Santa Croce di Magliano, mercoledì 31 maggio 2006

     

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elezioni provinciali 2006


Provincia, l’Unione ‘tira’ nel cratere


A Colletorto rispettati gli accordi elettorali: Fausto Tosto (Nuova Dc) raccoglie in paese 531 preferenze

Santa Croce si conferma fortino del centrosinistra. Pistilli (Laboratorio Molise) sbanca a San Giuliano

 

SANTA CROCE DI MAGLIANO. Provinciali: i candidati alla carica di consigliere, calcolatrice alla mano, fanno i primi conti per verificare la possibile elezione tra gli scranni di Palazzo Magno. Santa Croce di Magliano si conferma roccaforte del centrosinistra. Nonostante i nove candidati ‘in loco’ il consigliere uscente Vincenzo Mascia (Ds) si aggiudica 690 preferenze. A seguirlo c’è Rosati dell’Italia dei Valori che s’impone con 423 voti. Ottimo il riscontro per l’ex sindaco Salvatore Mascia (Comunisti Italiani) che intasca 365 preferenze. Antonio Mancini conferma il bacino della Margherita (258) mentre Michele Pangia (Socialisti del Molise) strappa 156 consensi. Nel centrodestra Fabrizio Florio (An) acciuffa 382 voti e Carlo Rosati (Nuova Dc) 186. Emilio Celeste (Fi) sfiora le cento preferenze.
Ha funzionato l’accordo dell’amministrazione comunale di Colletorto. Il centrodestra ha rispettato le intese. Fausto Tosto, candidato della Nuova Dc, ha raccolto ben 531 preferenze nelle tre sezioni e adesso incrocia le dita. Sorprendente però il risultato dei Democratici di Sinistra: 353 i consensi per Enzo d’Onofrio. In calo invece Pasquale Pizzuto, 269 i voti assegnati ai Socialisti del Molise. Bene Pinuccio Pistilli (76). Il candidato di Laboratorio Molise ha invece letteralmente ‘sfondato’ nella sua San Giuliano di Puglia: 341 i voti raccolti. Solo 36 le preferenze per Umberto Persichillo del Gipm (32 a Colletorto). L’Italia dei Valori (partito dell’onorevole Giuseppe Astore) ha registrato esigui consensi nei due Comuni probabilmente a causa del candidato ‘esterno’, Michelangelo Falcone di Sant’Elia a Pianisi.
Bonefro conferma il suo amore per il centrosinistra. Netto però il calo dei votanti (circa 200 in meno); voti che, per la maggior parte, sarebbero andati con ogni probabilità a Nicola D’Ascanio. Contano i candidati locali. Matteo Colombo (Rifondazione) intasca 147 preferenze, mentre Mauro Di Memmo (Socialisti del Molise) ne prende 121. Nel centrodestra risultato a dir poco sorprendente per Nicolino Buscio: 229 ‘x’ lo fanno salire sul gradino più alto del ‘podio’ locale.
A Casacalenda la Cdl non si fa superare per una manciata di voti dall’Unione. Roberto Petti (Aenne) raccoglie 403 voti, Natalino Boffa (Udc) 173 e la dinamica Lorella Mantua 80. Paolo Miozza fa bella figura coi Comunisti Italiani (293) e Piero Tozzi (Udeur) non sfigura con le sue 135 preferenze. Un plebiscito per Michele Frenza (Margherita) a Ripabottoni e Morrone del Sannio. Il sindaco di Montorio nei Frentani, Paolo Carfagnini (Idv), sfonda nel suo paese ma va bene anche negli altri centri del collegio di Casacalenda dove i Ds vengono premiati solo a Castellino del Biferno (correva Michele Petrucci). Sempre a Castellino Eleuterio Persichillo sale in poppa (Progetto Molise) con 208 consensi, Gli occhi degli aspiranti consiglieri sono ora tutti puntati verso i risultati finali, le percentuali di riparto e il meccanismo dei seggi. (Quotidiano del Molise, 30 maggio 2006)


