Santa Croce di Magliano, mercoledì 02 novembre 2005

     

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tre anni fa il sisma << 1/15 novembre << 2005 << home

 

 

31/10/2002 - 31/10/2005: TRE ANNI FA IL SISMA


Guido Bertolaso: «I terremotati dimenticati; manca collaborazione»
Il Presidente della Regione Iorio: “Stiamo lavorando; la ricostruzione ai molisani”


CAMPOBASSO. Ruoli principali e antagonismi, rivendicazioni ‘di proprietà’, o di vicinanza maggiore al dolore e alla voglia di superarlo. A tre anni di distanza dalla tragedia del Molise nell’ottobre 2002, avanza qualche polemica, benché nessuna delle parti voglia definirla tale. Nella ricostruzione postsisma chi è il macchinista del modello Molise? A chi va attribuita la colpa per il ritardo del convoglio della rinascita del cratere e della regione stessa? A chi i meriti per le cose fatte? Il fronte è comune e compatto sull’impegno di garantire ai molisani nuove case e scuole sicure. Costruzioni resistenti agli imprevisti della natura. La rottura sta da un’altra parte. Tra il presidente della Regione, Michele Iorio, e il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, spuntano incomprensioni. Alle dichiarazioni dell’uno fanno eco le precisazione dell’altro nel day after alla giornata della Memoria. Il governatore non rinuncia a difendere le scelte fatte fino a questo momento per la ripresa post-sisma e in un comunicato rivendica “ad alta voce il ruolo progettuale, di programmazione e di attuazione della ricostruzione nei comuni del cratere”. [...]
Perché tanta puntigliosità? Il capo della Protezione civile, ancora in giro nei centri del cratere, l’altro giorno (31 ottobre) rispondendo alle domande della stampa non è stato proprio soft in merito alle difficoltà di questo processo di ripresa. “Dopo la tragedia di San Giuliano il governo aveva predisposto un decreto legge che prevedeva che la Protezione civile non solo si sarebbe occupata delle situazioni di emergenza, ma avrebbe anche garantito la ricostruzione nei territori colpiti. Mi pare che vi fu una convergenza a livello politico, parlamentare di tutte le forze politiche che invece pretesero giustamente che la ricostruzione venisse affidata alle autorità locali e non venisse quindi fatta cadere dall’alto”. Da allora la Protezione civile si è occupata di “garantire finanziamenti”, facendo in modo che la crisi economica che attanaglia il Paese non si ripercuotesse in una maniera ancora più feroce su San Giuliano. Da qui la sentenza. “Se ci sono stati dei ritardi, non sono imputabili a chi dal primo secondo si è occupato di questa vicenda. Si sarebbe potuto vantare un modello Molise se vi fosse stata una collaborazione, una coesione, una solidarietà più convinta e più sincera. Evidentemente così non è stato”. Bertolaso è lapidario.



SISMA MOLISE: IORIO A BERTOLASO, RICOSTRUZIONE TOCCA A NOI
Campobasso, 1 nov. - "Mai, in nessuna regione un commissario esterno delegato dal governo ha impostato e portato avanti progetti di ristrutturazione o di riedificazione sostituendosi a coloro che legittimamente hanno diritto a farlo, ossia i governi regionali e, soprattutto, i sindaci dei comuni colpiti".
Cosi' il presidente della regione Molise Michele Iorio risponde al capo della protezione civile Guido Bertolaso che in occasione del terzo anniversario del terremoto nel Molise, aveva sottolineato che eventuali ritardi nella ricostruzione erano da ricercare nella gestione tutta locale degli interventi.
Iorio, anche in qualita' di commissario straordinario ha tenuto a rimarcare: "rivendichiamo ad alta voce il ruolo progettuale, di programmazione e di attuazione nella ricostruzione nei comuni colpiti dal sisma del 2002. Un'autonomia di diritto sancita a livello costituzionale e legislativo e piu' volte riconosciuta dallo stesso Presidente del consiglio Silvio Berlusconi".
Sottolineando di non voler entrare in polemica con il capo della protezione civile, di cui Iorio sottolinea e riconosce le grandi capacita' di intervento dimostrate nei giorni della calamita' ed in quelli successivi, il presidente molisano evidenzia: "il ruolo di Bertolaso e' ben definito e concerne sostanzialmente la gestione della fase di prima emergenza, alla quale oggi deve seguire, celermente, quella della ricostruzione. Se qualche ritardo si e' registrato - ha concluso il commissario-presidente - forse la causa risiede proprio in questa conflittualita' latente tra le ipotesi di centralizzazione che, ripeto, dovevano riguardano solo la fase dell'emergenza, e la volonta' degli amministratori, delle imprese, dei professionisti, dei tecnici e dei cittadini tutti di concorrere alla ricostruzione secondo il modello Molise che non puo' che appartenere ai molisani stessi". (AGI)



