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SANTA
CROCE DI MAGLIANO. Dal 10 al 23 agosto in paese una mostra d’arte
contemporanea che farà parlare di sè. E’ stata inaugurata a palazzo
Cappiello la quinta edizione del Santa Croce Contemporary Art Museum
Project sotto l’idea e la direzione artistica di Luigi Mastrangelo. Al
taglio del nastro hanno partecipato i rappresentanti dell’amministrazione,
il critico d’arte Antonio Picariello e gli artisti. Nei locali
provvisori sono state esposte opere contemporanee realizzate da artisti
di fama internazionale e del posto. E’ possibile ammirare lavori che
racchiudono gli ultimi venticinque anni dell’arte contemporanea, le
correnti e le idee. L’obiettivo è infatti quello di creare delle
strutture che dovranno incidere a livello culturale sul territorio per
promuovere la cultura del luogo e diffondere quella nazionale. Su queste
linee muove il progetto di Luigi Mastrangelo, verso la creazione di un
museo stabile di arte contemporanea.
“Ho
sempre creduto che l'arte contemporanea possa dare valore ai luoghi ed
attraverso essa si possano individuare delle linee programmatiche,
inerenti il turismo, che di conseguenza creino occasioni di crescita
sociale ed economica, capaci di stimolare gli strumenti d'intervento
necessari alla conservazione, alla divulgazione ed alla valorizzazione
del patrimonio locale.
In definitiva la possibilità di creare una coscienza storica che
diventi essenziale strumento di formazione civile, per le nuove
generazioni” (Luigi Mastrangelo).
La genialità della programmazione culturale, anche quest’anno tenta,
forse, di rimettersi in campo per dare e darsi una sorta di patente
esistenziale per l’identità di un Molise migliore. Gli aggettivi,
però, servono poco la forza che ci vuole per investire la qualità e l’esperienza
internazionale dell’artista Luigi Mastrangelo che in questi primi anni
del millennio ha realizzato, in piena “autarchia” e “conoscenze”,
una raccolta di opere di estremo valore economico e storico, chiedendo,
per amicizia, nel “giro di amici”, che sono poi il grado più alto
dell’espressività artistica italiana, una collezione di oltre ottanta
opere per mezzo di cifre simboliche investite dal magnate regionale
quale è, forse a sua stessa insaputa, la Provincia di Campobasso.
Anche il Molise, tramite questa salute ideativa e progettuale, può far
respirare sul suo territorio e negli spazi dei nuovi musei che si è
deciso, finalmente, di realizzare, la voce visiva di nomi internazionali
come, ad esempio, estraendo a caso, quella di Ontani che ha come suo
principio e criterio costruttivo quello di riportare nelle sue opere l’anima
e la magia autoctona dei luoghi (luoghi geografici) che lui stesso
decide di vivere.
Per metafora figurativa, l’artista si trasforma in una sorta di spugna
che raccoglie le sensibilità profonde che vagano nelle texiture
geografiche dell’India, dell’Africa, dell’America latina, fino
agli estremi orientali del pianeta (estremi partendo dal punto di vista
italiano chiaramente) e traducendosi poi, nello stile consolidato, in
opera d’arte; scultura, pittura, ceramica, tessuto, qualunque “cosa”,
materia o elemento, sia in grado di narrare al meglio il senso vitale
captato dall’artista.
Il 10 agosto, nel solito magnifico palazzo, l’incontro conviviale
degli artisti raccolti da Mastrangelo, (a cui andrebbe, almeno per
educazione convenzionale, riconosciuta la sua “territoriale”
offerta) soffieranno in concerto negli apparati acustici sottili e
occulti degli spettatori, raccontando loro in forma confessionale, la
sensibilità necessaria per poter ascoltare i racconti del paradiso o
del purgatorio, a volte, molto spesso, quelli dell’inferno
contemporaneo dove per estrazione generazionale, ci tocca vivere. |