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CANOSA
SANNITA (CHIETI). Un tragico incidente sul lavoro ha spezzato ieri
mattina le vite di due giovani di Santa Croce di Magliano. Giuseppe
Vitulli, 19 anni e Nicola Mastrangelo, 35, sono morti folgorati
mentre montavano le luminarie per la festa patronale di Canosa
Sannita, in provincia di Chieti. Il drammatico incidente si è
verificato verso mezzogiorno in contrada Villa Moggio.
I due, dipendenti della ditta Mastrangelo Salvatore di Santa Croce,
erano saliti sul cestello elevatore per assemblare le luminarie
quando, per cause ancora in accertamento, sono stati colpiti da un’improvvisa
e fortissima scarica elettrica (pare 20mila volts) che li ha
scaraventati a terra. Il cestello, azionabile con le leve, avrebbe
urtato i cavi dell’alta tensione con un rosone, folgorando in pieno
i due operai. Potrebbero essere state anche una distrazione, una
fatalità. Saranno comunque le indagini dell’autorità giudiziaria e
del nucleo ispettorato del lavoro a far luce sull’incidente. Le
forze dell’ordine hanno convocato i titolari della ditta, i quali
hanno fornito i nomi dei giovani che al momento dell’incidente non
avevano documenti con loro.
Sul luogo della tragedia sono intervenuti il 118 con due ambulanze a
sirene spiegate e un elicottero, e i carabinieri della locale
stazione, coordinati dal capitano Petracco di Ortona.
Per Nicola Mastrangelo si è rivelato inutile ogni soccorso. Giuseppe
Vitulli, che da qualche giorno aveva iniziato a lavorare, è spirato
poco dopo, nonostante i tentativi dei sanitari che hanno provato
invano di strapparlo alla morte. I corpi dei poveri operai, riversi
a terra, sono stati benedetti da un sacerdote e trasportati all’obitorio
del cimitero di Canosa Sannita, dove sono rimasti a disposizione
dell’autorità giudiziaria per l’ispezione cadaverica eseguita in
serata dal medico legale. Non è stata necessaria l’autopsia
per via delle cause più che evidenti del decesso dovuto ad arresto
cardiocircolatorio da folgorazione.
Non appena hanno appreso la notizia i familiari dei due operai,
straziati dal dolore, sono partiti immediatamente alla volta
del centro abruzzese. Con loro un interminabile via vai di parenti e
amici da Santa Croce di Magliano, una comunità ancora incredula e
sgomenta, che negli ultimi anni si è trovata di fronte a tante
giovani vite stroncate da un destino crudele e beffardo.
A Santa Croce la notizia ha fatto il giro del paese in un soffio,
come un nodo che ti stringe improvvisamente la gola. Tutti
conoscevano infatti Giuseppe e Nicola. Il primo si era appena
diplomato all’Istituto tecnico Agrario di Larino. Gli amici
ricordano che andava molto bene a scuola. Pochi mesi fa aveva perso il
padre a causa di un male incurabile. Forse per questo aveva deciso di
mettersi a lavorare da qualche giorno per dare una mano in famiglia.
Un dolore atroce per la madre Concetta che lavora in un’attività
commerciale in centro e per il fratello, meccanico in un’officina di
Termoli. Nicola, anch’esso orfano di padre, da tempo era alle
dipendenze della ditta di luminarie. Secondo di quattro figli, lo
ricordano come una persona tranquilla, rispettosa e ben integrata in
paese. Purtroppo per loro non c’è stato nulla da fare, in un giorno
di lavoro che si è rivelato fatale. Oggi pomeriggio alle 16 si
svolgeranno i funerali a Santa Croce di Magliano, nel centro
comunitario di via dei Carri. Intanto, da ieri un cupo silenzio ha
avvolto il paese. Santa Croce è in lutto e si prepara a un addio
doloroso. La comunità si stringerà con affetto alle famiglie per
dare l’ultimo saluto a due bravi ragazzi che amavano la vita.
(Quotidiano del Molise)
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