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SANTA
CROCE DI MAGLIANO. Al mosaico del listino maggioritario che l’Unione
presenterà alle prossime elezioni regionali manca ancora un tassello,
quello dei Democratici di Sinistra. Tra i possibili candidati al
‘posto d’onore’ più volte si è fatta spazio pure l’ipotesi del
sindaco di Santa Croce di Magliano, Pasquale Marino. Il primo
cittadino ci conferma le indiscrezioni e, con una buona dose di
polemiche, richiama le attenzioni dei responsabili regionali del partito
su un territorio lasciato troppo da parte nelle decisioni che contano.
Sindaco Marino, sarà lei il candidato della Quercia per il
maggioritario?
“All’interno di questo listino il sindaco Pasquale Marino ci sarebbe
per impegni che il partito aveva precedentemente preso in sede regionale
ovviamente non verso il sottoscritto ma rispetto a un’area e ad un
territorio. In base a tali premesse la nostra collettività dovrebbe
essere sicuramente rappresentata a livello regionale”.
Dovrebbe. Nei piani alti del centrosinistra circolano pure altri
nomi.
“Qualcuno mi riferiva delle dichiarazioni di Candido Paglione che ieri
mattina, per l’ennesima volta, rivendicava un ruolo e un posto nel
listino per un rappresentante di Isernia con le solite motivazioni.
Direi a questo punto che il compagno Paglione ha la memoria corta. La
nostra è una possibilità, anzi è una necessità in ragione della
difficile situazione in cui versano Santa Croce e l’intero
comprensorio. Un’area dove il nostro partito in tanti anni ha lavorato
dando tanto per la causa. E’ per una questione di equità e di
riequilibrio istituzionale che il nostro territorio deve necessariamente
avere la sua rappresentanza in Regione”.
Un diritto che vi spetta o c’è qualcosa dietro?
“A conti fatti tutti i partiti hanno già deciso per il listino e solo
i Ds restano fuori da una decisione che si è fatta alquanto combattuta.
La nostra tuttavia non è una richiesta personale o di campanile; se
qualcuno la ritiene tale lo fa per squalificarci. Noi non vogliamo
questo, vogliamo invece che il partito regionale capisca una volta per
tutte che quest’area ha la necessità di essere rappresentata. Non
fosse altro perché l’hanno detto ripetutamente il segretario Augusto
Massa, i dirigenti regionali, tra cui lo stesso Candido Paglione, in
tutti gli incontri avuti in Direzione. E’ un’esigenza e una
necessità concreta di un territorio che per forza di cose si è trovato
di fronte al sisma e a tutte le problematiche connesse. E poi, quella di
Santa Croce potrebbe essere l’unica rappresentanza dei Diesse nell’intera
area, dato che Bonefro e Colletorto non avranno candidati”.
Insomma, il rischio ‘provinciali- bis’ esiste?
“Non è possibile che anche stavolta la nostra area sia dimenticata e
non venga riconosciuto quello che giustamente è stato detto in termini
non lontani (mi riferisco all’aprile scorso). Sul territorio ci
saranno altre istanze che si faranno avanti e che probabilmente
troveranno sicuramente terreno fertile, ribadisco non per
responsabilità da parte nostra. Facciamo politica da sempre e non solo
durante la campagna elettorale. Lo abbiamo dimostrato in ogni modo anche
quando non c’erano candidati”.
Il verdetto potrebbe anche essere negativo. Che cosa succederà?
“Se inevitabilmente le risposte saranno ancora una volta di
chiusura così verranno intese. Per l’ennesima volta il territorio
sarebbe abbandonato a se stesso malgrado tanto lavoro. Questo potrebbe
spingere in altre direzioni che stanno venendo fuori, emergono e saranno
deleterie e pericolose per il nostro partito. Del cratere se n’è
fatto allora solo un gran parlare. Non a caso si verifica che persone e
amministratori che si sono impegnati all’interno del nostro partito e
non hanno visto riconosciute le proprie istanze purtroppo sono ‘scappate’
anche per cercare di dare rappresentanza al territorio. Non vogliamo
fughe in avanti o all’indietro. Certo è che rispetto all’elettorato
non abbiamo il polso della situazione come lo avevamo prima delle
elezioni politiche. Ci sono stati dei cambiamenti, delle novità e
naturalmente sul territorio c’è qualcun altro che in tutti i modi sta
cercando di accreditarsi politicamente. Se per il nostro partito questo
ha un senso e un’importanza, dobbiamo essere rappresentati in Regione.
Altrimenti ciò significherà perdere quello che da sempre è stato un
baluardo della sinistra”.
(Il
Quotidiano del Molise)
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