Santa Croce di Magliano, martedì 10 aprile 2007

     

    Imposta come pagina iniziale  Aggiungi ai preferiti  Segnala ad un amico  Stampa  Translate in English

eolico << 1/15 aprile << 2007 << home

 

 

In tempi brevi le pale ‘gireranno’ sulle colline. Le amministrazioni puntano ai cospicui introiti annuali


L’eolico fa breccia sul territorio


 Quasi tutti i Comuni dell’area hanno già dato il via libera agli impianti

 

Un unico, grande, parco eolico. E’ questo lo scenario che si prospetta, in tempi relativamente brevi, nell’area del Cigno-Fortore. Quasi tutti i Comuni, infatti, hanno deciso di intraprendere la via del vento. Gli ultimi iscritti a questo prestigioso ‘club’ sono Casacalenda e Colletorto. Nel primo caso, è stata già pubblicata la gara d’appalto per l’affidamento delle opere, sette pale in contrada La Montagna. Nel secondo, invece, è stata approvata una bozza di convenzione che successivamente sarà stipulata con una società specializzata. Si tratta di una quarantina di tralicci, almeno così sembra. Non è tutto.
Anche per i Comuni di Montelongo e Bonefro l’istruttoria propedeutica ai cosiddetti parchi è partita; Montorio nei Frentani e Rotello corrono sulla stessa lunghezza d’onda. Al ‘club’ si sono già iscritti i Comuni di Ripabottoni (in attività), Santa Croce di Magliano, San Giuliano di Puglia e Sant’Elia a Pianisi (in fattibilità). Altri stanno valutando. Insomma, la prospettiva è ad ampio raggio e continua a tenere banco tra le popolazioni interessate.
Dalle colline di Colletorto, a quelle di Sant’Elia, di Bonefro, passando per Montelongo e così via. Sarà, presto, tutto un proliferare di impianti. E questo è un dato, in un fazzoletto di terra. I motivi? Ce n’è uno in particolare, e forse è l’unico: le casse comunali sempre più vuote. Sono proprio le difficoltà dei municipi a far quadrare i conti a spingere tutte le amministrazioni ad iscriversi al club dell’eolico. Con le convenzioni, ogni paesino può assicurarsi un’entrata pluriennale elevata, a cinque zeri. Risorse - si motiva - che eviterebbero di aumentare le tasse sui cittadini e di riconsegnare, eventualmente, le chiavi al Prefetto. Ma anche di offrire altri servizi ai cittadini o di fare investimenti per le comunità.
La contropartità? Una, ma fondamentale. Il territorio. Lo schiaffo visivo che i pali daranno all’ambiente incontaminato. Ma anche alla fauna, come la Lipu ha più volte rilevato. Su due aspetti poggia il ragionamento. Da un lato gli introiti e dall’altro il paesaggio. Il terzo aspetto, la quota di energia alternativa, sembra secondario. Un ragionamento che comunque appare già chiuso. L’eolico approda, anzi, s’impone sul territorio.


tratto dal quotidiano "Il Quotidiano del Molise"


 

 

 

 



© Copyright www.santacroceonline.com - Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione anche parziale.   

disclaimer