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COLLETORTO.
Sfiorata tragedia in paese all'alba di ieri mattina. Un evidente
cedimento strutturale ha fatto venir giù gran parte del tetto di
un'abitazione e un solaio sottostante, ma fortunatamente l'immobile, sito
in pieno centro, sul corso principale, era stato già oggetto di sgombero
quasi cinque anni or sono perché reso inagibile dal sisma dell'ottobre
2002. A dare l'allarme, dopo il tonfo provocato dal cedimento e il fumo
bianco uscito da alcune finestre dall'abitazione, alcuni residenti della
zona e una pattuglia della locale stazione dei carabinieri che, intorno
alle sette, transitava in Largo Romolo Campanelli all'incrocio con via
della Libertà, l'arteria che scende fino alla provinciale che collega Colletorto
a San Giuliano.
Sul posto allertato dagli uomini dell'Arma e dal responsabile della
polizia municipale si è recato, oltre ai tecnici comunali, alla squadra
dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Santa Croce di Magliano, il
primo cittadino Antonio Mucciaccio che dopo un rapido consulto
proprio con la squadra del 115 ha disposto la chiusura precauzionale di
via della Libertà e di gran parte della zona antistante l'edificio.
L'immobile composto da tre piani più un seminterrato, si diceva,
inagibile dai giorni del terremoto del 2002, fa parte di un cosiddetto
Piano edilizio unitario a gestione pubblica, tanto che quasi tutta la
stecca di edifici interessata dalla perimetrazione è attualmente
disabitata ed è inserita nella apposita graduatoria della classe
"A" della ricostruzione in attesa di ricevere i finanziamenti
per essere riparati o, a questo punto, demoliti per essere poi
ricostruiti.
Fortunatamente, dunque, l'immobile era disabitato e il crollo non ha
provocato cedimenti ulteriori che avrebbero potuto interesare sia il
passaggio a piedi dinanzi l'abitazione sia la zona laterale della stessa,
quella via della Libertà peraltro già gravata, proprio all'inizio, dalla
puntellatura di sostegno tra i due edifici che la delimitano. Per il
sindaco Mucciaccio il cedimento comporterà non pochi problemi alla
popolazione colletortese.
In primis perchè - ha dichiarato - le arterie stradali interessate sono
molto trafficate e dunque interdirle per tanto tempo provocherà non pochi
disagi e poi perché si renderà necessario allestire un container che
dovrà ospitare l'ambulatorio comunale prima collocato proprio
nell'arteria ora chiusa. Sempre lo stesso primo cittadino, anche in virtù
delle prime risultanze dei Vigili del Fuoco, sul posto è intervenuto un
ispettore proveniente da Campobasso, ha escluso l'emissione di ordinanze
di evacuazione per le abitazioni circostanti l'immobile oggetto del crollo
ed ha aggiunto che "si valuterà l'ipotesi di procedere, una volta
ascoltati i proprietari, all'eventuale abbattimento dell'immobile".
articoli
di Nicola De Francesco dal quotidiano Primo Piano Molise
in alto la pagina speciale del Quotidiano del Molise
Case
lesionate, riparazione rebus
COLLETORTO.
Il nuovo crollo, parziale, è vero, ma pur sempre crollo, dovuto ad un
cedimento strutturale di un'abitazione già danneggiata dal sisma
dell'ottobre 2002, ripropone un tema che, in realtà, non cessa mai di
essere attuale: quando saranno riparate le case lesionate, rese
inagibili dal terremoto del 2002; questi crolli (quello di Colletorto
è solo l'ultimo in ordine di tempo) non rappresentano una pericolosità
diffusa e costante in tutti i quattordici (o tredici se si esclude San
Giuliano dove tutto o quasi tutto è stato demolito) centri del cratere?
A cinque anni di distanza da quel terribile terremoto che seppellì per
sempre le speranze di ventisette bambini e della loro maestra forse
sarebbe opportuno, anche in considerazione del fatto che molte delle
abitazioni lesionate costruite in muratura sono situate nei centri
storici, compiere, qualora non sia stato già fatto a livello comunale,
come è successo a Larino e in altri centri, una ricognizione
generale dello stato in cui versano gli edifici inagibili. Una
ricognizione dettata anche dalla circostanza che ci vorrà ancora del
tempo prima che gli edifici siano riparati data anche l'attuale sofferenza
economica di cui soffre la struttura commissariale e per il mancato arrivo
dei fondi della Finanziaria 2006 e per la esiguità delle risorse
stanziate per l'anno in corso. Ma anche per la ricognizione occorrono
fondi, ma d'altra parte bisogna evitare tragedie ed ecco che la conferenza
stampa dei sindaci del cratere convocata, come detto ieri, per il prossimo
27 aprile alle ore 10.30 presso la sede del Com di Larino, sarà
l'ulteriore occasione per rappresentare anche queste difficoltà che
caratterizzano il post sisma.
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