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SANTA
CROCE DI MAGLIANO. In attesa di conoscere le nuove determinazioni assunte
da tutti i sindaci del cratere che hanno convocato per domani, 27 aprile,
alle 10.30 presso la sede Com di Larino la stampa regionale, è dei giorni
scorsi, la missiva del sindaco Pasquale Marino indirizzata al presidente
della Regione Michele Iorio, al coordinatore della attività del
post-sisma Vincenzo Di Grezia e inviata a tutti i colleghi del cratere,
riguardante un aspetto non trascurabile dell'istruttoria delle
progettazioni esecutive.
Citando testualmente la missiva in essa Marino scrive: "Considerato
il riemergere della problematica inerente la copertura finanziaria
dell'intera graduatoria di accesso ai contributi della ricostruzione
postsisma, relativa ai sottoprogetti e progetti edilizi singoli rientranti
nella priorità di "classe A", si chiede se i competenti uffici
comunali debbano o meno tenere in considerazione la suddetta graduatoria
di priorità, approvata sulla base dei progetti preliminari semplificati -
perizie di stima, ai fini dell'istruttoria e della successiva richiesta di
finanziamento dei progetti esecutivi degli interventi di
ricostruzione".
Questa ulteriore problematica, segnalata più volte dal sindaco Marino
anche nelle precedenti riunioni dei sindaci del cratere, troverebbe
ragione di essere nella circostanza che la nuova situazione economica
palesata dalla struttura commissariale non consente di finanziare tutta la
classe "A" cosa che invece i sindaci avevano formalmente fatto a
seguito di una apposita missiva del commissario delegato Iorio del
dicembre 2005, in base alla quale i sindaci avevano autorizzato tutti i
progetti esecutivi e non una parte come invece era, in un primo tempo
previsto.
La preoccupazione di Marino che poi è quella anche degli altri primi
cittadini del cratere è che la mancanza di risorse, in uno magari con la
tempestività di consegna dei progetti esecutivi da parte di chi era
ultimo in graduatoria, potrebbe essere alla base di possibili ricorsi da
parte dei cittadini. Una problematica reale per la quale si attende ora la
risposta della struttura commissariale. NdF (tratto da primo piano molise)
Chieffo
a sostegno dei sindaci dei comuni del cratere
Il
Consigliere regionale Antonio Chieffo interviene a sostegno dei sindaci
dei paesi terremotati ancora in attesa dei fondi per la ricostruzione: “Una
piccola parte del Tesoretto può e deve essere destinato per la
ricostruzione dei paesi del Cratere”.
Il
consigliere regionale Antonio Chieffo in merito alla ricostruzione
post-sisma, interviene nel dibattito in corso tra i sindaci dei paesi del
Cratere, la Regione Molise ed il Governo nazionale, sostenendo la
necessità di destinare una parte del “Tesoretto”, le entrate
extrafiscali del Governo di 10 miliardi di euro, alla ricostruzione dei
paesi terremotati del Molise. I 14 sindaci dei Comuni del Cratere lo
scorso 3 aprile nella sede “Com” di Larino hanno preso atto della
mancanza di copertura finanziaria per la ricostruzione di tutta la “Classe
A” della provincia di Campobasso, l’area più colpita dal sisma del 31
ottobre 2002, e chiesto interventi urgenti al Governo nazionale per il
Molise, tuttora assenti.
“Si
parla tanto di Tesoretto e di come destinarlo - dichiara il consigliere
regionale Chieffo - perché non devolvere una porzione di questi fondi ai
paesi danneggiati gravemente dal terremoto che proprio in questo momento
hanno bisogno di un sostegno per andare avanti con la ricostruzione.
Adesso che si avviano gli interventi, è necessario più che mai una
continuità. In caso contrario si rischierebbe una nuova paralisi,
deleteria per le popolazioni che hanno sofferto tanto in questi ultimi
anni”.
