACCHINOSE VERIFICHE DEI TECNICI DELLA REGIONE
SULLE PERIZIE DI STIMA DEI PEU E DEI PES

 

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Lettera aperta dell'Ordine degli Architetti all'On. Angelo Michele Iorio:
"Il ritardo dell'avvio della ricostruzione pesante è nella mancanza di fondi"

 

 

 

ORDINE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI
DELLA PROVINCIA DI CAMPOBASSO

- Al Commissario Delegato, On. Angelo Michele Iorio

- A tutti gli Iscritti

- Al C.N.A.P.P.C.

- Ai Sindaci della Provincia di CB

Lettera aperta al Commissario Delegato On. Angelo Michele Iorio sulle problematiche riguardanti le Perizie di Stima.

A seguito degli ultimi sviluppi relativi ai controlli delle Perizie di Stima l'Ordine degli architetti della Provincia di Campobasso, ha deciso di far conoscere pubblicamente il proprio pensiero su quanto sta accadendo al processo di ricostruzione del dopo-sisma.
    I presidenti degli Ordini e dei Collegi regionali delle professioni tecniche, consapevoli del proprio ruolo istituzionale e sociale, anche all'indomani del terremoto del 31.10.2002, così come in altre occasioni, hanno cercato un corretto e leale confronto con gli organi preposti a sovrintendere all'emergenza offrendo il contributo operativo e la professionalità di tutti i tecnici molisani al fine di superare, in sinergia con le amministrazioni regionale, provinciale e comunali, le fasi immediatamente successive al dramma: infatti, nella fase di prima emergenza, mentre una folta schiera di tecnici era impegnata nel rilevamento dei danni, volontariamente e a titolo gratuito, i rappresentanti degli Ordini e Collegi partecipavano alla stesura delle prime norme.
    La proposta dei tecnici, supportata da precedenti esperienze sul campo, mirava alla definizione di uno strumento operativo, detto "Perizia di Stima", a cui doveva essere propedeutico un insieme di analisi e verifiche strutturali che avrebbero garantito l'inconfutabilità dei dati finali; gli Uffici Regionali competenti, preoccupati di raggiungere l'obiettivo del costo della ricostruzione in tempi brevi e a costi tecnici ristretti, optarono invece per il cosiddetto "Progetto Preliminare Semplificato-Perizia di Stima" come dispositivo principale per l'avvio delle operazioni di ricostruzione.
Dati i presupposti, le peculiarità del "Progetto Preliminare Semplificato-Perizia di Stima" dovevano necessariamente essere la facilità e la velocità di stesura; inoltre, le relazioni peritali avrebbero fondamentalmente portato soltanto alla prima quantificazione dell'ammontare economico complessivo necessario per la ricostruzione, anche a fronte ditali semplici caratteristiche operative le Categorie professionali accettarono il ridotto compenso che veniva offerto loro.
    I tecnici conobbero ufficialmente le indicazioni per la stesura dei Progetti Preliminari Semplificati dalle linee di indirizzo per la ricostruzione post-sisma (Parte 1° e 2°) redatte dal Comitato Tecnico Scientifico nominato dalia Regione; il "Progetto Preliminare Semplificato-Perizia di Stima" si prospettava allora con un maggior grado di complessità rispetto a quanto preventivamente concordato, tanto che sono state necessarie varie proroghe ai termini di scadenza degli elaborati proprio per le difficoltà incontrate dai redattori.
    Dal momento della pubblicazione delle linee di indirizzo e delle innumerevoli successive note e circolari, gli operatori tecnici sono stati lasciati soli di fronte alla messe di norme incerte, contraddittorie, disorganiche, e a tratti addirittura confliggenti tra loro, senza il benché minimo, seppur più volte richiesto, coordinamento tecnico da parte degli uffici competenti, anche sulla scorta delle esperienze delle regioni Umbria e Marche, che avrebbe dovuto garantire una sufficientemente univoca interpretazione delle norme al fine di poter pervenire a risultati certi, omogenei e confrontabili tra loro: le oggettive difficoltà dettate dalla carenza interpretativa autentica delle norme hanno comportato, per i tecnici, impegni economici e temporali di gran lunga superiori a quelli previsti; ma nonostante l'impegno profuso da tutti noi, la ricostruzione pesante, ad oltre due anni dal tragico evento, ancora non parte per motivi estranei alle difficoltà tecniche incontrate.
    Le novità emerse di recente circa le strette procedure di verifica delle Perizie di stima, con la percentuale dei controlli passata dal 5% al 100% del totale, lascerebbero supporre la totale inattendibilità delle stesse, imputando tale circostanza unicamente alla scarsa professionalità dei tecnici operanti, e non anche alla farraginosità delle norme poste in essere.

