Santa Croce di Magliano, giovedì 09 novembre 2006

     

    Imposta come pagina iniziale  Aggiungi ai preferiti  Segnala ad un amico  Stampa  Translate in English

regionali << 1/15 novembre << 2006 << home

 

 

ELEZIONI REGIONALI 2006


Elezioni Regionali 2006: i commenti dei candidati del "cratere"


 

 

 

 

 

 

 

Regionali: i commenti

I commenti a caldo. Delusi Enzo Rosati (PdCI), Santoianni (Idv) e Francesco Rosati (Rifondazione). Chieffo: rispetto la volontà degli elettori.
L’ex sindaco di Rotello, Michele Pangia: farò un’opposizione chiara impegnandomi per la gente.

A poche ore dai dati definitivi diffusi dal ministero dell’Interno, abbiamo raccolto i commenti dei candidati locali. E come in ogni campagna elettorale che si rispetti, nei vari Comuni c’è inevitabilmente chi ride e chi piange.
Molto soddisfatto del risultato regionale, un pò dispiaciuto per quello locale Antonio Chieffo (Nuova Dc): “Rispetto sempre la volontà degli elettori, credo di aver lavorato tanto, molti non sanno qual è stato l’impegno, non conoscono l’attività e non riusciranno a vederla... Comunque sono un uomo di quell’area, continuo a lavorare nell’interesse del Molise e in particolare di un’area che ne ha ancora bisogno. E adesso mi farà piacere se senza condizionamenti elettorali, la gente potrà seguire e sapere che cosa si sta facendo, che cosa si è fatto. L’apprezzamento mi affranca una volta per tutte. I miei paesani e gli altri devono sapere che l’apprezzamento è generale. Il mio ringraziamento va anche a chi pur non avendomi votato nutre stima per me”.
Sorride Nico Romagnuolo, sindaco di Casacalenda, secondo classificato nelle liste di Progetto Molise: “Sono contentissimo per il risultato regionale. Al di là dei riferimenti nazionali con la Finanziaria, la vittoria della Cdl dimostra che Michele Iorio ha lavorato molto bene soprattutto nella zona del cratere. Il governo regionale è stato premiato e c’è stata una bocciatura sonora ai ciarlatani che hanno sollevato solo tempeste e strumentalizzazioni anziché pensare ai cittadini e a farli rientrare nelle loro case. Per questo sono stati puniti e ciò mi fa piacere. Personalmente, sono oltremodo contento per il successo avuto a Casacalenda e anche per i voti ottenuti nella Provincia di Campobasso, in totale 1136. Ho fiducia nel futuro e nel nuovo governo regionale. Porgo inoltre un augurio fraterno a Salvatore Muccilli”.
Contento a metà Pasquale Marino, sindaco di Santa Croce di Magliano, in corsa al maggioritario e al proporzionale con i Diesse: “Per noi c’è amarezza, c’è delusione, soprattutto del risultato avuto nel Basso Molise. Francamente immaginavamo altri scenari. Iorio ha vinto per la capacità della destra di spostare l’attenzione dai problemi reali del Molise a quelli nazionali della Finanziaria. Il centrosinistra non ha fatto capire agli elettori che si è votato per il Molise e non per il Governo nazionale. A livello comunale