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ottobre 2002, ore 11.32: un boato semina morte e distruzione in Molise.
Una scossa di terremoto del 5,4 grado della scala Richter (ottavo grado
della scala Mercalli) colpisce la Provincia di Campobasso. Crolla la
scuola ‘Jovine’ a Santa Giuliano di Puglia. Trenta in tutto le
vittime nel piccolo paese molisano.
Quattro anni dopo. E’ il giorno della memoria, tra il vuoto di un dolore senza fine e
la voglia di futuro.
Ricostruzione in pieno corso solo a San Giuliano. Negli altri 13 Comuni
attività ancora in fase iniziale. Oggi seduta straordinaria del
Consiglio regionale.
SAN
GIULIANO DI PUGLIA. Ricordo e preghiera per la strage degli innocenti. La terza ‘Giornata
della memoria’, come avviene da tre anni a questa parte, si svolgerà
nel più assoluto riserbo. Nel rispetto dei familiari delle vittime e
delle comunità colpite. Alle 11.32 momento di raccoglimento
e preghiera presso il cimitero comunale scandito dai trenta rintocchi
della campana degli Angeli, e la benedizione di corone di fiori che
saranno poi deposte nell’area della scuola crollata.
Dalle 18.30 alle
20.30, nella chiesa dell’insediamento abitativo, incontro
di preghiera comunitario. A seguire la fiaccolata nel paese vecchio.
Domani mattina, 1 novembre, alle 10, il vescovo mons. Gianfranco De Luca, officerà
la messa in memoria di tutti i Santi. Dalla mattina del 31 ottobre (dopo
celebrazione al cimitero) inizia, inoltre, la lunga veglia nella
chiesa del villaggio provvisorio che si concluderà con la Santa messa
del primo novembre.
PRODI A SAN GIULIANO PER IL QUARTO ANNIVERSARIO DEL TERREMOTO
Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, in Molise in occasione del quarto anniversario del terremoto che
colpì la regione e in particolar modo San Giuliano di Puglia, causando la morte di 27 bambini e di una maestra di una scuola.
Il premier, arrivato in elicottero da Amendola, giunto al cimitero comunale,
ha deposto una corona di fiori in memoria delle vittime.
Quattro anni dopo sospesi tra la tristezza tenebrosa e profonda di un ricordo struggente e intramontabile e la speranza irriducibile della ricerca della verità e soprattutto del rilancio sociale e
materiale. Ventisette bambini e una maestra seppelliti da un cumulo di macerie all’interno della loro scuola elementare a San Giuliano di Puglia vigilano e osservano da Lassù gli eventi, i comportamenti e le decisioni degli uomini e delle istituzioni. Il terremoto del 31 ottobre del 2002, in effetti, è ancora lì, con le sue ferite e le sue «rovine», abitato con grande dignità da una comunità che attende composta la generosità di un impegno doveroso dello Stato non dimenticando i propri «morti» non abbandonando il proprio dolore nella consapevolezza di riportare certezze e verità e di ridare prospettive di serenità e di sicurezza logistica nella ricostruzione pubblica e privata perché non si ripetano ulteriori sciagure.
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