Con la presente i tecnici vogliono confutare questa tesi; sembrerebbe (auspichiamo, però, di essere smentiti) che è nella mancanza di fondi il vero motivo del ritardo dell'avvio della "ricostruzione pesante".
    Per quanto detto, i professionisti interessati, non possono che evidenziare forti perplessità ed una sostanziale contrarietà circa le seguenti questioni:

  • le modalità dei controlli che verranno eseguiti con strumenti e metodi diversi da quelli indicati nelle varie ordinanze del Commissario Delegato ed utilizzati per la redazione delle perizie di stima stesse;

  • le tardive interpretazioni di alcune norme inerenti alla redazione delle perizie di stima contenute nel recente "Protocollo Unico di Verifica";

  • l'opportunità di aver nominato coordinamenti e raggruppamenti per i controlli tecnici senza la partecipazione delle categorie tecniche professionali;

  • l'opportunità di insediare delle commissioni di controllo (che spesso coincidono con i controllati) che non potranno, comunque, garantire l'obbiettività delle verifiche;

  • l'inadempienza della Regione alle pattuizioni contrattuali sottoscritte con i tecnici ed al saldo delle competenze tecniche, penalizzando gravemente la categoria già colpita economicamente dai negativi riflessi che il terremoto ha portato nello svolgimento della professione, soprattutto nell'area del cratere;

  • l'attendibilità del risultato economico finale prodotto dall'applicazione delle norme che ha portato a dati inaspettati;

  • l'allargamento a tutti i comuni della Provincia dell'area colpita dal sisma, senza alcuna distinzione nelle procedure e nella tempistica con l'area dei comuni del cratere, l'unica veramente colpita;

  • il chiarimento circa l'avvenuto pagamento delle spettanze economiche nel comune di Termoli come segnalato da alcuni iscritti del luogo, fatto questo che se confermato creerebbe una grave discriminazione;

  • il chiarimento del perché, la verifica delle pratiche a danno nullo (verificare cosa?) sono le ultime nella tempistica previste dai Commissario Delegato; queste riguardano la maggior parte delle Perizie redatte dai tecnici ed il loro licenziamento costituirebbe un importante segnate da parte della Regione

  • il chiarimento sul fine ultimo della ricostruzione (restituire il patrimonio edilizio esistente allo stato precedente il sisma o adeguarlo alle nuove norme antisismiche per limitarne il livello di vulnerabilità?)

    Infine i tecnici nutrono il sospetto che le verifiche, oltre ad allungare oltremodo i tempi per la ricostruzione pesante, siano state pensate per dimezzare le somme stimate, individuando in loro un facile capro espiatorio: in effetti, non c'è perizia di stima, redatta sulla base delle norme emanate, che dia l'importo effettivo necessario per i lavori indicati, in quanto la stima esatta dell'effettivo importo sarà determinata solo con i progetti esecutivi così come previsto anche dal decreto regionale n.52/2003. Infatti, l'importo reale sarà in funzione del tipo di intervento che sarà effettuato secondo quanto detteranno le norme tecniche ad oggi ancora sconosciute, e, inoltre, i lunghissimi tempi di attuazione previsti falseranno comunque la veridicità dei valori di stima.
    Per le motivazioni suesposte, pur non volendo sottrarci al controllo dei PPS da Voi imposto, a testimonianza di un nostro atteggiamento collaborativo e propositivo, riteniamo necessario vederci accolte le seguenti proposte:

  1. Rispetto dei termini contrattuali stipulati con apposite convenzioni dai tecnici incaricati con le singole amministrazioni;

  2. I controlli potranno avvenire unicamente nel rispetto delle indicazioni contenute nell'Ordinanza n°13 del 27.05.2003, prese à base delle convenzioni stipulate dai tecnici e da queste utilizzate come riferimento legislativo per la stesura dei PPS;

  3. I controlli, effettuati esclusivamente nell'ambito del precedente punto 2, potranno essere effettuati unicamente da tecnici abilitati e che non abbiano ricevuto incarichi nello stesso comune.

Per tutto quanto sopra esposto questo Consiglio diffida l'Amministrazione Regionale a discostarsi dai contenuti dell'Ord.13/2003 e dalle condizioni contrattuali pattuite, al fine di garantire la tutela della categoria professionale.

Campobasso, febbraio 2005

Il Consiglio dell'Ordine degli Architetti P.P.C.
della Provincia di Campobasso

 



 

 

 

 



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