Santa Croce di Magliano, giovedì 26 aprile 2007

     

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post-terremoto


 Il primo cittadino santacrocese punta il dito sui problemi di copertura finanziaria del post sisma  Pasquale Marino scrive a Iorio


SANTA CROCE DI MAGLIANO. In attesa di conoscere le nuove determinazioni assunte da tutti i sindaci del cratere che hanno convocato per domani, 27 aprile, alle 10.30 presso la sede Com di Larino la stampa regionale, è dei giorni scorsi, la missiva del sindaco Pasquale Marino indirizzata al presidente della Regione Michele Iorio, al coordinatore della attività del post-sisma Vincenzo Di Grezia e inviata a tutti i colleghi del cratere, riguardante un aspetto non trascurabile dell'istruttoria delle progettazioni esecutive.
Citando testualmente la missiva in essa Marino scrive: "Considerato il riemergere della problematica inerente la copertura finanziaria dell'intera graduatoria di accesso ai contributi della ricostruzione postsisma, relativa ai sottoprogetti e progetti edilizi singoli rientranti nella priorità di "classe A", si chiede se i competenti uffici comunali debbano o meno tenere in considerazione la suddetta graduatoria di priorità, approvata sulla base dei progetti preliminari semplificati - perizie di stima, ai fini dell'istruttoria e della successiva richiesta di finanziamento dei progetti esecutivi degli interventi di ricostruzione".
Questa ulteriore problematica, segnalata più volte dal sindaco Marino anche nelle precedenti riunioni dei sindaci del cratere, troverebbe ragione di essere nella circostanza che la nuova situazione economica palesata dalla struttura commissariale non consente di finanziare tutta la classe "A" cosa che invece i sindaci avevano formalmente fatto a seguito di una apposita missiva del commissario delegato Iorio del dicembre 2005, in base alla quale i sindaci avevano autorizzato tutti i progetti esecutivi e non una parte come invece era, in un primo tempo previsto.
La preoccupazione di Marino che poi è quella anche degli altri primi cittadini del cratere è che la mancanza di risorse, in uno magari con la tempestività di consegna dei progetti esecutivi da parte di chi era ultimo in graduatoria, potrebbe essere alla base di possibili ricorsi da parte dei cittadini. Una problematica reale per la quale si attende ora la risposta della struttura commissariale. NdF (tratto da primo piano molise)


Chieffo a sostegno dei sindaci dei comuni del cratere

Il Consigliere regionale Antonio Chieffo interviene a sostegno dei sindaci dei paesi terremotati ancora in attesa dei fondi per la ricostruzione: “Una piccola parte del Tesoretto può e deve essere destinato per la ricostruzione dei paesi del Cratere”.

Il consigliere regionale Antonio Chieffo in merito alla ricostruzione post-sisma, interviene nel dibattito in corso tra i sindaci dei paesi del Cratere, la Regione Molise ed il Governo nazionale, sostenendo la necessità di destinare una parte del “Tesoretto”, le entrate extrafiscali del Governo di 10 miliardi di euro, alla ricostruzione dei paesi terremotati del Molise. I 14 sindaci dei Comuni del Cratere lo scorso 3 aprile nella sede “Com” di Larino hanno preso atto della mancanza di copertura finanziaria per la ricostruzione di tutta la “Classe A” della provincia di Campobasso, l’area più colpita dal sisma del 31 ottobre 2002, e chiesto interventi urgenti al Governo nazionale per il Molise, tuttora assenti.

“Si parla tanto di Tesoretto e di come destinarlo - dichiara il consigliere regionale Chieffo - perché non devolvere una porzione di questi fondi ai paesi danneggiati gravemente dal terremoto che proprio in questo momento hanno bisogno di un sostegno per andare avanti con la ricostruzione. Adesso che si avviano gli interventi, è necessario più che mai una continuità. In caso contrario si rischierebbe una nuova paralisi, deleteria per le popolazioni che hanno sofferto tanto in questi ultimi anni”.

