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ORDINE
DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI
DELLA PROVINCIA DI CAMPOBASSO
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Al Commissario Delegato, On. Angelo Michele Iorio
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A tutti gli Iscritti
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Al C.N.A.P.P.C.
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Ai Sindaci della Provincia di CB
Lettera
aperta al Commissario Delegato On. Angelo Michele Iorio sulle
problematiche riguardanti le Perizie di Stima.
A
seguito degli ultimi sviluppi relativi ai controlli delle Perizie di Stima
l'Ordine degli architetti della Provincia di Campobasso, ha deciso di far
conoscere pubblicamente il proprio pensiero su quanto sta accadendo al
processo di ricostruzione del dopo-sisma.
I presidenti degli Ordini e dei Collegi regionali delle
professioni tecniche, consapevoli del proprio ruolo istituzionale e sociale,
anche all'indomani del terremoto del 31.10.2002, così come in altre
occasioni, hanno cercato un corretto e leale confronto con gli organi preposti
a sovrintendere all'emergenza offrendo il contributo operativo e la
professionalità di tutti i tecnici molisani al fine di superare, in sinergia
con le amministrazioni regionale, provinciale e comunali, le fasi
immediatamente successive al dramma: infatti, nella fase di prima emergenza,
mentre una folta schiera di tecnici era impegnata nel rilevamento dei danni,
volontariamente e a titolo gratuito, i rappresentanti degli Ordini e Collegi
partecipavano alla stesura delle prime norme.
La proposta dei tecnici, supportata da precedenti
esperienze sul campo, mirava alla definizione di uno strumento operativo,
detto "Perizia di Stima", a cui doveva essere propedeutico un
insieme di analisi e verifiche strutturali che avrebbero garantito
l'inconfutabilità dei dati finali; gli Uffici Regionali competenti,
preoccupati di raggiungere l'obiettivo del costo della ricostruzione in tempi
brevi e a costi tecnici ristretti, optarono invece per il cosiddetto
"Progetto Preliminare Semplificato-Perizia di Stima" come
dispositivo principale per l'avvio delle operazioni di ricostruzione.
Dati i
presupposti, le peculiarità del "Progetto Preliminare
Semplificato-Perizia di Stima" dovevano necessariamente essere la
facilità e la velocità di stesura; inoltre, le relazioni peritali avrebbero
fondamentalmente portato soltanto alla prima quantificazione dell'ammontare
economico complessivo necessario per la ricostruzione, anche a fronte ditali
semplici caratteristiche operative le Categorie professionali accettarono il
ridotto compenso che veniva offerto loro.
I tecnici conobbero ufficialmente le indicazioni per la
stesura dei Progetti Preliminari Semplificati dalle linee di indirizzo per la
ricostruzione post-sisma (Parte 1° e 2°) redatte dal Comitato Tecnico
Scientifico nominato dalia Regione; il "Progetto Preliminare
Semplificato-Perizia di Stima" si prospettava allora con un maggior grado
di complessità rispetto a quanto preventivamente concordato, tanto che sono
state necessarie varie proroghe ai termini di scadenza degli elaborati proprio
per le difficoltà incontrate dai redattori.
Dal momento della pubblicazione delle linee di indirizzo e
delle innumerevoli successive note e circolari, gli operatori tecnici sono
stati lasciati soli di fronte alla messe di norme incerte, contraddittorie,
disorganiche, e a tratti addirittura confliggenti tra loro, senza il benché
minimo, seppur più volte richiesto, coordinamento tecnico da parte degli
uffici competenti, anche sulla scorta delle esperienze delle regioni Umbria e
Marche, che avrebbe dovuto garantire una sufficientemente univoca
interpretazione delle norme al fine di poter pervenire a risultati certi,
omogenei e confrontabili tra loro: le oggettive difficoltà dettate dalla
carenza interpretativa autentica delle norme hanno comportato, per i tecnici,
impegni economici e temporali di gran lunga superiori a quelli previsti; ma
nonostante l'impegno profuso da tutti noi, la ricostruzione pesante, ad oltre
due anni dal tragico evento, ancora non parte per motivi estranei alle
difficoltà tecniche incontrate.
Le novità emerse di recente circa le strette procedure di
verifica delle Perizie di stima, con la percentuale dei controlli passata dal
5% al 100% del totale, lascerebbero supporre la totale inattendibilità delle
stesse, imputando tale circostanza unicamente alla scarsa professionalità dei
tecnici operanti, e non anche alla farraginosità delle norme poste in essere.
