Santa Croce di Magliano, mercoledì 08 marzo 2006

     

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elezioni politiche 2006


Elezioni: ecco i candidati in Molise


Sono ufficiali tutte le candidature alle politiche nel Molise. Alla Camera sono in corsa 45 candidati (di cui solo 4 donne) per 15 liste. Meno affollata la corsa al Senato con la metà rispetto alla Camera con 24 candidati (7 sono donne) e 12 liste. Confermate le indiscrezioni della vigilia con qualche piccola sorpresa. Come quella dei grandi esclusi, di qualche lista "tatticamente" non presentata e di pochi candidati sbucati all'ultimo momento. Alle 20 di lunedì 6 marzo è scaduto il termine per presentare in tribunale tutti i documenti.

Alla Camera tre candidati locali - Due di Santa Croce di Magliano, uno di San Giuliano di Puglia.
Sono tre i candidati ‘nostrani’ alle elezioni politiche del 9 e 10 aprile. Tutti in corsa alla Camera dei deputati dietro i leader nazionali al secondo o terzo posto degli schieramenti. Il coordinatore regionale dell’Italia dei Valori , ex assessore regionale alla Sanità e in passato sindaco di San Giuliano di Puglia Giuseppe Astore scende in campo dietro il testa di lista Antonio Di Pietro per un seggio a palazzo Madama.
L’assessore provinciale alla Cultura uscente, Enzo Rosati di Santa Croce ed esponente regionale del partito, è schierato nella lista dei Comunisti Italiani dietro il leader nazionale Oliviero Diliberto e il segretario molisano Nicola Macoretta. Segue invece l’ex ministro Paolo Cirino Pomicino nella neonata Democrazia Cristiana (partito dell’assessore regionale Antonio Chieffo) l’avvocato santacrocese Franco Mancini che in passato ha rivestito incarichi a livello regionale e provinciale. Per gli scranni di Montecitorio non compaiono nelle candidature presentate nomi del territorio. La campagna entra ora nel vivo per raccogliere il più alto numero di consensi. La nuova legge proporzionale ha aperto le porte anche ai partiti più piccoli e il calcolo decisivo degli scarti potrebbe riservare più di qualche sorpresa. (Quotidiano del Molise)

 

 

(Quotidiano del Molise)

 

