|
IN
RICORDO DI NICO PALLADINO - Non ci sono parole, sono rimaste solo le
lacrime e un senso di vuoto. So che Nico Palladino è stato ricordato sui
giornali e dalla stampa come ex promessa del calcio, come genio ribelle
dal piede fatato. Beh che dire per chi ha avuto modo di condividere dei
momenti di spogliatoio sa che Nico era molto di più.
Indiscutibile sul campo, un ragazzo con un cuore grande così e lasciamo
perdere le sue bravate o la sfortuna che si è accanita contro di lui.
Perchè chi ha conosciuto il vero Nico Palladino lo ha fatto negli
spogliatoi del Campobasso prima, della Turris e del Bojano dopo, lì dove
quei muri trasudano di ricordi e di aneddoti... dalle scarpe allacciate
alla fine del primo tempo, agli allenamenti durante i quali al
"Ventimila" di Santa Croce Nico si prendeva beffa di Antenucci
il venerdì tirandogli pallonetti velenosi seguiti da sfottò.
Chi c'era se lo ricorderà come si ricorderà dell'affetto con cui
Vincenzo Cosco si avvicinava a lui per raccomandargli di non fare tardi il
sabato sera o per convincerlo a restare a Santa Croce a dormire con Ciccio
Messina e Nico ascoltava solo lui, il mister adottato come fratello
maggiore o al massimo il grande Dario Bellomo che per scherzare mi diceva:
"Vedi quello che fa Nico? Tu fai il contrario".
Io non ho mai fatto il contrario di quello che faceva Nico... anzi a 17
anni mi facevo influenzare dalla sua personalità, dal suo carisma, dal
suo modo di vestire... Le maglie alla rovescia sono opera sua... e io me
lo ricordo bene... perchè Nico in campo non ha mai detto una parola fuori
posto ad un compagno... e si che me lo ricordo... io c'ero... io che, come
mi disse mister Cosco un giorno: "Con le debite proporzioni tu sei
come Nico Palladino", questo mi riempiva d'orgoglio e per questo ho
un vuoto dentro... incolmabile... duro da sopportare.
Augusto
De Bartolo |