sono stato il primo ‘eletto’, il partito che rappresento ha preso più del doppio dei voti del secondo partito, e’ una conferma sul territorio. Sono relativamente soddisfatto, poiché la mia era una competizione un po’ particolare. Correndo al maggioritario e al proporzionale non c’è stata tutta quella verve necessaria che normalmente ci si mette. Rispetto alle regionali del 2001 siamo cresciuti da 1640 ai 1930 andando controcorrente rispetto al dato regionale”.
Deluso senza mezzi termini l’ex assessore provinciale Enzo Rosati, in quota coi Comunisti Italiani: “Con queste percentuali c’è poco da commentare. La situazione generale è
grave, la gente ha poche certezze e forse ha preferito la continuità. A Santa Croce c’è stata una polverizzazione dei voti di lista, hanno votato 98 candidati! La colpa va sempre data alla politica, non ai cittadini. Credo che le famiglie si siano anche un po’ divise. Il centrosinistra ha forse concentrato troppo le candidature e ciò non ha tirato più di tanto. A Santa Croce il centrosinistra è cresciuto, ma sono quelle cose che non servono a niente. La guerra tra poveri non porta risultati.
Molto sfiduciato Francesco Rosati, candidato di Rifondazione Comunista: “Purtroppo la delusione è forte perché mi aspettavo molto di più a Santa Croce, rischiavo di prendere più voti fuori che in paese. Faremo una valutazione sul risultato. Se la gente avesse dato più fiducia almeno ai locali, sarebbe potuto essere l’anno buono. Peccato”.
Si rammarica l’ex sindaco di Bonefro, Luigi Santoianni, che ha giocato la carta dell’Italia dei Valori: “Il risultato regionale è eloquente visto uno scarto di quel tipo. A livello personale è mancato qualcosa, sono state forse sottovalutate le difficoltà delle elezioni regionali. Sono molto soddisfatto e riconoscente per il risultato di Bonefro. Sono invece sorpreso negativamente in qualche Comune del cratere, e deluso per Campobasso e Termoli”.
L’ex sindaco di Rotello, Michele Pangia ‘festeggia’ solo sulla base locale l’elezione a Palazzo Moffa tra le fila dello Sdi: “A livello regionale speravamo in una vittoria del centrosinistra anche se le condizioni erano oggettivamente difficili. Ha inciso la mancata e precisa comunicazione degli aspetti della Finanziaria da parte del Governo e quindi l’utilizzo quasi esclusivo i questa proposizione dal centrodestra. Occorreva maggiore chiarezza per rassicurare gli elettori. Candidato presidente e programmi dovevano essere proposti prima. Sono soddisfatto del mio risultato personale, i consensi sono stati distribuiti su tutto il territorio provinciale, in particolare a Rotello, e poi a Colletorto, Santa Croce, Montelongo e Montorio e certamente Termoli per l’elezione. Io e gli altri eletti faremo un’opposizione chiara. Mi impegnerò molto per gli interessi dei molisani e del nostro territorio. Bisogna rivitalizzare il tessuto socio-economico e batterci per ciò che non è stato fatto fino ad oggi”.

