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SANTA
CROCE DI MAGLIANO. In questi giorni a Santa Croce di Magliano si stanno
svolgendo le prove per lo spettacolo teatrale “Isabella e il Duca”,
che sarà rappresentato in anteprima il 21 aprile al Teatro Savoia di
Campobasso e verrà replicato al teatro Risorgimento di Larino il 23 e
il 24 aprile prossimi. Il progetto, è stato affidato dalla Pro loco di
Larino all’apprezzato artista santacrocese Nicola Macolino, che lo sta
curando in termini di regia, scenografie e luci.
Il testo, liberamente
adattato dal regista con la collaborazione di Luca Mastrangelo e
Salvatore Celeste, pur ispirandosi a vicende storicamente accertate, non
intende svolgere una funzione didascalico-didattica per lo spettatore,
la storia è soltanto un elemento di partenza.
In realtà nel teatro di Macolino non esiste gerarchia: il testo, gli
attori, le scene, le luci, l’utilizzo delle immagini, la musica (dal
vivo e non) si misurano e si intrecciano andando ad assumere una stessa
valenza simbolica per giungere alla creazione quasi magica di un
rituale.
Il cast interamente molisano, in tutte le sue maestranze, è
formato da attori di riconosciuta e indiscussa bravura e
professionalità, affiancati da giovani attori, musicisti e allievi. Tra
l’altro, la maggior parte di essi hanno avuto già diverse occasioni,
per farsi apprezzare dal pubblico molisano e non solo, attraverso i
precedenti progetti del Centro di Ricerca Culturale Abraxas di Santa
Croce firmati da Macolino.
Lo spettacolo del 21 aprile, sarà anticipato il giorno 20 di aprile da
una conferenza/convegno sul tema del progetto, nella quale alcuni degli
addetti ai lavori, tra artisti, critici, registi, autori, storici e
altri esporranno al pubblico interessato il progetto nei suoi più
svariati punti.
“In questo progetto - spiega Macolino - ho voluto
attribuire ai testi di Dumas un’importanza particolare, pensando che
se non fosse per l’autorevolezza della sua penna, probabilmente non
staremmo nemmeno qui a organizzare un lavoro teatrale su un momento
storico sicuramente non diverso da altri caratterizzanti tanti altri
luoghi.
n narratore (cantante) su testi riscritti appositamente per l’occasione,
ci restituirà la figura del figlio della morta che narrerà in scena
gli eventi che porteranno alla sua particolare nascita”. Lo spettacolo
si apre con una scena che non è altro che la ricostruzione fisica (se
pure rivisitata) dell’”Amor Sacro e l’amor Profano” di Tiziano.
I temi di cui tratta Tiziano nella sua opera pittorica quali la vita, la
morte, l’amore, sono anche i temi portanti del progetto teatrale in
questione e che si vogliono sviluppare proprio a partire da questa
citazione.
“La vicenda - aggiunge Macolino - seppure ambientata in epoca classica
(tra seicento e settecento) nel mio caso non viene restituita
esattamente in questo tipo di cornice, bensì in una dimensione più
onirica e contemporanea”.
In una scena pulita, bianca, spoglia di
tutti i barocchismi dell’epoca, (quasi un piccolo cortile per la
libera uscita in un carcere), personaggi in bianco e nero (buoni e
cattivi) si muoveranno quasi come automi, nella loro impossibilità a
sottrarsi al potere del duca.
Semplici ma mirati interventi di luci e
piccoli spostamenti di elementi di scena cambieranno la scena appunto
conferendole caratteristiche di più luoghi e apparentemente disparati.
L’utilizzo di video e immagini, conferiranno maggiore forza evocativa
a momenti gia significanti. La voce bianca espressa dalla figura del
narratore accompagnata dal vivo da un contrabbasso renderanno ancor più
sublime alcuni tratti dell’opera.
Chiaro il regista: “Il tema del sacro e profano naturalmente scandirà
il tempo allo sviluppo della struttura drammaturgica attraverso un
incontro/scontro tra i due concetti, creando momenti di grande
sacralità, mistica, eleganza, intervallati da momenti più popolari,
grotteschi, ironici, armonicamente amalgamati. Ho lavorato sugli
archetipi che la vicenda propone e dai quali scaturiscono le azioni,
riproponendoli in un discorso di neutralità, in una dimensione priva di
precisi codici estetici ed etici. Pur lasciando nel testo chiari ed
espliciti rimandi al territorio, a Larino, al Molise, e al periodo
storico, il tutto sembrerà accadere in qualsiasi momento e periodo
della storia”.
di Fabrizio
Occhionero dal quotidiano "Il Quotidiano del Molise" |