Santa Croce di Magliano, sabato 02 settembre 2006

     

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TRAGEDIA


Santa Croce di Magliano piange i due giovani morti


Nell’omelia il parroco don Antonio Ferreri li ha definiti ‘martiri senza sangue’. Famiglie straziate dal dolore
 I funerali di Giuseppe e Nicola, folgorati da una scarica elettrica

SANTA CROCE DI MAGLIANO. Una comunità intera piange i suoi giovani morti. Grande commozione ieri pomeriggio ai funerali di Giuseppe Vitulli e Nicola Mastrangelo, i due operai di Santa Croce di Magliano folgorati da una violentissima scarica elettrica mentre montavano le luminarie per la festa patronale di Canosa Sannita, in provincia di Chieti.
Tantissima gente ha partecipato, ancora scossa per l’accaduto e con le lacrime agli occhi, alle esequie celebrate dal parroco don Antonio Ferreri nel centro comunitario donato dalla Caritas. Lunghi e composti cortei, partiti dalle rispettive abitazioni, hanno accompagnato in chiesa le salme degli sfortunati ragazzi. Ad attenderli sul sagrato di via dei Carri c’erano i familiari, i parenti, gli amici, i compagni di scuola, i colleghi di lavoro ma anche chi conosceva solo di vista Giuseppe, di appena 19 anni, e Nicola, di 35.
Un silenzio surreale, scosso solo dal vento; una partecipazione indivisa per l’umanità e il dolore che hanno suscitato altre vite spezzate così tragicamente.
Concetta e Maria, due madri straziate dal dolore non hanno distolto per un momento gli occhi dalle bare dei figli. Avevano già sofferto dopo la perdita degli amati mariti e in un triste giorno d’estate hanno conosciuto di nuovo il buio e la crudeltà della morte. Come consolare due donne così afflitte, come dare consolazione a un fratello, a una sorella in momenti così tragici e inaccettabili? Don Antonio, commosso, ha cercato di confortarli con la forza, il mistero della Fede cristiana. Nell’omelia il sacerdote ha definito Giuseppe e Nicola, ‘martiri senza sangue’ che sono morti non per ideali ma nella concretezza della vita, mentre lavoravano.
“La morte infligge l’uomo, toglie dalla comunità i suoi giovani migliori - ha detto - questa è la tragedia dell’uomo, la tragedia di due famiglie che in un grido disperato sono distrutte”. Solo il silenzio, la preghiera e l’ascolto da parte di tutti, ha poi continuato don Antonio, possono avvicinare le due famiglie al ‘silenzio di Dio’ in un impercettibile soffio. “Affidiamo a te, Signore queste vite spezzate perché possano rifiorire nella tua Casa”, ha esortato il sacerdote dall’altare, davanti alle due bare ricoperte da fiori bianchi e ai familiari, sfiniti dal dolore. Una riflessione ardua, sul difficile cammino della Fede. Gremito il centro comunitario, come in altre tristi occasioni.
Presenti tra gli altri il sindaco, Pasquale Marino con l’amministrazione comunale e il vice preside dell’istituto tecnico Agrario di Larino, Pasquale Romano, la scuola dove si era appena diplomato il ragazzo più giovane. Dopo la benedizione, un lungo e commosso applauso ha accolto i due feretri sul sagrato. Lacrime e tanti fiori bianchi, ancora silenzio e rispetto mentre le salme venivano trasportate al cimitero, dove le famiglie hanno ricevuto le condoglianze.
Domenica l’incontro di Promozione tra il Colletorto e la Turris Santa Croce sarà preceduto da un minuto di silenzio in memoria delle vittime. I calciatori giocheranno con il lutto al braccio. Giuseppe Vitulli e Nicola Mastrangelo non ci sono più. La realtà è brutale e inaccettabile. Dal cielo ora vegliano tutti quelli che li hanno amati sulla terra. (Quotidiano del Molise)

 


LA TRAGICA MORTE DI NICOLA E GIUSEPPE     PAESE IN LUTTO


 

 

 

 



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