di Fabrizio Occhionero

i voti nel "cratere" tra i due candidati presidenti

 

Sconfitta elettorale, comincia il terremoto nella sinistra molisana
La resa dei conti nel centrosinistra molisano comincia da Guglionesi.
E comincia da Rifondazione Comunista.

Oggi l’assessore comunale Giuseppe Aristotile e il consigliere Gianluca Ciliberto hanno comunicato al Segretario cittadino di Rifondazione Comunista e al Presidente del Consiglio comunale le rispettive dimissioni dal partito della Rifondazione Comunista. L’assessore Aristotile e il consigliere Ciliberto hanno rimesso le tessere di appartenenza al partito. La contestazione è forte dentro Rifondazione comunista, dopo il disastro elettorale che più degli altri ha interessato il partito guidato in Molise da Mauro Natalini. Il PRC ha infatti ottenuto il minimo storico e forse riuscirà a far entrare in Consiglio regionale uno suo rappresentante soltanto grazie alle dimissioni da consigliere regionale di Roberto Ruta. Poltrona che andrà al segretario regionale, Mauro Natalini, che già siede su quelle di vicesindaco di Montenero di Bisaccia e di consigliere provinciale. Un uomo-partito a capo di un partito che, secondo i dati elettorali, non esiste praticamente più e che ha subito per la seconda volta, a distanza di pochi mesi, l'onta del sorpasso da parte dei Comunisti Italiani. In primavera il sorpasso aveva riguardato soltanto la provincia di Campobasso, visto che si era votato solo per le provinciali. Ora il sorpasso ha una dimensione regionale. E allora tra coloro che erano stati critici nella fase preparatoria di questa campagna elettorale e che avevano chiesto ai vertici del partito di aprirsi ad un nuovo soggetto politico unitario con la presentazione di una lista unitaria della sinistra radicale ora arriva l'atto d'accusa nei confronti dei vertici di Rifondazione. I due importanti esponenti di Guglionesi che lasciano il partito rappresentano soltanto la prima scossa del terremoto che rischia di travolgere la sinistra molisana. Si parla con insistenza di altre dimissioni dal partito a Campobasso, a Termoli e in molti altri centri della provincia di Campobasso. Perchè proprio qui, nella provincia di Campobasso, c'è stato il tracollo.
E il distacco dai Comunisti Italiani è stato di soli sette voti grazie alla differenza - a vantaggio di Rifondazione - registrata in provincia di Isernia dove il PRC, pur perdendo molto soprattutto rispetto alle ultime politiche, ha mantenuto un vantaggio di 340 voti sul PDCI. E anche i Verdi ormai sono alle "calcagna" di Rifondazione, distanziati di appena 700 voti. Una ecatombe della quale oggi qualcuno chiede conto a Mauro Natalini e ai vertici del partito, che hanno dimostrato sempre una certa ostilità per il progetto della Sinistra Europea ed hanno accantonato con troppa fretta una figura carismatica come Italo Di Sabato. L'accusa che viene da molti iscritti al partito è anche quella di non aver combattuto fino in fondo la battaglia per le primarie. Il dato, d'altronde, non lascia spazio ad interpretazioni. "Il paradosso è - afferma un iscritto di Isernia . che chi ha ridotto il partito a brandelli non solo non ha ritenuto di rassegnare le dimissioni, ma sarà anche gratificato dall'elezione in Consiglio regionale collezionando un cumulo di poltrone e di incarichi da far impallidire Michele Iorio".
Anche ad Isernia, d'altronde, si annuncia qualche clamorosa defezione. I vertici del partito minimizzano e in un comunicato stampa spiegano in qualche modo cosa è accaduto a Guglionesi. Recita il comunicato: "Le compagne e i compagni del circolo del Partito della Rifondazione Comunista di Guglionesi, nonché quelli della Federazione Provinciale di Campobasso e anche del Regionale Molise ringraziano la compagna Vaglia, candidata alle elezioni regionali, per l'impegno e il risultato conseguito. Un risultato non facile e per nulla scontato, in un contesto di difficoltà generali attraversato dal nostro partito che nonostante tutto ha conseguito a Guglionesi un lusinghiero 4,7% percentuale nettamente superiore al dato Regionale che comunque fa ben sperare per il futuro del partito nel nostro territorio. Inoltre il circolo di Guglionesi la federazione di Campobasso e il regionale Molise del PRC esprime la propria riconoscenza e piena solidarietà ai compagni Aristotile e Ciliberti ed altri compagni ingiustamente offesi e attaccati in queste ore da sostenitori esterni al circolo di Guglionesi attacchi sicuramente dovuti alla non conoscenza dei fatti e delle difficoltà che nell’attuale fase politica hanno portato alla sconfitta dell’intero centro sinistra. Solo l'unità di intendi di tutti i compagni può rilanciare e rafforzare la presenza di Rifondazione Comunista a Guglionesi."

