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La
Corte di Cassazione, proclamando ufficialmente la vittoria
del centrosinistra alle elezioni politiche del 9 e 10 aprile
del 2006, ha anche confermato quanto anticipato in anteprima da
altromolise.it a proposito del numero di deputati che sono stati
assegnati al Molise. La nostra regione avrà soltanto due
rappresentanti a Montecitorio.
Ha
perso, quindi, il terzo seggio previsto dalle norme. Il Molise,
infatti, avrebbe diritto a tre deputati e due senatori. Ma il terzo
seggio, per uno degli effetti della nuova legge elettorale
voluta dal centrodestra e dal governo Berlusconi, non è stato
attribuito per un complicato calcolo matematico. Questo posto perso
dal Molise è stato guadagnato dal Trentino Alto Adige che ne avrà
undici anziché dieci, come previsto dalla legge.
Cadono così le speranze del diessino Candido Paglione e del
dipietrista Nicandro Ottaviano, che erano stati indicati dai
loro rispettivi partiti come possibili eletti nel "ripescaggio"
nazionale.
Si dimezza, quindi, la rappresentanza alla Camera del Molise che
passa dai quattro deputati uscenti (Ruta, Tamburro, Di Giandomenico
e Riccio) ai due attuali (Ruta e, per ora, Enrico La Loggia). Per
fortuna a Montecitorio vanno tre molisani eletti altrove, vale a
dire Antonio Di Pietro, Giuseppe Astore (eletto in Emilia
Romagna) e Franco Narducci (eletto nella circoscrizione
europea), che vanno a compensare, in qualche modo, questo deficit di
rappresentanza. A questo breve elenco va aggiunto anche il nome di
Cinzia Dato, siciliana di origine e molisana di adozione,
senatrice uscente eletta in Molise nel 2001, che ha già fatto sapere
di voler continuare a seguire da vicino le vicende politiche e
amministrative del Molise.
Alla Camera, stando così le cose, non sarà presente nessun esponente
molisano del centrodestra. Infatti l'unico seggio conquistato dalla
Casa delle Libertà a Montecitorio è, per il momento, appannaggio del
ministro uscente Enrico La Loggia, siciliano che con il
Molise non c'entra assolutamente nulla. La Loggia aveva promesso di
optare per l'elezione in Trentino Alto Adige per lasciare il posto
molisano a Rosario De Matteis. Ma Forza Italia sperava, anche
sulla base dei sondaggi, di eleggere due deputati in Trentino Alto
Adige. Invece anche in questa regione è stato conquistato dagli
"azzurri" un solo seggio, anche questo conquistato da La Loggia, che
con il Trentino Alto Adige ha lo stesso rapporto che ha con il
Molise: cioè non c'entra nulla. E così i dirigenti trentini di Forza
Italia hanno chiesto a La Loggia di optare per il Molise in modo da
far entrare alla Camera un loro rappresentante che, a questo punto,
sembra in vantaggio su De Matteis per due motivi:
1) è una donna (e il centrodestra ha parlato più volte della volontà
di far crescere la presenza femminile nella propria delegazione
parlamentare);
2) è un'alta dirigente di Forza Italia, in rapporti strettissimi con
Berlusconi. La Loggia, però, nelle prossime ore dovrà scegliere. Ma
la decisione sarà presa da Berlusconi. I "forzisti" molisani,
guidati dal coordinatore regionale Ulisse Di Giacomo, hanno già
effettuato diversi "pellegrinaggi" a Roma per chiedere a La Loggia e
a Berlusconi di mantenere la parola data a De Matteis anche alla
luce dell'alta percentuale, la più alta d'Italia, ottenuta da Forza
Italia in Molise. Ma per ora non hanno ricevuto alcuna risposta. Un
brutto segnale per i "forzisti" molisani.
Pertanto l'unico rappresentante molisano del centrodestra in
Parlamento è Michele Iorio. Infatti la Corte d'Appello ha
proclamato i due eletti al Senato nel Molise ufficializzando
l'elezione di Michele Iorio per Forza Italia e Augusto Massa
per l'Ulivo. Appena vi sarà la proclamazione degli eletti Michele
Iorio si troverà, sulla base dell'art. 122 della Costituzione, in
una situazione di incompatibilità. Ciò accadrà tra dieci
giorni. Da quel momento qualsiasi cittadino elettore in Molise potrà
rivolgersi ad uno dei tribunali ordinari molisani (Larino,
Campobasso o Isernia) per chiedere la decadenza per incompatibilità
di Iorio dalla carica di presidente della Regione Molise. Dovrà
essere anche questa volta, come è accaduto quattro anni fa, un
cittadino elettore a sollevare la questione. Infatti gli esponenti
dei partiti del centrosinistra, da Termoli a Venafro, avrebbero
ricevuto l'ordine non solo di non presentare l'istanza di decadenza
ma anche di "scoraggiare" una tale iniziativa. Sarà vero? E se fosse
vero, perché? |