|
Recuperare
i segni musicali del passato attraverso le
testimonianze ancora viventi. ‘Passaggi sonori’ si avvia a
conclusione con la pubblicazione di un prezioso volume curato dal
musicologo Matteo Patavino contenente i saggi di Fernanda
Pugliese, Giulio Costanzo e Donato Arcano oltre a
due cd-audio. Finanziato attraverso l’Azione 1.4.1
‘Valorizzazione delle tradizioni etno-musicali locali e loro
promozione all’interno e all’esterno dell’area’ del Piano di
Sviluppo Locale Leader Plus del G.A.L. Innova Plus di Larino,
Passaggi Sonori è stato ideato e realizzato dall’associazione
culturale Finis Terrae per recuperare e far conoscere la
tradizione musicale orale del Medio Molise Fortore e dunque
dei 18 Comuni dell’area leader. Il volume, frutto di un
appassionante lavoro durato circa un anno e mezzo segue la fase di
ricerca sul campo e la rassegna musicale ‘Live’ del progetto
(foto).
Mai un territorio di così vaste dimensioni era stato oggetto, in
alcun modo, di un’osservazione etnografica di tale considerazione.
Sono stati verificati non solo i contenuti culturali della musica
popolare ma anche l’aspetto sociologico che gira intorno all’area
del Medio Molise Fortore. La ricerca imponeva una certa urgenza
scientifica nella raccolta dei dati in quanto i depositari della
tradizione avevano 80-90 anni. Difatti, a partire dagli anni
Sessanta, c’è stata una perdita dei contenuti popolari arcaici.
Quello che rimane, le poche testimonianze autentiche, sono i riti
che seguono la tradizione religiosa, come le tavolate di San
Giuseppe a Casacalenda, i carri di Sant’Antonio a Santa
Croce di Magliano e i carri di San Pardo a Larino .
“Emblematico è il canto della Carregna che accompagna i carri di
Sant’Antonio (foto) – dice Matteo Patavino, musicologo coordinatore
di ‘Passaggi Sonori’ – conserva infatti elementi del canto
bizantino, portato in quest’area dalla comunità albanese agli inizi
del XVI secolo. Patavino sottolinea come il canto bizantino sia
stato largamente praticato in quest’area fino a metà del XVIII
secolo.
“A Santa Croce di Magliano – aggiunge – il culto greco-ortodosso
è stato celebrato fino al 1727 nella chiesa Greca, detta anche del
S.S. Rosario, ancora esistente, oggi inagibile. Per questo il canto
bizantino è stato assimilato nelle pratiche musicali popolari. “E’
verosimile ritenere - aggiunge Patavino – che gli albanesi oltre a
cantare in chiesa usassero le stesse procedure vocaliche anche i
canti prosaici: la Carregna di Sant’Antonio sembra mostrare proprio
l’abbinata tra canto liturgico e condotte profane”.
Secondo Patavino ‘Passaggi Sonori’ è riuscito in altre parole a
ridare voce a documenti riportati da Eugenio e Alberto Mario Cinese
nei ‘Canti Popolari del Molise’ e da Pier Paolo Pasolini nel noto
‘Canzoniere Italiano’ dove figurano anche canti di Colletorto, San
Giuliano di Puglia, Larino...
Il volume sarà presentato sabato prossimo, 22 aprile, a
Guglionesi alla presenza dell’etnomusicologo Giorgio Adremo
dell’Università Tor Vergata di Roma e dell’antropologo Dino
Palombo dell’Ateneo di Messina. Un lavoro di
straordinaria importanza dunque, che sarà distribuito gratuitamente.
‘Passaggi Sonori’ non finisce qui. Il cantiere dell’associazione
Finis Terrae, dove lavorano giovani professionisti, resta aperto.
Fabrizio Occhionero (Il Quotidiano del Molise) |