Chieffo
intervenendo a sostegno dei sindaci delle aree interne della Provincia di
Campobasso, sollecita anche le altre forze politiche molisane, il
Consiglio regionale in particolare, a farsi promotore della problematica
che interessa una larga fascia di cittadini molisani, presso il Governo
nazionale: la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dell’Economia
e Finanze, il Ministero delle Infrastrutture, la Protezione civile con una
richiesta di necessario e dovuto finanziamento per il Molise. “Ricordo
che per il terremoto dell’Umbria e delle Marche avvenuto 10 anni fa -
conclude Chieffo -, sono previsti nella Finanziaria di quest’anno somme
maggiori di quelle destinate al Molise per la ricostruzione”.
Ricostruzione,
l’ex sindaco Gianfelice concorda con Chieffo
SANTA CROCE
DI MAGLIANO. A distanza di qualche tempo dalle sue ultime esternazioni
alla stampa, l'ex sindaco fortorino Giovanni Gianfelice, il sindaco del
'terremoto' (nel senso che era in carica in quel maledetto 31 ottobre
2002) è tornato a dire la sua proprio sulla vicenda che ormai da cinque
anni caratterizza la quotidianità santacrocese e quella degli altri
tredici centri del cratere ma anche a rilanciare l'idea del consigliere
regionale Antonio Chieffo di devolvere il cosiddetto "Tesoretto"
proprio al cratere.
"Del terremoto del 2002 se ne parla a dismisura tutti i giorni -
esordisce Gianfelice - fiumi di parole, proposte, consigli sembrano non
dare tregua ai cittadini che, specie nel cosiddetto cratere danno
l'impressione di vivere questo post-sisma e le sue conseguenze nella più
completa rassegnazione".
Per Gianfelice questo stato d'animo deriverebbe "dalla rabbia e dalla
delusione per la scarsa considerazione di questa parte di Molise da parte
del Governo nazionale paragonata a quella degli altri territori colpiti da
calamità. Due pesi e due misure - afferma Gianfelice - che
offendono la dignità di tutti noi cittadini molisani chiamati a dare il
nostro contributo in termini di tasse, come qualsiasi altro cittadino di
altra regione della Repubblica italiana". L'ex primo cittadino passa
poi a considerare cosa è stato determinato dalla ultima Legge
Finanziaria, come il Governo abbia trovato ancora risorse per l'Irpinia,
le Marche e l'Umbria e "i pochi spiccioli per il Molise"
senza dimenticare il trattamento avuto in termini di sospensione di
tributi e contributi.
"Le popolazioni dei 14 Comuni - continua Gianfelice - ormai stanche,
subiscono passivamente questo stato di cose. A Santa Croce ma non solo, i
cantieri delle nuove scuole, delle casette in legno, del centro
comunitario, della caserma dei carabinieri, del nuovo stadio, lasciavano
presagire un futuro non lontano in cui la parola "ripresa"
doveva significare una fiorente attività edilizia, una economia in forte
crescita, un Pil da fare invidia, più risorse e più occupazione così
come avvenuto in altre zone del Paese che hanno avuto lo stesso
dramma". Gianfelice sottolineando che è giusto che a San Giuliano
molto si sta realizzando seppure tra mille difficoltà, torna a parlare di
Santa Croce affermando "quello che non è giusto è che Santa
Croce ancora una volta viene penalizzata nella ripartizione dei
finanziamenti. Non so le cause o di chi la colpa anche se la
immagino". Il riferimento va con ogni probabilità agli ultimi
decreti firmati da Iorio per il finanziamento di una parte della classi
"A" del centro fortorino come degli altri centri del cratere.
Infatti, Gianfelice aggiunge "Leggendo il decreto del Commissario
delegato, balza subito agli occhi il quasi meno 50% di Santa Croce che
paragonato alla grandezza del Comune e al danno ricevuto diventano una
beffa. Ed allora se non ci sono i soldi - conclude Gianfelice - occorre
far nostra la proposta del consigliere regionale Chieffo e suggerire di
devolvere i soldi del famoso "tesoretto" ai Comuni del Molise
danneggiati dal terremoto.
Il Governo Prodi in campagna elettorale aveva promesso un apposito
capitolo nel bilancio dello Stato per la ricostruzione del Molise.
Potrebbe essere questa un'opportunità ed una buona occasione per
mantenere almeno una delle tante promesse fatte". NdF (tratto da
primo piano molise)
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