Santa Croce di Magliano, mercoledì 14 giugno 2006

     

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speciale "santa croce expò" 2006


 Expò: il convegno sulla frutticoltura


Si è conclusa la seconda edizione di Santa Croce Expò. La fiera-mercato, oltre al ruolo di classico luogo d’incontro della domanda e dell’offerta, è stata l’occasione per mettere in mostra le potenzialità del nostro territorio, per fare il punto della situazione e soprattutto per cogliere nuove spinte innovative.
In questo spirito, durante la rassegna, è stato dato spazio a momenti di confronto e convegni. Tema dell’incontro/dibattito di lunedì 12 è stata la ‘FRUTTICOLTURA’. Organizzato in collaborazione con la neonata Associazione Frutticoltura “Frentana Fruit”, ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, di operatori del settore e di chi semplicemente voleva saperne di più sull’agricoltura biologica. È stata così messa in luce la ricchezza e la qualità della media e bassa collina dell’area frentana nella produzione di frutta fresca: albicocche, mele, ciliegie, frutti di bosco, pere, uve da vino.
La frutticoltura non è solo produzione di frutta fresca per il consumo, ma anche preparazione di confetture ad opera di piccole realtà industriali della regione.
Sicurezza igienico-sanitaria, contenuto nutrizionale e qualità organolettica, in altre parole nutrirsi con gusto, è quello che ciascuno di noi vuole dal cibo che porta a tavola. I prodotti biologici, proprio per le tecniche agronomiche adottate, in particolare il non uso di sostanze chimiche di sintesi, sono di norma più sicuri degli altri dal punto di vista igienico-sanitario.
Una sequenza di immagini proiettate hanno accompagnato l’esposizione del dott. Dante Rosati, funzionario ARSIAM (che ha ricevuto diverse note di merito da parte degli altri relatori intervenuti), dando un’idea visiva degli interventi tecnico-qualitativi effettuati sui terreni di frutticoltura del nostro circondario. Le qualità nutritive di questi meravigliosi prodotti sono stati illustrati dal dott. Pasquale Di Biase, medico nutrizionista.
Presente il neo eletto presidente della provincia di Campobasso Nicolino D’Ascanio che, in virtù di un’esperienza da ex assessore all’agricoltura, ha auspicato una stretta collaborazione tra le associazioni di produttori.

Rassicuranti le parole del presidente dell’ARSIAM Pierluigi Lepore indicanti l’impegno dell’ente a diffondere la conoscenza delle tipicità locali: ‘Promuovere i prodotti tipici significa dare rilancio all’agricoltura in quanto la diversità dei prodotti agroalimentari è collegata tanto al valore del prodotto quanto al valore del territorio di cui è rappresentazione’. Le diverse provenienze professionali dei relatori presenti hanno dunque consentito un approccio variegato al prodotto biologico.
Tra tutti i tipi di frutta, indiscussa protagonista dell’incontro è stata la ciliegia. Le più importanti varietà prodotte nella nostra zona hanno incorniciato il tavolo dei relatori, ma non sono rimaste esclusivamente un elemento decorativo, in quanto al termine dell’incontro si è proceduto alla degustazione delle stesse. Un’attenzione particolare è stata rivolta all’assaggio della ciliegia “n’zert”, tipica ciliegia dell’agro di Colletorto, per la quale si sta procedendo al recupero delle poche piante attualmente esistenti.

Quindi l’attività della coltura biologica nel nostro territorio ha le carte in regola, ma bisogna ancora affinare le politiche di commercializzazione e di distribuzione. Il movimento per l’agricoltura biologica sta ponendo con forza l’esigenza di avvicinare città e campagna, agricoltori e consumatori, con vantaggi per entrambi.
Nelle sue diverse forme, infatti, la “filiera corta” consente all’agricoltore di vendere a prezzi migliori e al consumatore di pagare meno avendo prodotti più freschi; comporta minori costi ambientali e contribuisce a realizzare un modello di sviluppo più sostenibile per la società e per l’ambiente. Le strade possibili per realizzare filiere corte sono tante, c’è solo l’imbarazzo della scelta: gruppi di acquisto e cooperative di consumatori; vendita diretta in azienda, anche con spacci di aziende associate; mercati urbani gestiti direttamente dai produttori; vendita su prenotazione; commercio elettronico.
Così come una ciliegia tira l’altra, all’incontro di lunedì scorso dovrebbero seguirne altri; in fiera sono state evidenziate le spinte innovative del settore che meritano ora di essere trasformate in attività concrete capitalizzando le sinergie fra i diversi operatori.
“Cerascia tost, cerascia majat’che, cerascia d’ n’ziert… cerascia da uardialfier’”, da maggio a giugno era questo il grido che risuonava nelle nostre strade diversi decenni fa. E forse ieri l’altro è tornato in mente a molte delle numerose persone intervenute all’incontro/dibattito.

testo e foto a cura di Enza Mucci


speciale fiera


 

 

 

 



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