RASSEGNA STAMPA

[AltroMolise.it] Cominciamo dai grandi esclusi che sono almeno tre. Il primo, quello "trombato" dopo che gli avevano fatto credere fino all'ultimo che sarebbe stato in lista - come aveva dichiarato proprio ieri il coordinatore regionale del suo partito ad un giornale - è Riccardo Tamburro di Forza Italia. Per lui circa un anno a Montecitorio, "ripescato" dopo le note vicende che hanno riguardato la decadenza di Iorio da deputato e il recupero di un seggio tra i migliori perdenti.
Tamburro era stato infatti un perdente, battuto nettamente nel collegio uninominale di Campobasso da Roberto Ruta. Ma a fare il deputato ci aveva preso gusto ed aveva anche cercato di farsi notare con alcune iniziative. Pensava insomma almeno di trovare un posto in lista. E invece è stato abbandonato a se stesso. Iorio è riuscito a salvare la sua candidatura, ha recuperato per i capelli quella di De Matteis - che però difficilmente riuscirà ad entrare a Montecitorio - ed ha "mollato" il povero Tamburro. La più clamorosa esclusione è quella di Remo Di Giandomenico, "affondato" dall'inchiesta "Black hole", nell'ambito della quale i magistrati della Procura di Larino hanno chiesto alla Camera il suo arresto.
a Camera ha negato l'autorizzazione, ma non è escluso che il provvedimento di arresto possa tornare in auge dopo il 9 aprile, quando Di Giandomenico, non ricandidato e quindi non rieletto, non sarà più deputato e non potrà contare più sull'immunità parlamentare. L'Udc, di fronte a quanto accaduto e soprattutto dopo il clamore provocato dalla vicenda giudiziaria che ha coinvolto lui e la moglie, non se l'è sentita di ricandidarlo.
e indiscrezioni lo vorrebbero ricandidato a sindaco di Termoli con una propria lista per cercare di "rompere" gli equilibri interni alla Casa delle Libertà. Giudici permettendo, naturalmente... Il terzo grande escluso è l'on. Eugenio Riccio di An. Dopo 12 anni di mandato ininterrotto a Montecitorio, dove per la verità non ha lasciato grossi segni, il suo partito non ha preso nemmeno lontanamente in considerazione l'eventualità di una sua ricandidatura.
Una bocciatura clamorosa, anche perché Riccio è attualmente uno dei dirigenti di primo piano di An, ricoprendo l'incarico di segretario provinciale di Isernia. Una caduta rovinosa, quella del deputato venafrano, culminato con la clamorosa bocciatura che ha subito nella sua città, a Venafro, in occasione delle ultime elezioni comunali quando ha sostenuto a spada tratta la candidatura del figlio nella lista guidata dal suo compagno di partito, Enzo Bianchi.
Il "rampollo" non è riuscito ad essere eletto, ottenendo poco più di un centinaio di preferenze, lontanissimo anche dai primi non eletti della lista. Non si sa se questa esclusione sancisca la definitiva uscita di scena di Riccio oppure se il parlamentare di An non possa rispuntare in qualche altro partito o in qualche altra elezione. A novembre si vota per le regionali e nella prossima primavera si voterà per eleggere il sindaco di Venafro e - in caso di elezione alla Regione di Raffaele Mauro, che sarà candidato con An - il presidente della Provincia di Isernia. Staremo a vedere. L'altra grande esclusa, la senatrice uscente Cinzia Dato della Margherita, da tempo ha optato per un collegio siciliano. Una notizia che l'Ulivo aveva ufficializzato già da alcuni giorni.
La sorpresa dell'ultimo minuto riguarda invece la candidatura alla Camera nell'Udc di Tonino Martino, avvocato campobassano, già consigliere regionale della Dc, già leader del Partito Popolare Progressista di Ispirazione Cristiana, già commissario dello Iacp di Campobasso (incarico dal quale si è dovuto dimettere in quanto indagato dai magistrati del capoluogo per alcuni reati, procedimento ancora in corso).
Confermata anche la mancata presentazione di alcune liste. L'Udeur non correrà al Senato. Secondo indiscrezioni la scelta sarebbe stata motivata dal tentativo di danneggiare Michele Iorio per consentire all'elettorato dell'Udeur di votare per Di Sandro. Probabilmente, però, i vertici del partito di Mastella sono stati costretti a rimanere alla finestra per non creare spaccature interne, visto che una parte dell'elettorato dell'Udeur molisano, ad esempio nella zona di Sesto Campano, è pronto a sostenere al Senato Michele Iorio. Per i motivi opposti non è stata presentata la candidatura della Nuova Dc-Nuovo Psi che intende in questo modo dirottare i propri voti su Michele Iorio.

In corsa anche alcune liste "minori": la Fiamma Tricolore, quella della Mussolini e quella dei Pensionati, alleate con il centrodestra. Presentata anche la lista della Lega Nord.


In gara per cinque posti a Roma. Assenti, sorprese e diktat Berlusconi impone il ministro La Loggia per la Camera, Iorio rischia al Senato: Forza Italia in rivolta. Di Giandomenico fuori gioco, An e Udc sperano nel ‘colpaccio’, Ds e Margherita monopolizzano il centrosinistra. Ecco le liste dei candidati in Molise per le elezioni del 9 e 10 aprile.

di Daniela Fiorilli    www.primonumero.it

Il terremoto c’è stato. Perché alle 20 di lunedì 6 marzo, ora di chiusura della presentazione delle liste elettorali per le Politiche del 9 e 10 aprile, il Molise che si prepara ufficialmente alla campagna elettorale è molto diverso da quello che si poteva immaginare fino a poche settimane fa. L’Udc e An – ai ferri cortissimi fino a gennaio – ora sono alleati per contendere a Forza Italia un seggio al Senato; Remo Di Giandomenico è fuori dai giochi delle candidature; Forza Italia, che in teoria doveva mandare a Roma la più consistente rappresentanza di onorevoli molisani, rischia invece di non mandarne nemmeno uno per far posto a un ministro uscente imposto da Berlusconi.

