Santa Croce di Magliano, giovedì 12 aprile 2007
pagina aggiornata lunedì 16 aprile 2007

     

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cultura - teatro


 Lavori in corso per ‘Isabella e il Duca’


Testo liberamente adattato dall’opera di Dumas con soluzioni innovative. Prima il 21 aprile al Savoia

Il progetto teatrale è stato affidato dalla pro loco di Larino al regista santacrocese Nicola Macolino

 

 

sopra e sotto, articoli tratti dal quotidiano primopiano molise

 

 

 

sopra e sotto, articoli tratti dal quotidiano il quotidiano del molise

 

SANTA CROCE DI MAGLIANO. In questi giorni a Santa Croce di Magliano si stanno svolgendo le prove per lo spettacolo teatrale “Isabella e il Duca”, che sarà rappresentato in anteprima il 21 aprile al Teatro Savoia di Campobasso e verrà replicato al teatro Risorgimento di Larino il 23 e il 24 aprile prossimi. Il progetto, è stato affidato dalla Pro loco di Larino all’apprezzato artista santacrocese Nicola Macolino, che lo sta curando in termini di regia, scenografie e luci.
Il testo, liberamente adattato dal regista con la collaborazione di Luca Mastrangelo e Salvatore Celeste, pur ispirandosi a vicende storicamente accertate, non intende svolgere una funzione didascalico-didattica per lo spettatore, la storia è soltanto un elemento di partenza.
In realtà nel teatro di Macolino non esiste gerarchia: il testo, gli attori, le scene, le luci, l’utilizzo delle immagini, la musica (dal vivo e non) si misurano e si intrecciano andando ad assumere una stessa valenza simbolica per giungere alla creazione quasi magica di un rituale.
Il cast interamente molisano, in tutte le sue maestranze, è formato da attori di riconosciuta e indiscussa bravura e professionalità, affiancati da giovani attori, musicisti e allievi. Tra l’altro, la maggior parte di essi hanno avuto già diverse occasioni, per farsi apprezzare dal pubblico molisano e non solo, attraverso i precedenti progetti del Centro di Ricerca Culturale Abraxas di Santa Croce firmati da Macolino.
Lo spettacolo del 21 aprile, sarà anticipato il giorno 20 di aprile da una conferenza/convegno sul tema del progetto, nella quale alcuni degli addetti ai lavori, tra artisti, critici, registi, autori, storici e altri esporranno al pubblico interessato il progetto nei suoi più svariati punti.
“In questo progetto - spiega Macolino - ho voluto attribuire ai testi di Dumas un’importanza particolare, pensando che se non fosse per l’autorevolezza della sua penna, probabilmente non staremmo nemmeno qui a organizzare un lavoro teatrale su un momento storico sicuramente non diverso da altri caratterizzanti tanti altri luoghi.
n narratore (cantante) su testi riscritti appositamente per l’occasione, ci restituirà la figura del figlio della morta che narrerà in scena gli eventi che porteranno alla sua particolare nascita”. Lo spettacolo si apre con una scena che non è altro che la ricostruzione fisica (se pure rivisitata) dell’”Amor Sacro e l’amor Profano” di Tiziano. I temi di cui tratta Tiziano nella sua opera pittorica quali la vita, la morte, l’amore, sono anche i temi portanti del progetto teatrale in questione e che si vogliono sviluppare proprio a partire da questa citazione.
“La vicenda - aggiunge Macolino - seppure ambientata in epoca classica (tra seicento e settecento) nel mio caso non viene restituita esattamente in questo tipo di cornice, bensì in una dimensione più onirica e contemporanea”.
In una scena pulita, bianca, spoglia di tutti i barocchismi dell’epoca, (quasi un piccolo cortile per la libera uscita in un carcere), personaggi in bianco e nero (buoni e cattivi) si muoveranno quasi come automi, nella loro impossibilità a sottrarsi al potere del duca.
Semplici ma mirati interventi di luci e piccoli spostamenti di elementi di scena cambieranno la scena appunto conferendole caratteristiche di più luoghi e apparentemente disparati.
L’utilizzo di video e immagini, conferiranno maggiore forza evocativa a momenti gia significanti. La voce bianca espressa dalla figura del narratore accompagnata dal vivo da un contrabbasso renderanno ancor più sublime alcuni tratti dell’opera.
Chiaro il regista: “Il tema del sacro e profano naturalmente scandirà il tempo allo sviluppo della struttura drammaturgica attraverso un incontro/scontro tra i due concetti, creando momenti di grande sacralità, mistica, eleganza, intervallati da momenti più popolari, grotteschi, ironici, armonicamente amalgamati. Ho lavorato sugli archetipi che la vicenda propone e dai quali scaturiscono le azioni, riproponendoli in un discorso di neutralità, in una dimensione priva di precisi codici estetici ed etici. Pur lasciando nel testo chiari ed espliciti rimandi al territorio, a Larino, al Molise, e al periodo storico, il tutto sembrerà accadere in qualsiasi momento e periodo della storia”.

di Fabrizio Occhionero dal quotidiano "Il Quotidiano del Molise"

 


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