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CAMPOBASSO.
Chiude con “la voglia di fare bene”. Chiude stretto nell’abbraccio del
segretario regionale della Margherita, l’on. Ruta. Chiude in mezzo alle
otto bandiere dell’Unione. Per Nicola D’Ascanio la campagna
elettorale per la presidenza alla Provincia di Campobasso finisce così.
E la Canzone Popolare riecheggia in Piazza Municipio. Ieri sera il
comizio sul palco del capoluogo “in una piazza importante. Perché voi,
elettrici e ed elettori, rappresentate i duecento anni del Contado di
Molise”. È nella cultura e nelle tradizioni che il candidato allo
scranno più alto di Palazzo Magno sa di poter trovare “la grande
occasione di slancio”. E confida con sincerità “nel pronunciamento di
domenica e lunedì perché di nuovo si compirà un passaggio di civiltà”.
Quella civiltà di cui sono state intessute queste ultime settimane.
“Sono tornati finalmente alla ribalta – commenta il sindaco Di Fabio – i
problemi seri della gente. C’è stata una piena partecipazione dei
soggetti in campo”. Ma il percorso non è ancora completo: “Il Paese
cambia – riflette il primo cittadino di Campobasso – se cambiano tutti i
livelli istituzionali. Alla Provincia l’Unione deve vincere al primo
turno”. Soprattutto per porre rimedio ai postumi fallimentari in Italia
e nel Molise del centrodestra. Ora è il ‘senatore–presidente a via Roma
fino allo scorso febbraio’ che incita la piazza. “E’ necessario – carica
Augusto Massa – modificare i rapporti tra gli enti locali e la Regione
che si è dimostrata in questi anni inadeguata non solo ad affrontare le
emergenze di terremoto, alluvione e frane, ma anche a potenziare le aree
di sviluppo”. Frecciate mirate poi al mondo accademico.
“L’Università ha fatto tanto per il Molise, ma non può pensare di
attingere al fondo sanitario regionale per coprire le spese della
facoltà di medicina. Dobbiamo puntare alla ricerca e all’innovazione”.
Massa è convinto che “il governo Iorio ha accentrato tutto in mano sua.
Cambiamo rotta, perché c’è democrazia compiuta solo se c’è
partecipazione reale”. Quella su cui ha lavorato proprio Nicola
D’Ascanio. “Abbiamo parlato con la gente – ricorda dal palco – abbiamo
ascoltato tutte le esigenze. Con un progetto di alto profilo. Noi
abbiamo incluso, non certo escluso i cittadini. Pensiamo di coniugare la
Provincia con politiche aggiornate puntando sui nostri beni”. E
riempiono la piazza le parole acqua, ambiente, agricoltura, turismo e
innovazione. Sono i lemmi di un linguaggio forte “che non si trascina
dietro i fantasmi della Cdl. Dell’operato del centrodestra che registra
mille ritardi. Iorio e Fusco hanno calpestato ogni forma di dialogo.
Oggi guardano al ballottaggio perché sanno di perdere, nonostante le
loro cinque liste civetta”. Nicola D’Ascanio denuncia clientele,
consulenze, persone reclutate con gli strumenti di un potere autocratico
e illiberale. L’Unione segue un’altra via con una grande fortuna. “Massa
ha amministrato bene questo ente, nonostante Berlusconi al governo del
Paese e Iorio a quello della Regione. Noi abbiamo una fortuna enorme:
Berlusconi oggi è a casa”. E a ottobre a casa andrà per il candidato
presidente di via Roma e per tutti i segretari regionali dello
schieramento “anche la Cdl molisana con tutti i suoi buchi neri: sanità
a Termoli, farro a Trivento, ‘piedi d’argilla’ a Venafro”.
L’eco si diffonde e forse arriva anche a Montenero dove la candidata
della Casa delle libertà, Angiolina Fusco Perrella, ha scelto di
chiudere la sua campagna elettorale. Assieme a lei i vertici del
centrodestra molisano. Ma la Provincia di Campobasso, ossia i due terzi
del Molise per popolazione e territorio, per l’Unione è un passaggio
obbligato. “Siamo persone per bene, candidati scesi in campo per
interessi sociali e politici. Tutti con la voglia di fare bene”.
(Quotidiano del Molise)
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