Se in Rifondazione c'è malessere per come sono andate le cose e soprattutto per il repentino ma inesorabile crollo del partito, nei Comunisti Italiani ci sono mugugni perché il partito, pur avendo preso un consigliere regionale, ha eletto un ex democristiano come Michelangelo Bonomolo. E anche qui i già precari equilibri ai vertici del partito rischiano di saltare. Fuori dai giochi esponenti storici come Enzo Rosati e Rino Ziccardi, con il segretario regionale Nicola Macoretta che ha puntato tutto sul listino maggioritario, la classe dirigente del partito è finita ko e i mugugni potrebbero presto diventare un grido di protesta, a partire da Isernia, dove i Comunisti Italiani sono all'1 per cento, una presenza praticamente inesistente, avendo raccolto meno voti anche dei Verdi, fino a ieri "partito cenerentola" della sinistra alternativa. Un risultato, quello dei Verdi, dovuto in parte ai voti portati da Felice Ciampittiello, primo nella lista di Isernia, consigliere provinciale in carica dell'Udc che, secondo indiscrezioni, si prepara a tornare nella Casa delle Libertà. Questo sarebbe un grave danno di immagine per i Verdi, che avrebbero dovuto puntare tutto sul presidente regionale del WWF, Pina Negro, figura di spicco dell'ambientalismo molisano, che avrebbe dovuto ottenere senza problemi il primo posto e che invece si ritrova alle spalle di Ciampittiello che ha preso, tra l'altro, il doppio dei voti. I Verdi speravano di arrivare almeno a mille voti con queste due candidature ritenute "forti", ma la debolezza della lista ha fatto guadagnare, in provincia di Isernia, poche decine di voti al partito di Pecoraro Scanio. Che è andato meglio in provincia di Campobasso, superando il 2 per cento, grazie soprattutto alla performance del figliol prodigo Alfonso Mainelli che, dopo aver lasciato i Verdi, ha deciso di candidarsi tornando nel Sole che ride e ottenendo più voti del portavoce regionale Bartolomeo Terzano. In totale i tre partiti della sinistra radicale in Molise superano di poco il 6 per cento. Molti sono convinti, oggi, che presentandosi insieme in un'unica lista, con un programma condiviso e con candidati più rappresentativi della società civile avrebbero ottenuto molti più voti e qualche seggio in più. Un progetto al quale, ora, molti, dentro quei partiti, vogliono lavorare in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Ma sarà difficile ricostruire qualcosa dalle macerie di questo sisma elettorale.

La situazione non è migliore nei Ds. A livello regionale il partito è sceso sotto l'11 per cento a causa anche della debacle registrata in provincia di Isernia, dove i Ds sono scesi al 9,48% mantenendo solo per una manciata di voti il primato tra i partiti del centrosinistra. Una debacle rispetto all'11,7 per cento di cinque anni fa, che pure venne considerato un dato negativo. In termini assoluti 750 voti in meno rispetto al 2001, un "crollo" che poteva essere ancora più pesante se non ci fossero stati i voti in gran parte "esterni" dell'indipendente Antonio Sorbo (850 voti) e di Rocco Peluso (594 voti), candidato all'ultimo momento, che hanno limitato i danni. Anche in questo caso il segretario provinciale del partito, Danilo Leva, nonostante il dato negativo, ha ottenuto la gratificazione dell'elezione in Consiglio regionale. In provincia di Campobasso i Ds sono passati dal 12,1 del 2001 all'11,5 per cento, facendo registrare una flessione dello 0,6 per cento perdendo, in termini assoluti, poco più di 300 voti. Sostanzialmente una tenuta, se si considera che in provincia di Campobasso ha votato il triplo degli elettori rispetto ad Isernia. Facendo le dovute proporzioni, se il trend fosse stato lo stesso di Isernia, in provincia di Campobasso i Ds avrebbero perso oltre 2.200 voti. Viceversa, se ci fosse stato il trend della provincia di Campobasso, i Ds in provincia di Isernia avrebbero perso appena cento voti. Tra l'altro tra le accuse mosse ai vertici diessini dall'interno del partito c'è anche quella di non aver voluto candidare nessuno dei sindaci diessini della provincia di Isernia.

