Santa Croce di Magliano, venerdì 01 dicembre 2006

     

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SPECIALE

GIOVEDI 07 DICEMBRE 2006


POST-TERREMOTO: LA RIAPERTURA DELLA CHIESA MADRE SANT'ANTONIO


...a Santa Croce di Magliano tornano a suonare le campane!! 

 

 

Il progetto di consolidamento: analisi storico-critica

La chiesa di S. Antonio di Padova è posta a ovest del nucleo originario di Santa Croce di Magliano. Fu edificata nel 1607, e nel 1632, essendo cresciuto il numero dei latini, fu eretta in “Parrocchiale Economale” da mons. Vescovo Caracci, per preghiera di Don Bartolomeo Ceva Grimaldi Duca di Telese e signore di Santa Croce.
Questi assegnò per dote alla chiesa: quaranta tomoli di grano sui territori burgensatici di S.Vito; una casa situata davanti alla Chiesa; una vigna in località Fontana e un censo (reddito) di 25 ducati annui derivanti da case e vigne. In cambio ebbe il diritto di Jus Patronato, cioè il privilegio di presentare al vescovo di Larino i candidati per le cariche di Canonico e di Curato; inoltre poteva nominare il Quartalano (procuratore) della Chiesa.
Estintosi il rito greco, mons. Tria nel 1727 soppresse l’Arcipretura Greca ed eresse la Chiesa latina in Arcipretura(1).
In origine la Chiesa era a tre navate, di 70 palmi (m. 17,5) di lunghezza e 40 (m. 10) di larghezza(2).
Nel 1732 fu ampliata e ristrutturata con una sola navata lunga 104 palmi (m. 26) e larga 40 (m. 10) di stile toscano, ben illuminata dalle finestre disposte lungo i muri laterali, abbellita di stucchi, con un pavimento di lastre di marmo bianche e nere, collocate a scacchiera, e un bello organo posto sopra il coro. Ad est della navata è situata la sacrestia formata da una grande cappella e dalla canonica.
Nel 1850 fu costruita una navata più piccola ad ovest di quella grande, illuminata solo da una finestra sulla porta d’ingresso e dagli archi di comunicazione. L’altare maggiore, sormontato da un maestoso presbiterio fu dedicato al Santissimo Sacramento, in marmo simile agli altri della Diocesi.
Gli altari minori in stucco, distribuiti in cappelle, furono intitolati a S. Antonio da Padova, alla Madonna del Carmine, a S. Maria delle Grazie, al SS. Rosario, alla Madonna dell’Assunzione il cui quadro, si diceva, era quello trasportato dalla Chiesa di S. Maria di Magliano, allorché fu distrutta nel 1609.
Negli atti della sua visita pastorale del 1663-64 Mons. Apicella fa una descrizione della chiesa “A lato del Vangelo dell’altare maggiore vi è l’altare di S. Maria di Magliano con la statua in nicchia con cornici dorate. Manca la sacrestia, vi è l’ingresso al coro. Il campanile ha tre campane”.
Le sacre reliquie venerate erano conservate in tre reliquiari: uno a forma di sfera con il cristallo avanti e due a forma di piramide. La facciata ha una distribuzione asimmetrica e non equilibrata dovuta alle continue trasformazioni dell’organismo architettonico e alle diverse fasi costruttive.

... la originaria chiesa seicentesca era a tre navate, poi nel 1732 fu riedificata ad un’unica nave con copertura a botte e lunettata.
Il portone è decentrato e il campanile a filo di muro, addossato alla navata unica, è avanzato rispetto alla navata laterale. La navata laterale aggiunta posteriormente è arretrata proprio per la presenza del campanile e quindi è più corta della navata centrale e con un secondo ingresso alla Chiesa.
La facciata presenta due paraste che inquadrano il portale principale e la semplice finestra ellittica sovrastante, divisi da una cornice. Il progetto termina con una cornice orizzontale. La cortina muraria copre la visione della copertura che è a capanna.
Il campanile ha subito notevoli trasformazioni perdendo le caratteristiche stilistiche settecentesche; si presenta quadripartito da una semplice cornice a cordolo, con ultimo piano con monofore e copertura piramidale. Nel 1962/63 la torre campanaria a partire dal secondo ordine è stata demolita e riedificata in muratura ordinaria di pietrame e malta cementizia. Il prospetto si presenta intonacato e tinteggiato.
Salendo il sagrato si apre il bel portale architravato settecentesco in pietra calcarea, ben rifinito. La cornice, a tratti sfalsata, dai piedritti gira sull’architrave dove al centro è collocata una scultura in pietra raffigurante una conchiglia. Sopra l’architrave si individua una cornice e su di essa due volute in pietra (originali) che continuano con un andamento curvilineo in malta cementizia (aggiunta recentemente); al centro una lastra in pietra con sopra scolpito a rilievo una croce.

1 G.MASCIOTTA, Il Molise dalle origini ai nostri giorni, Cava dei Tirreni (SA) 1952, pag 309
2 G.A.TRIA, Memorie storiche, civili ed ecclesiastiche della città e diocesi di Larino, Roma 1744, pag 560-565.

 

INDIVIDUAZIONE DELLE EPOCHE DI COSTRUZIONE

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<< a lato una foto
degli inizi del ‘900

sotto il campanile
negli anni ‘50

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sotto il campanile
demolito

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