Santa Croce di Magliano, venerdì 19 maggio 2006

     

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elezioni provinciali 2006


Il candidato presidente dell’Unione alla Provincia di Campobasso incontra le popolazioni di Colletorto e San Giuliano

D’Ascanio ‘carica’ i terremotati


“Il governo Iorio doveva evitare di creare forme di distribuzione irresponsabili”

Da San Giuliano di Puglia a Colletorto, il candidato presidente di centrosinistra alla Provincia di Campobasso, Nicola D’Ascanio, ha girato tra le strade e i ponteggi di realtà ancora profondamente segnate dal sisma. Tra le casette di legno del villaggio provvisorio del paese più segnato dal terribile eventi del 31 ottobre 2002, che sono le uniche case dei cittadini cui era stata promessa una ricostruzione lampo in due anni, D’Ascanio si è fermato a salutare la gente. A Colletorto invece un comizio di piazza con i candidati di collegio.
Un discorso dal palco per ricordare tutto quello che alla comunità è stato ingiustamente sottratto, in particolare i fondi dell’articolo 15. “Il governo Iorio - ha accusato il candidato dell’Unione - doveva evitare di creare forme di distribuzione così irresponsabili. Iorio avrebbe dovuto dirvi, quando è stato qui assieme alla sua corte celeste, il motivo per cui continua ancora a mantenere due cariche, quella di Presidente della Regione e di neo-senatori, incompatibili per Costituzione”.
Carico dunque l’accento sui 40mila euro di doppio dispendio mensile recepito oggi dal ‘governatore-senatore’: “questo non è consentito a nessuno. La Carta parla chiaro, va applicata non interpretata”. Con uno sguardo allo schieramento di centrosinistra “unito e coeso”, D’Ascanio ha attaccato anche le liste ‘civetta’ della Casa delle libertà: la risultante di cordate di interessi costruite con l’utilizzo spregiudicato delle risorse pubbliche.
“Una lista è quella dell’art. 15, la seconda delle consulenze, la terza del farro, del buco nero di Trivento”. “Noi vogliamo impostare un progetto, sulla scia di quanto fatto dal centrosinistra, che faccia di questi territori il punto di partenza di uno nuovo sviluppo possibile per rimettere in gioco i settori tradizionali di queste terre: l’agricoltura, l’artigianato. Le risorse umane con i giovani laureati che spesso non trovano lavoro. E la Provincia sarà l’ente per dialogare e concertare”. (Quotidiano del Molise)

 



 

 

 

 



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