Un po’ di fantapolitica aiuta a capire. Infatti, se dovessero essere presi per buoni i risultati delle Europee 2004 (le ultime elezioni “generali” che hanno coinvolto anche il Molise) dalla Regione partirebbero per il Parlamento i seguenti uomini politici: Augusto Massa (Ds) e Filoteo Di Sandro (An) al Senato; Enrico La Loggia (ministro uscente di Forza Italia, che non ha trovato posto nella sua Sicilia) e Roberto Ruta (Margherita) alla Camera. Con l’incognita del terzo posto per Montecitorio da scegliere (sulla base di complicatissimi calcoli che sarà possibile fare solo dopo il 10 aprile) fra: Candido Paglione (Ds), Antonio Di Pietro (Italia dei Valori), Silvano Moffa (An, ex presidente della Provincia di Roma), e Aldo Patriciello (Udc). La cosa che più colpisce è che dei sei parlamentari molisani uscenti, solo Roberto Ruta verrebbe riconfermato. L’altro fatto clamoroso è l’assenza – nell’elenco dei possibili eletti – di Michele Iorio e Remo Di Giandomenico, considerati fino a poche settimane fa i più potenti e i più intoccabili fra i politici del territorio. Ma è, appunto, fantapolitica. Anche se qualcosa di vero c’è.

E’ vero, per esempio, che alla fine Remo Di Giandomenico non ha trovato un posto in lista. La conferma ufficiale è arrivata alle 20 di lunedì sera, alla chiusura della presentazione delle liste. Il suo nome non figura fra i candidati dell’Udc né in Molise né in altre Regioni, malgrado a gennaio fosse stato lo stesso Casini a invocare ufficialmente una sua candidatura. L’ex sindaco di Termoli per ora preferisce non dare spiegazioni. O meglio, quella che dà è tanto laconica quanto inequivocabile: «Non mi occupo più di politica». Il suo partito, dunque, l’ha lasciato solo. Di Giandomenico avrebbe voluto candidarsi al Senato, ma l’Udc in Regione non ha fatto una lista sua per Palazzo Madama: correrà sotto il segno di Alleanza Nazionale accontentandosi di presentare un suo uomo – il segretario regionale Teresio Di Pietro – al secondo posto in lista dopo l’assessore di An, Filoteo Di Sandro. Alla Camera dei Deputati difficilmente lo Scudocrociato riuscirà a conquistare uno dei seggi a disposizione del Molise, ma anche se ci dovesse riuscire, per l’ex sindaco non c’è posto: in cima alla lista dei tre candidati c’è infatti Pier Ferdinando Casini, seguito da Aldo Patriciello. C’era un terzo posto disponibile e qualcuno pensava che alla fine sarebbe stato assegnato proprio a Di Giandomenico se non altro per salvare le apparenze. Invece no: al terzo posto nella lista dell’Udc per la Camera è stato scritto il nome di Tonino Martino, commissario dello Iacp di Campobasso.

Michele Iorio, massimo esponente locale di Forza Italia, voleva un posto al Senato. E infatti il suo partito l’ha messo a capo della lista azzurra per Palazzo Madama seguito dal suo ex nemico Gino Di Bartolomeo, passato per l’occasione dall’Udeur al centrodestra. Il problema, per Iorio è che quella che sembrava fino a pochi giorni fa una elezione sicura, adesso lo è un po’ meno. Con una mossa a sopresa Udc e An hanno deciso di coalizzarsi, nel senso che l’Udc appoggerà ufficialmente la lista di An capeggiata da Filoteo Di Sandro. Alle ultime elezioni (Europee 2004, Regionali 2001 e Politiche 2001) la somma dei voti di Udc e An è sempre stata maggiore dei voti raccolti da Forza Italia. Certo, in politica quasi mai uno più uno fa due, e non è detto che l’accordo fra An e Udc porti automaticamente alla somma dei loro voti. Ma Di Sandro - a questo punto – può ragionevolmente sperare di aggiudicarsi il seggio molisano per il Senato a disposizione del centrodestra, a scapito proprio di Iorio.

Per Forza Italia sarebbe una batosta terribile, visto anche quel che è accaduto nella compilazione della lista per la Camera. Al primo posto c’è Berlusconi, e questo era scontato (il Cavaliere comunque opterà quasi certamente per il seggio che andrà a conquistare a Milano). Al secondo posto doveva esserci un uomo molisano del partito, e cioè l’assessore Rosario De Matteis. Ma all’ultimo momento da Roma è arrivato il diktat: «Dopo Berlusconi dev’esserci La Loggia». Ministro uscente, siciliano che con il Molise non ha praticamente nulla da spartire, La Loggia a dire il vero è candidato anche in Trentino, ma ha già fatto intendere che in caso di elezione in entrambe le regioni opterà per il seggio molisano, uccidendo le speranze di De Matteis e dei vertici regionali del partito azzurro che contavano di mandare un loro rappresentante a Montecitorio in caso di conquista del seggio (conquista probabile, visto che An e Udc alla Camera si presentano ognuno per conto suo).

