|
Da
San Giuliano di Puglia a Colletorto, il candidato presidente di
centrosinistra alla Provincia di Campobasso, Nicola D’Ascanio, ha girato
tra le strade e i ponteggi di realtà ancora profondamente segnate dal
sisma. Tra le casette di legno del villaggio provvisorio del paese più
segnato dal terribile eventi del 31 ottobre 2002, che sono le uniche
case dei cittadini cui era stata promessa una ricostruzione lampo in due
anni, D’Ascanio si è fermato a salutare la gente. A Colletorto invece un
comizio di piazza con i candidati di collegio.
Un discorso dal palco per ricordare tutto quello che alla comunità è
stato ingiustamente sottratto, in particolare i fondi dell’articolo 15.
“Il governo Iorio - ha accusato il candidato dell’Unione - doveva
evitare di creare forme di distribuzione così irresponsabili. Iorio
avrebbe dovuto dirvi, quando è stato qui assieme alla sua corte celeste,
il motivo per cui continua ancora a mantenere due cariche, quella di
Presidente della Regione e di neo-senatori, incompatibili per
Costituzione”.
Carico dunque l’accento sui 40mila euro di doppio dispendio mensile
recepito oggi dal ‘governatore-senatore’: “questo non è consentito a
nessuno. La Carta parla chiaro, va applicata non interpretata”. Con uno
sguardo allo schieramento di centrosinistra “unito e coeso”, D’Ascanio
ha attaccato anche le liste ‘civetta’ della Casa delle libertà: la
risultante di cordate di interessi costruite con l’utilizzo
spregiudicato delle risorse pubbliche.
“Una lista è quella dell’art. 15, la seconda delle consulenze, la terza
del farro, del buco nero di Trivento”. “Noi vogliamo impostare un
progetto, sulla scia di quanto fatto dal centrosinistra, che faccia di
questi territori il punto di partenza di uno nuovo sviluppo possibile
per rimettere in gioco i settori tradizionali di queste terre:
l’agricoltura, l’artigianato. Le risorse umane con i giovani laureati
che spesso non trovano lavoro. E la Provincia sarà l’ente per dialogare
e concertare”. (Quotidiano del Molise) |