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SANTA
CROCE DI MAGLIANO. Una comunità intera piange i suoi giovani morti.
Grande commozione ieri pomeriggio ai funerali di Giuseppe Vitulli e
Nicola Mastrangelo, i due operai di Santa Croce di Magliano
folgorati da una violentissima scarica elettrica mentre montavano le
luminarie per la festa patronale di Canosa Sannita, in provincia di
Chieti.
Tantissima gente ha partecipato, ancora scossa per l’accaduto e con
le lacrime agli occhi, alle esequie celebrate dal parroco don Antonio
Ferreri nel centro comunitario donato dalla Caritas. Lunghi e composti
cortei, partiti dalle rispettive abitazioni, hanno accompagnato in
chiesa le salme degli sfortunati ragazzi. Ad attenderli sul sagrato di
via dei Carri c’erano i familiari, i parenti, gli amici, i compagni
di scuola, i colleghi di lavoro ma anche chi conosceva solo di vista
Giuseppe, di appena 19 anni, e Nicola, di 35.
Un silenzio surreale, scosso solo dal vento; una partecipazione
indivisa per l’umanità e il dolore che hanno suscitato altre vite
spezzate così tragicamente.
Concetta e Maria, due madri straziate dal dolore non hanno distolto
per un momento gli occhi dalle bare dei figli. Avevano già sofferto
dopo la perdita degli amati mariti e in un triste giorno d’estate
hanno conosciuto di nuovo il buio e la crudeltà della morte. Come
consolare due donne così afflitte, come dare consolazione a un
fratello, a una sorella in momenti così tragici e inaccettabili? Don
Antonio, commosso, ha cercato di confortarli con la forza, il mistero
della Fede cristiana. Nell’omelia il sacerdote ha definito Giuseppe
e Nicola, ‘martiri senza sangue’ che sono morti non per ideali ma
nella concretezza della vita, mentre lavoravano.
“La morte infligge l’uomo, toglie dalla comunità i suoi giovani
migliori - ha detto - questa è la tragedia dell’uomo, la tragedia
di due famiglie che in un grido disperato sono distrutte”. Solo il
silenzio, la preghiera e l’ascolto da parte di tutti, ha poi
continuato don Antonio, possono avvicinare le due famiglie al ‘silenzio
di Dio’ in un impercettibile soffio. “Affidiamo a te, Signore
queste vite spezzate perché possano rifiorire nella tua Casa”, ha
esortato il sacerdote dall’altare, davanti alle due bare ricoperte
da fiori bianchi e ai familiari, sfiniti dal dolore. Una riflessione
ardua, sul difficile cammino della Fede. Gremito il centro
comunitario, come in altre tristi occasioni.
Presenti tra gli altri il sindaco, Pasquale Marino con l’amministrazione
comunale e il vice preside dell’istituto tecnico Agrario di Larino,
Pasquale Romano, la scuola dove si era appena diplomato il ragazzo
più giovane. Dopo la benedizione, un lungo e commosso applauso ha
accolto i due feretri sul sagrato. Lacrime e tanti fiori bianchi,
ancora silenzio e rispetto mentre le salme venivano trasportate al
cimitero, dove le famiglie hanno ricevuto le condoglianze.
Domenica l’incontro di Promozione tra il Colletorto e la Turris
Santa Croce sarà preceduto da un minuto di silenzio in memoria delle
vittime. I calciatori giocheranno con il lutto al braccio. Giuseppe
Vitulli e Nicola Mastrangelo non ci sono più. La realtà è brutale e
inaccettabile. Dal cielo ora vegliano tutti quelli che li hanno amati
sulla terra. (Quotidiano del Molise)
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