Con
la presente i tecnici vogliono confutare questa tesi; sembrerebbe
(auspichiamo, però, di essere smentiti) che è nella mancanza di fondi il
vero motivo del ritardo dell'avvio della "ricostruzione pesante".
Per quanto detto, i professionisti interessati, non possono
che evidenziare forti perplessità ed una sostanziale contrarietà circa le
seguenti questioni:
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le
modalità dei controlli che verranno eseguiti con strumenti e metodi
diversi da quelli indicati nelle varie ordinanze del Commissario Delegato
ed utilizzati per la redazione delle perizie di stima stesse;
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le
tardive interpretazioni di alcune norme inerenti alla redazione delle
perizie di stima contenute nel recente "Protocollo Unico di
Verifica";
-
l'opportunità
di aver nominato coordinamenti e raggruppamenti per i controlli tecnici
senza la partecipazione delle categorie tecniche professionali;
-
l'opportunità
di insediare delle commissioni di controllo (che spesso coincidono con i
controllati) che non potranno, comunque, garantire l'obbiettività delle
verifiche;
-
l'inadempienza
della Regione alle pattuizioni contrattuali sottoscritte con i tecnici ed
al saldo delle competenze tecniche, penalizzando gravemente la categoria
già colpita economicamente dai negativi riflessi che il terremoto ha
portato nello svolgimento della professione, soprattutto nell'area del
cratere;
-
l'attendibilità
del risultato economico finale prodotto dall'applicazione delle norme che
ha portato a dati inaspettati;
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l'allargamento
a tutti i comuni della Provincia dell'area colpita dal sisma, senza alcuna
distinzione nelle procedure e nella tempistica con l'area dei comuni del
cratere, l'unica veramente colpita;
-
il
chiarimento circa l'avvenuto pagamento delle spettanze economiche nel
comune di Termoli come segnalato da alcuni iscritti del luogo, fatto
questo che se confermato creerebbe una grave discriminazione;
-
il
chiarimento del perché, la verifica delle pratiche a danno nullo (verificare
cosa?) sono le ultime nella tempistica previste dai Commissario Delegato;
queste riguardano la maggior parte delle Perizie redatte dai tecnici ed il
loro licenziamento costituirebbe un importante segnate da parte della
Regione
-
il
chiarimento sul fine ultimo della ricostruzione (restituire il patrimonio
edilizio esistente allo stato precedente il sisma o adeguarlo alle nuove
norme antisismiche per limitarne il livello di vulnerabilità?)
Infine i tecnici nutrono il sospetto che le verifiche, oltre ad allungare
oltremodo i tempi per la ricostruzione pesante, siano state pensate per
dimezzare le somme stimate, individuando in loro un facile capro espiatorio:
in effetti, non c'è perizia di stima, redatta sulla base delle norme
emanate, che dia l'importo effettivo necessario per i lavori indicati, in
quanto la stima esatta dell'effettivo importo sarà determinata solo con i
progetti esecutivi così come previsto anche dal decreto regionale n.52/2003.
Infatti, l'importo reale sarà in funzione del tipo di intervento che sarà
effettuato secondo quanto detteranno le norme tecniche ad oggi ancora
sconosciute, e, inoltre, i lunghissimi tempi di attuazione previsti falseranno
comunque la veridicità dei valori di stima.
Per le motivazioni suesposte, pur non volendo sottrarci al
controllo dei PPS da Voi imposto, a testimonianza di un nostro atteggiamento
collaborativo e propositivo, riteniamo necessario vederci accolte le seguenti
proposte:
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Rispetto
dei termini contrattuali stipulati con apposite convenzioni dai tecnici
incaricati con le singole amministrazioni;
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I
controlli potranno avvenire unicamente nel rispetto delle indicazioni
contenute nell'Ordinanza n°13 del 27.05.2003, prese à base delle
convenzioni stipulate dai tecnici e da queste utilizzate come riferimento
legislativo per la stesura dei PPS;
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I
controlli, effettuati esclusivamente nell'ambito del precedente punto 2,
potranno essere effettuati unicamente da tecnici abilitati e che non
abbiano ricevuto incarichi nello stesso comune.
Per
tutto quanto sopra esposto questo Consiglio diffida l'Amministrazione
Regionale a discostarsi dai contenuti dell'Ord.13/2003 e dalle condizioni
contrattuali pattuite, al fine di garantire la tutela della categoria
professionale.
Campobasso,
febbraio 2005
Il
Consiglio dell'Ordine degli Architetti P.P.C.
della Provincia di Campobasso
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