Uno sgarbo, quello fatto da Berlusconi ai suoi uomini molisani, che ha già sollevato malumori evidenti tra gli iscritti. Prima conseguenza: il coordinatore provinciale di Campobasso di Forza Italia Eduardo Falcione ha lasciato l’incarico per protesta dichiarata contro il nome di Di Bartolomeo alle spalle del presidente. E si parla anche di altre defezioni. Uno sgarbo che potrebbe costare caro agli azzurri: alle ultime elezioni (Europee 2004) Forza Italia raccolse il 18,1 per cento, contro il 15,2 di An e il 15 per cento dell’Udc, quindi appena il 3 per cento in più dei rivali interni alla coalizione. Questa ferita al territorio potrebbe indurre molti sostenitori del Cavaliere a spostare il loro voto su qualche altro partito del centrodestra, per cui i rappresentanti di An e Udc qualche speranza di successo la coltivano. Gianfranco Fini sarà il capolista di Alleanza Nazionale (anche se la sua è, in Molise, una candidatura di facciata); dopo di lui c’è un altro forestiero, il laziale Silvano Moffa; al terzo posto Giovancarmine Mancini. Pier Ferdinando Casini guiderà la lista dell’Udc (anche la sua è una presenza “acchiappavoti”) per lasciare il posto - in caso di elezione – al secondo, cioè Aldo Patriciello. Il quale, - c’è da scommettere – si darà molto da fare per consentire al suo partito di raggiungere e magari superarre quello di Michele Iorio.

Per il resto, nel centrodestra dei partiti minori l’unica novità rispetto alle voci e alle dichiarazioni ufficiali dei giorni scorsi, è che Vittorio Sgarbi non sarà più capolista dell’alleanza fra Lega Nord e il Movimento Autonomista siciliano di Raffaele Lombardo. Il critico d’arte in quattro e quattr’otto ha cambiato idea e ha deciso di candidarsi, in un’altra regione, con il Codacons schierato col centrosinistra. Questo sino alle 19.59 di lunedì 6 marzo, ma in un minuto Sgarbi può ricambiare idea anche due volte.

Meno sorprese nel centrosinistra, dove tutto è andato secondo le previsioni. Lista unica di Ds e Margherita sia al Senato che alla Camera con un Ds, Augusto Massa, capolista per Palazzo Madama con altissime probabilità di elezione, e Roberto Ruta (Margherita) numero due del listino per la Camera dopo Romano Prodi che, comunque, sicuramente non opterà per il seggio molisano. Alle spalle di Massa ci sarà Maria Teresa D’Achille (Margherita) che fra qualche mese potrebbe finire al Senato se l’ex presidente della Provincia di Campobasso dovesse tentare – come si vocifera – la scalata alla presidenza della Regione Molise. Alla Camera, dietro Ruta, il diessino Candido Paglione le cui speranze sono invece legate all’eventualità che il terzo seggio molisano per la Camera finisca al centrosinistra (oggi è impossibile stabilirlo) e che l’Ulivo abbia più del doppio dei voti del secondo partito della coalizione (Italia dei Valori o Rifondazione Comunista, secondo le previsioni basate sulle ultime elezioni).

Al terzo seggio della Camera, comunque, aspirano in tanti. A cominciare proprio da Antonio Di Pietro (capolista dell’Italia dei Valori, seguito dal fedelissimo Giuseppe Astore) per passare agli esponenti del centrodestra che – nel caso il loro schieramento dovesse aggiudicarsi il seggio ballerino – devono far di tutto per fare in modo che il loro partito non arrivi terzo nella battaglia intestina fra Udc, An e Forza Italia.

Infine, i nomi degli altri big della politica italiana che (oltre a Prodi, Fini, Casini e Berlusconi) metteranno comunque il loro nome nelle liste molisane per cercare di mettere a frutto la loro popolarità e portare a casa un po’ di voti: Bertinotti e Folena per Rifondazione Comunista, Marco Pannella per la Rosa nel Pugno (al Senato), Pecoraro Scanio per i Verdi, Diliberto per i Comunisti Italiani.

 


 


 

 

 

 



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