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SANTA
CROCE DI MAGLIANO. Oltre il danno, la beffa. Il cratere sismico non
avrà nessun rappresentante a Palazzo Magno. Eccetto Larino (Franco
Rainone eletto coi Socialisti del Molise) l’area più colpita dal
terremoto del 2002 non potrà contare su un solo consigliere provinciale
di zona. Nei collegi di Santa Croce di Magliano, Colletorto e
Casacalenda, che inglobano un territorio abbastanza vasto e ferito dalla
calamità, nemmeno un candidato ha raggiunto il quorum necessario per
sedere in Consiglio provinciale. Né tra gli scranni della maggioranza,
né tra quelli della minoranza. Un risultato a dir poco ‘scandaloso’ per
un’area che sta attraversando una difficilissima crisi economica e
sociale e che, pertanto, aveva bisogno di almeno un consigliere eletto.
Così non è stato, tant’è che nei Comuni terremotati sono già iniziati i
processi ‘politici’ per chi doveva candidarsi e chi ‘non doveva farlo’.
Tra i fattori che hanno contribuito alla mancata elezione dei
rappresentanti rientra senza ombra di dubbio l’emorragia di candidati
nei centri più grandi, ad esempio Santa Croce di Magliano, ma pure il
calo dei votanti e l’appiattimento delle preferenze che non hanno visto
dei veri e propri ‘picchi’ nei risultati. Nessuno si è avvicinato ai
mille voti.
Nel collegio di Santa Croce di Magliano l’elezione di Vincenzo Mascia
(Ds) appariva quasi scontata ma, dati i nove candidati del posto, il
calo dei consensi a Ururi e alla stratificazione del voto tra i partiti
medi il consigliere uscente non ce l’ha fatta. Discorso simile per
Michele Pangia (Socialisti del Molise), al quale il plebiscito di
Rotello non è bastato a riconfermarlo. Così, niente da fare per
Salvatore Mascia (Comunisti Italiani) e per gli altri candidati.
L’Italia dei Valori si è comunque confermata una forza politica in netta
crescita.
Nel collegio di Colletorto Fausto Tosto quasi non credeva ai propri
occhi quando si è visto strappare il seggio (dato per sicuro) dal
candidato della Nuova Dc in corsa nel raggruppamento di Castelmauro.
L’ottimo riscontro elettorale non è stato sufficiente a dargli ragione
per un clamoroso 0,4% in meno. A strappare schede preziose a Tosto hanno
però contribuito, probabilmente, Progetto Molise, Gipm, Nuovo Psi e in
parte gli elettori di Giuseppe Pistilli. Con una ventina di voti in più
il ‘fedelissimo’ dell’assessore regionale Antonio Chieffo sarebbe
diventato consigliere e oggi rappresenterebbe, nella minoranza, il
cratere sismico.
La carta giocata a San Giuliano di Puglia da Laboratorio Molise ha
invece funzionato anche senza la possibile elezione. Per Pistilli che
aveva parlato quasi di un esperimento elettorale nel modo di’ fare
politica’ si è trattato di un indubbio successo, dati i circa 446 voti
raccolti in totale e la fiducia accordatagli in paese. Niente da fare
per gli altri candidati del collegio che pure hanno raccolto congrui
consensi. Perfino il consigliere uscente della Margherita, Michele
Petrecca, si è dovuto arrendere al famigerato meccanismo elettorale
nonostante i 706 voti. Tanta amarezza anche per l’altro consigliere
uscente Dielle, Michele Frenza. Primo eletto nel collegio di Casacalenda
dovrà ‘accontentarsi’ della vittoria alle comunali poiché il voto della
Margherita si è ‘spostato’ su Campobasso. Il sindaco di Montorio nei
Frentani, Paolo Carfagnini, ha sbancato con l’Idv in paese ma non è
riuscito a raggiungere il quorum necessario. Buona l’affermazione per
Roberto Petti nella fila di Aenne e di Paolo Miozza coi Comunisti
Italiani. Poteva andare meglio per Lorella Mantua (Forza Italia).
Tuttavia, all’indomani delle elezioni provinciali, fare i conti non
basta. Nella maggior parte dei casi è mancata la ‘mentalità’ per
l’elezione. Invece che proporre pochi candidati ‘forti’, magari uno a
destra e uno a sinistra, ognuno (con le rispettive ragioni) è andato per
la sua strada o ha accettato la candidatura imposta dal partito. Ognuno
ha tirato l’acqua al suo mulino, nessuno è stato eletto. (Quotidiano del
Molise, 31 maggio 2006) |