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Il progetto di consolidamento:
analisi
storico-critica
La
chiesa
di S. Antonio di Padova è posta a ovest del nucleo originario di Santa
Croce di Magliano. Fu edificata nel 1607, e nel 1632, essendo cresciuto
il numero dei latini, fu eretta in “Parrocchiale Economale” da mons.
Vescovo Caracci, per preghiera di Don Bartolomeo Ceva Grimaldi Duca di
Telese e signore di Santa Croce.
Questi assegnò per dote alla chiesa: quaranta tomoli di grano sui
territori burgensatici di S.Vito; una casa situata davanti alla Chiesa;
una vigna in località Fontana e un censo (reddito) di 25 ducati annui
derivanti da case e vigne. In cambio ebbe il diritto di Jus Patronato,
cioè il privilegio di presentare al vescovo di Larino i candidati per
le cariche di Canonico e di Curato; inoltre poteva nominare il
Quartalano (procuratore) della Chiesa.
Estintosi il rito greco, mons. Tria nel 1727 soppresse l’Arcipretura
Greca ed eresse la Chiesa latina in Arcipretura(1).
In origine la
Chiesa era a tre navate, di 70 palmi (m. 17,5) di lunghezza e 40 (m. 10)
di larghezza(2).
Nel 1732 fu ampliata e ristrutturata con una sola navata lunga 104 palmi
(m. 26) e larga 40 (m. 10) di stile toscano, ben illuminata dalle
finestre disposte lungo i muri laterali, abbellita di stucchi, con un
pavimento di lastre di marmo bianche e nere, collocate a scacchiera, e
un bello organo posto sopra il coro. Ad est della navata è situata la
sacrestia formata da una grande cappella e dalla canonica.
Nel 1850 fu costruita una navata più piccola ad ovest di quella grande,
illuminata solo da una finestra sulla porta d’ingresso e dagli archi
di comunicazione. L’altare maggiore, sormontato da un maestoso
presbiterio fu dedicato al Santissimo Sacramento, in marmo simile agli
altri della Diocesi.
Gli altari minori in stucco, distribuiti in
cappelle, furono intitolati a S. Antonio da Padova, alla Madonna del
Carmine, a S. Maria delle Grazie, al SS. Rosario, alla Madonna dell’Assunzione
il cui quadro, si diceva, era quello trasportato dalla Chiesa di S.
Maria di Magliano, allorché fu distrutta nel 1609.
Negli atti della sua visita pastorale del 1663-64 Mons. Apicella fa una
descrizione della chiesa “A lato del Vangelo dell’altare maggiore vi
è l’altare di S. Maria di Magliano con la statua in nicchia con
cornici dorate. Manca la sacrestia, vi è l’ingresso al coro. Il
campanile ha tre campane”.
Le sacre reliquie venerate erano conservate in tre reliquiari: uno a
forma di sfera con il cristallo avanti e due a forma di piramide. La
facciata ha una distribuzione asimmetrica e non equilibrata dovuta alle
continue trasformazioni dell’organismo architettonico e alle diverse
fasi costruttive.
... la
originaria chiesa seicentesca era a tre navate, poi nel 1732 fu
riedificata ad un’unica nave con copertura a botte e lunettata.
Il
portone è decentrato e il campanile a filo di muro, addossato alla
navata unica, è avanzato rispetto alla navata laterale. La navata
laterale aggiunta posteriormente è arretrata proprio per la presenza
del campanile e quindi è più corta della navata centrale e con un
secondo ingresso alla Chiesa.
La facciata presenta due paraste che inquadrano il portale principale e
la semplice finestra ellittica sovrastante, divisi da una cornice. Il
progetto termina con una cornice orizzontale. La cortina muraria copre
la visione della copertura che è a capanna.
Il campanile ha subito notevoli trasformazioni perdendo le
caratteristiche stilistiche settecentesche; si presenta quadripartito da
una semplice cornice a cordolo, con ultimo piano con monofore e
copertura piramidale.
Nel 1962/63 la torre campanaria a partire dal secondo ordine è stata
demolita e riedificata in muratura ordinaria di pietrame e malta
cementizia. Il prospetto si presenta intonacato e tinteggiato.
Salendo
il sagrato si apre il bel portale architravato settecentesco in pietra
calcarea, ben rifinito. La cornice, a tratti sfalsata, dai piedritti
gira sull’architrave dove al centro è collocata una scultura in
pietra raffigurante una conchiglia. Sopra l’architrave si individua
una cornice e su di essa due volute in pietra (originali) che continuano
con un andamento curvilineo in malta cementizia (aggiunta recentemente);
al centro una lastra in pietra con sopra scolpito a rilievo una croce.
1
G.MASCIOTTA, Il Molise dalle origini ai nostri giorni, Cava dei Tirreni
(SA) 1952, pag 309
2 G.A.TRIA, Memorie storiche, civili ed ecclesiastiche della città e
diocesi di Larino, Roma 1744, pag 560-565. |
INDIVIDUAZIONE
DELLE EPOCHE DI COSTRUZIONE

<< a
lato una foto
degli inizi del ‘900
sotto il
campanile
negli anni ‘50

sotto il
campanile
demolito

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