Santa Croce di Magliano, giovedì 19 aprile 2007

     

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Campobasso, Museo Sannitico - sabato 21 aprile ore 17. A cura di Emanuela De Notariis


 Gemine: Muse 2007  "Action - strappare alla polvere"


Protagonisti giovani artisti santacrocesi: Giovanni Mucci e Gianluigi Venturini

 

 

invito

Sabato 21 Aprile, alle ore 17:30 al Museo Sannitico di Campobasso si inaugura la mostra Gemine: Muse a cura di Emanuela De Notariis. Con gli artisti: Giovanni Mucci / Sara Pellegrini / Gianluigi Venturini

PROGRAMMA

ore 17.00: conferenza stampa

ore 17:30: inaugurazione
con una performance di danza contemporanea
di Annika Pannitto
accompagnata dal musicista Tony Jamba

aperitivo con dj-set a cura di Soul Food Community

 

 

 

Campobasso 2007:

ACTION - STRAPPARE ALLA POLVERE
Arti visive, new media, installazioni, danza, musica
21 Aprile - 21 Maggio 2007
Museo Provinciale Sannitico
Via Chiarizia, Campobasso
A cura di Emanuela De Notariis

::::::::::::::::::::::::::::::Inaugurazione: 21 Aprile, ore 17.30:::::::::::::::::::::::::::::::::

Nel Museo Sannitico di Campobasso, resti di una civiltà dimenticata sono testimonianze di vite di un passato la cui voce si è persa nella polvere della dimenticanza, portandoci in una dimensione atemporale di cui l'oblio è custode geloso.
Gli artisti partecipati all' edizione 2007 di Gemine Muse, prendendo spunto dai reperti sanniti come oggetti con potenziale comunicativo, creano azioni che portino nuova vitalità nel museo, nel tentativo di "abitarlo". Abitare un luogo è stabilire con esso una relazione di interscambio e fare in modo che esso comunichi la presenza di forze vitali attive.
Gli artisti Gianni Mucci, Sara Pellegrini, Gianluigi Venturini, creano nuove relazioni che strappino il museo alla polvere dell'oblio, presentandone al pubblico una diversa possibilità di fruizione.
Il passato si relaziona al presente, gli artisti ai reperti, le opere contemporanee al luogo, nell'intento di costituire un insieme organico in cui coinvolgere il pubblico.
L'installazione di Gianluigi Venturini fa sì che lo spettatore si insinui in un momento di intimità di una donna, osservandone l'immagine proiettata su uno specchio (di cui rimarrà una fotografia), che la coglie nel momento della toeletta. L'immagine è deformata, gioca con il concetto di rappresentazione: la metamorfosi nel video ricorda che lo specchio mostra sempre un solo aspetto di chi vi si guarda, che non è mai lo stesso. Si crea così uno slittamento tra realtà e finzione, che mostra come non esista una rappresentazione definitiva, assoluta, della realtà. Lo specchio è menzognero quanto uno schermo, quanto una fotografia.
L'opera si ispira direttamente ad uno specchio sannita, appartenuto ad una donna il cui spirito sembra evocato dalla figura del video, bambola spettrale, donna e bambina che gioca alla seduzione. E noi osserviamo, spogliati del pudore.
Sara Pellegrini lavora la materia in modo emozionale, imprimendovi sensazioni incidendole sul metallo, che rende morbido, malleabile. I suoi "totem" multicolore hanno invaso uno spazio del museo, in modo che il pubblico possa interagire con la propria presenza. Il metallo forgiato con la preziosità dei dettagli come nei monili o nei pugnali sanniti, nelle opere della Pellegrini crea una dialettica di scambio sinergico tra i colori vivaci della pittura e la materia dura, ma plasmabile. Dialettica che trova un'unione nell'utilizzo di una foglia d'oro come metallo sgretolato dal tempo, vivace, forte come il "blu klein" in cui perdersi. Pittura e scultura si fondono in un insieme in cui sensazioni vengono impresse nella materia dipinta e incisa, di totem per rituali riequilibranti.
Giovanni Mucci opera all'interno e all'esterno del Museo, con un'azione urbana.
All'interno, un'opera digitale presenta al pubblico la personificazione femminile del museo, la Musa composta da pezzi di alcuni dei reperti sanniti. Ogni pezzo è riconoscibile, mantiene intatta la propria caratteristica di forza, eppure è fuso in un insieme organico. L'artista ne offre una visione diversa, li porta a nuova vita un come novello Frankenstein dell'arte. Il nome stesso, MuseOn, oltre a costituire un elegante gioco di parole che mescola Greco e Inglese, idiomi universali l'uno antico l'altro contemporaneo, dà l'idea dell'azione come fondante del concetto dell'opera ("on" significa acceso, attivo). L' azione di smembramento e unione viene attuata su un duplice piano: da un lato c'è la possibile ricerca dei vari "organi" della Musa, operabile osservando i vari reperti del museo, dall'altro entra in gioco l'azione urbana: l'artista affiggerà dei manifesti del centro storico della città, che stuzzichino la curiosità dei cittadini; in ogni manifesto parti della Musa smembrata invitano al successivo riconoscimento. Come fosse una sorta di caccia al tesoro per strappare alla polvere, con un'azione tra l'intellettuale e l'ironico (i manifesti utilizzano un linguaggio pubblicitario in maniera divertente), perché il museo sia vivo, sia "ON".
Benvenuti.

Emanuela De Notariis
Critico d'arte, artista visiva.

 


inaugurazione


 

 

 

 



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