SANTA CROCE DI MAGLIANO. Oltre il danno, la beffa. Il cratere sismico non avrà nessun rappresentante a Palazzo Magno. Eccetto Larino (Franco Rainone eletto coi Socialisti del Molise) l’area più colpita dal terremoto del 2002 non potrà contare su un solo consigliere provinciale di zona. Nei collegi di Santa Croce di Magliano, Colletorto e Casacalenda, che inglobano un territorio abbastanza vasto e ferito dalla calamità, nemmeno un candidato ha raggiunto il quorum necessario per sedere in Consiglio provinciale. Né tra gli scranni della maggioranza, né tra quelli della minoranza. Un risultato a dir poco ‘scandaloso’ per un’area che sta attraversando una difficilissima crisi economica e sociale e che, pertanto, aveva bisogno di almeno un consigliere eletto. Così non è stato, tant’è che nei Comuni terremotati sono già iniziati i processi ‘politici’ per chi doveva candidarsi e chi ‘non doveva farlo’.
Tra i fattori che hanno contribuito alla mancata elezione dei rappresentanti rientra senza ombra di dubbio l’emorragia di candidati nei centri più grandi, ad esempio Santa Croce di Magliano, ma pure il calo dei votanti e l’appiattimento delle preferenze che non hanno visto dei veri e propri ‘picchi’ nei risultati. Nessuno si è avvicinato ai mille voti.
Nel collegio di Santa Croce di Magliano l’elezione di Vincenzo Mascia (Ds) appariva quasi scontata ma, dati i nove candidati del posto, il calo dei consensi a Ururi e alla stratificazione del voto tra i partiti medi il consigliere uscente non ce l’ha fatta. Discorso simile per Michele Pangia (Socialisti del Molise), al quale il plebiscito di Rotello non è bastato a riconfermarlo. Così, niente da fare per Salvatore Mascia (Comunisti Italiani) e per gli altri candidati. L’Italia dei Valori si è comunque confermata una forza politica in netta crescita.
Nel collegio di Colletorto Fausto Tosto quasi non credeva ai propri occhi quando si è visto strappare il seggio (dato per sicuro) dal candidato della Nuova Dc in corsa nel raggruppamento di Castelmauro. L’ottimo riscontro elettorale non è stato sufficiente a dargli ragione per un clamoroso 0,4% in meno. A strappare schede preziose a Tosto hanno però contribuito, probabilmente, Progetto Molise, Gipm, Nuovo Psi e in parte gli elettori di Giuseppe Pistilli. Con una ventina di voti in più il ‘fedelissimo’ dell’assessore regionale Antonio Chieffo sarebbe diventato consigliere e oggi rappresenterebbe, nella minoranza, il cratere sismico.
La carta giocata a San Giuliano di Puglia da Laboratorio Molise ha invece funzionato anche senza la possibile elezione. Per Pistilli che aveva parlato quasi di un esperimento elettorale nel modo di’ fare politica’ si è trattato di un indubbio successo, dati i circa 446 voti raccolti in totale e la fiducia accordatagli in paese. Niente da fare per gli altri candidati del collegio che pure hanno raccolto congrui consensi. Perfino il consigliere uscente della Margherita, Michele Petrecca, si è dovuto arrendere al famigerato meccanismo elettorale nonostante i 706 voti. Tanta amarezza anche per l’altro consigliere uscente Dielle, Michele Frenza. Primo eletto nel collegio di Casacalenda dovrà ‘accontentarsi’ della vittoria alle comunali poiché il voto della Margherita si è ‘spostato’ su Campobasso. Il sindaco di Montorio nei Frentani, Paolo Carfagnini, ha sbancato con l’Idv in paese ma non è riuscito a raggiungere il quorum necessario. Buona l’affermazione per Roberto Petti nella fila di Aenne e di Paolo Miozza coi Comunisti Italiani. Poteva andare meglio per Lorella Mantua (Forza Italia). Tuttavia, all’indomani delle elezioni provinciali, fare i conti non basta. Nella maggior parte dei casi è mancata la ‘mentalità’ per l’elezione. Invece che proporre pochi candidati ‘forti’, magari uno a destra e uno a sinistra, ognuno (con le rispettive ragioni) è andato per la sua strada o ha accettato la candidatura imposta dal partito. Ognuno ha tirato l’acqua al suo mulino, nessuno è stato eletto. (Quotidiano del Molise, 31 maggio 2006)

 



 

 

 

 



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