“E’ stato fatto tutto il possibile e nel migliore dei modi e tutte le amministrazioni sono state all’altezza delle situazioni”. Così il governatore Michele Iorio, da tre anni in veste di commissario delegato per la gestione post-sisma.
A suo avviso il decantato ‘Modello Molise’ sta funzionando. Presidente, in tre anni quali risposte la Regione ha dato alle popolazioni terremotate?
“Ha attuato tutta la fase d’emergenza ed è intervenuta su tutti quegli immobili che potevano essere riparati immediatamente. La novità dei 20mila euro ha permesso di sistemare circa 2000 fabbricati. Sono stati ristrutturati edifici pubblici, le chiese, garantite le strutture scolastiche prefabbricate in tempi brevi e avviata la microzonazione. Di pari passo la Regione ha attrezzato le procedure per avviare gli altri interventi in tutti i Comuni. Mi riferisco alle progettazioni dei Peu e dei Pes che comporteranno gli investimenti secondo le priorità”.
Perché in trentasei mesi la ricostruzione pesante non è ancora partita?
“E’ passato il tempo necessario per stabilire le regole, verificare i danni, classificare le priorità. Un’operazione complessa nel seguire con attenzione tutte le fasi tecniche. A breve saremo in grado di partire con i primi appalti tenendo conto della cantierabilità, delle aree e dei centri storici”.
Però i ritardi ci sono stati.
“Non li definirei ritardi ma difficoltà nel risolvere i problemi. E poi da nessuna parte è stato impiegato meno tempo”.
Riguardo ai fondi?
“Non ci sono problemi. Abbiamo una previsione finanziaria che ci permetterà di coprire tutte le classi ‘A’ nell’area del cratere. Entro l’anno ci saranno le prime iniziative ossia le autorizzazioni a procedere con gli appalti”.
Lo stato d’emergenza cesserà il 31 dicembre. Sarà differito?
“Io l’ho chiesto e sicuramente sarà prorogato”.

 

 

 

I FONDI - Dal governo più di 500 milioni 

La leva finanziaria azionata in tre anni dal Governo per la ricostruzione in Molise si aggira a più di cinquecento milioni di euro ripartiti su diversi canali. In mancanza di una legge ad hoc sul terremoto tutte le risorse arrivate nelle casse della Regione sono state gestite, e lo saranno, dal commissario delegato con apposite ordinanze e decreti.
Il paniere dei fondi fino a oggi è stato così ripartito: a seguito del terremoto del 2002, con ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri (il 23 novembre 2002) sono stati subito resi disponibili 50 milioni di euro, mentre il totale del ricavo netto, derivante da mutui contratti ai sensi dell’ordinanza di Berlusconi, ammonta a 197 milioni e 549 mila euro. A questi importi l’Unione Europea ha aggiunto altri 21 milioni e 800 mila euro.
Inoltre, con delibere del Cipe del 9 maggio 2003 e del 29 settembre 2004 (numero 20) sono stati stanziati, rispettivamente, 60 e 92 milioni destinati alla Regione Molise. Ulteriori risorse sono derivate dalla legge finanziaria per il 2005, nella quale è stato
previsto che almeno il 5 per cento del contributo quindicennale di 58,5 milioni di euro annui fosse destinato alla realizzazione del piano di ricostruzione del comune di San Giuliano di Puglia a cui vanno aggiunte le liberalità indirizzate al suddetto comune.
Circa 113 milioni dovrebbero affluire grazie all’accensione dei mutui del fondo inserito in Finanziaria (10 milioni 250 mila euro) e destinato al Molise. Parte dei finanziamenti è stata utilizzata per far fronte alla fase post-emergenziale, altre somme sono state utilizzate su interventi di messa in sicurezza di edifici, delle riparazioni funzionali e misure temporanee.
Nella fattispecie San Giuliano
ha beneficiato di 33milioni di euro per il Piano della ricostruzione a cui si aggiungeranno altri 51 dalla Manovra varata lo scorso 31 dicembre da spendere il prossimo anno. Gli altri Comuni (13 del cratere e 60 di tutta la Provincia di Campobasso) potranno attingere da un fondo di circa 62 milioni di euro complessivi per avviare i primi lavori di ricostruzione pesante. Una somma insufficiente a coprire le richieste dei Comuni più danneggiati. Per assicurare i fondi a tutte le classi ‘A’ (residenze principali o attività economiche sgomberate) servirebbero infatti più di trecento milioni di euro.

 

 


intervista di Fabrizio Occhionero (Il Quotidiano del Molise)


 

 

 

 



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