Chieffo intervenendo a sostegno dei sindaci delle aree interne della Provincia di Campobasso, sollecita anche le altre forze politiche molisane, il Consiglio regionale in particolare, a farsi promotore della problematica che interessa una larga fascia di cittadini molisani, presso il Governo nazionale: la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dell’Economia e Finanze, il Ministero delle Infrastrutture, la Protezione civile con una richiesta di necessario e dovuto finanziamento per il Molise. “Ricordo che per il terremoto dell’Umbria e delle Marche avvenuto 10 anni fa - conclude Chieffo -, sono previsti nella Finanziaria di quest’anno somme maggiori di quelle destinate al Molise per la ricostruzione”.


Ricostruzione, l’ex sindaco Gianfelice concorda con Chieffo

SANTA CROCE DI MAGLIANO. A distanza di qualche tempo dalle sue ultime esternazioni alla stampa, l'ex sindaco fortorino Giovanni Gianfelice, il sindaco del 'terremoto' (nel senso che era in carica in quel maledetto 31 ottobre 2002) è tornato a dire la sua proprio sulla vicenda che ormai da cinque anni caratterizza la quotidianità santacrocese e quella degli altri tredici centri del cratere ma anche a rilanciare l'idea del consigliere regionale Antonio Chieffo di devolvere il cosiddetto "Tesoretto" proprio al cratere.
"Del terremoto del 2002 se ne parla a dismisura tutti i giorni - esordisce Gianfelice - fiumi di parole, proposte, consigli sembrano non dare tregua ai cittadini che, specie nel cosiddetto cratere danno l'impressione di vivere questo post-sisma e le sue conseguenze nella più completa rassegnazione".
Per Gianfelice questo stato d'animo deriverebbe "dalla rabbia e dalla delusione per la scarsa considerazione di questa parte di Molise da parte del Governo nazionale paragonata a quella degli altri territori colpiti da calamità. Due pesi e due misure - afferma Gianfelice - che offendono la dignità di tutti noi cittadini molisani chiamati a dare il nostro contributo in termini di tasse, come qualsiasi altro cittadino di altra regione della Repubblica italiana". L'ex primo cittadino passa poi a considerare cosa è stato determinato dalla ultima Legge Finanziaria, come il Governo abbia trovato ancora risorse per l'Irpinia, le Marche e l'Umbria e "i pochi spiccioli per il Molise" senza dimenticare il trattamento avuto in termini di sospensione di tributi e contributi.
"Le popolazioni dei 14 Comuni - continua Gianfelice - ormai stanche, subiscono passivamente questo stato di cose. A Santa Croce ma non solo, i cantieri delle nuove scuole, delle casette in legno, del centro comunitario, della caserma dei carabinieri, del nuovo stadio, lasciavano presagire un futuro non lontano in cui la parola "ripresa" doveva significare una fiorente attività edilizia, una economia in forte crescita, un Pil da fare invidia, più risorse e più occupazione così come avvenuto in altre zone del Paese che hanno avuto lo stesso dramma". Gianfelice sottolineando che è giusto che a San Giuliano molto si sta realizzando seppure tra mille difficoltà, torna a parlare di Santa Croce affermando "quello che non è giusto è che Santa Croce ancora una volta viene penalizzata nella ripartizione dei finanziamenti. Non so le cause o di chi la colpa anche se la immagino". Il riferimento va con ogni probabilità agli ultimi decreti firmati da Iorio per il finanziamento di una parte della classi "A" del centro fortorino come degli altri centri del cratere.
Infatti, Gianfelice aggiunge "Leggendo il decreto del Commissario delegato, balza subito agli occhi il quasi meno 50% di Santa Croce che paragonato alla grandezza del Comune e al danno ricevuto diventano una beffa. Ed allora se non ci sono i soldi - conclude Gianfelice - occorre far nostra la proposta del consigliere regionale Chieffo e suggerire di devolvere i soldi del famoso "tesoretto" ai Comuni del Molise danneggiati dal terremoto.
Il Governo Prodi in campagna elettorale aveva promesso un apposito capitolo nel bilancio dello Stato per la ricostruzione del Molise. Potrebbe essere questa un'opportunità ed una buona occasione per mantenere almeno una delle tante promesse fatte". NdF (tratto da primo piano molise)

 



 

 

 

 



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