Ma è interessante l'analisi del risultato dei Ds nei principali centri della regione. Nelle quattro città che superano i diecimila abitanti il dato migliore è quello di Campobasso che ha ottenuto il 13,13 per cento. Subito dopo c'è Venafro, che ha ottenuto il 10,1 per cento, molto vicino al dato di Forza Italia,che pure a Venafro esprime il sindaco facente funzioni. A Termoli, nonostante la presenza di un candidato locale, i Ds hanno totalizzato appena l',8,8 per cento. Ma la debacle più pesante i Ds l'hanno fatto registrare ad Isernia dove la Quercia ha ottenuto appena il 6,8 per cento: il minimo storico, un dato che nessuno avrebbe osato immaginare alla vigilia delle elezioni in una città dove, anche nei tempi più bui, i Ds hanno sempre mantenuto una presenza significativa. Un dato che chiama direttamente in causa il segretario cittadino Carlo Veneziale, che è stato tra i più stretti collaboratori di Danilo Leva in questa campagna elettorale. Indiscrezioni parlano di sue imminenti dimissioni. La sezione di Isernia non è riuscita ad esprimere un candidato locale, visto che il candidato indicato, Alfredo Onorato, non è isernino. Non si ha notizia di riunioni convocate dai Ds né della sezione di Isernia né del direttivo di federazione. Ma non è difficile prevedere che ci sarà una resa dei conti durissima, con gli uomini di Paglione inviperiti. Proprio dall'entourage dell'ex capogruppo in Consiglio regionale, primo dei non eletti per pochi voti, arriva la durissima accusa ai responsabili politici del partito di aver condotto una campagna elettorale finalizzata soltanto a sottrarre voti agli altri candidati senza conquistare voti fuori dal partito e senza mantenere nel partito i voti in uscita. Ma anche in basso Molise si parla di fughe e di clamorose dimissioni. Sarebbe sul punto di dimettersi il segretario della federazione del basso Molise, Cloridano Bellocchio. Che era candidato e che a Guglionesi, paese dove è sindaco, ha ottenuto oltre il 26 per cento dei consensi, facendo meglio di Santa Croce di Magliano, dove pure era candidato il sindaco Pasquale Marino, dove i Ds hanno preso il 24 per cento. Negli altri centri maggiori non è andata male a Larino (14 per cento) e a Frosolone (11,4 per cento). Meno bene ad Agnone, dove i Ds hanno ottenuto il 9,66% (ma dove ha "sbancato" Forza Italia con oltre il 53 per cento), e a Riccia (7,75%), nonostante in lista vi fossero candidati locali. Pesante il dato di Bojano (5,58%), area in cui, però, non era presente un candidato locale, e anche quello di Montenero di Bisaccia, dove il sindaco è un diessino.
Montenero ha sempre dato la spinta a Nicola D'Ascanio, montenerese doc, quando si è candidato con i Ds alla Regione e anche ultimamente quando ha vinto le elezioni provinciali diventando presidente della Provincia. Ma la scelta di non candidare nessun esponente locale nella lista dei Ds ha portato il partito alla miserrima percentuale del 3,17 per cento. Nei Ds di Montenero, per la verità, già si erano registrati problemi con le dimissioni dell'allora segretario di sezione Giocondo Busico. Ora diventa davvero difficile per il segretario regionale tenere la situazione sotto controllo. E una parte dei Ds sarebbe pronta a lasciare il partito per lavorare ad un nuovo soggetto politico. Un'idea che piace anche a qualche importante dirigente dei Democratici di Sinistra. Ma per Massa c'è anche un altro problema: i tre consiglieri regionali eletti D'Alete, Petraroia e Leva, seppure per motivi diversi, non sono propriamente "amici" del segretario regionale. Anche Massa, dunque, sarebbe a rischio e non si esclude la possibilità che nella prossima riunione della direzione regionale si possa presentare dimissionario. Sarebbero, d'altronde, già partite le trattative per indicare un nuovo segretario regionale che con un accordo che partendo da Campobasso e arrivando ad Isernia e a Termoli ipotizza un nuovo vertice che potrebbe riportare alla guida del partito Antonio D'Alete con la nomina a capogruppo in Consiglio regionale di Danilo Leva. Si annuncia, dunque, una guerra senza esclusione di colpi, con i grandi esclusi, a partire da Antonio D'Ambrosio, pronti a rimettersi in gioco.

Ma il terremoto rischia di travolgere anche la Margherita. Per la fine della settimana potrebbe essere ufficializzata la notizia delle clamorose dimissioni di Roberto Ruta da segretario regionale della Margherita. E tra qualche settimana nel centrosinistra bisognerà cominciare a discutere delle elezioni amministrative della prossima primavera quando sicuramente si voterà per eleggere il sindaco di Isernia e probabilmente si andrà alle urne anche per scegliere il primo cittadino di Venafro. Appuntamenti ai quali il centrosinistra, nella provincia dove Iorio ha sfiorato il 62 per cento dei consensi. Come dire: si giocherà a perdere. Si cercano kamikaze...



 

 

 

 



© Copyright www.santacroceonline.com - Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione anche parziale.   

disclaimer