Santa Croce di Magliano, venerdì 28 dicembre 2007

     

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Sanità, caos alla Regione. L'Udc non vota, l'Unione a Iorio: 'Dimettiti!'


L'Udc non voterà il Piano Sanitario Regionale. E così la maggioranza si sgretola di fronte all'atto più importante che l'attuale governo regionale è chiamato ad adottare. Il centrosinistra chiede a Iorio di dimettersi prendendo atto che non c'è più una maggioranza. E intanto potrebbe arrivare il commissario che toglierebbe a tutti le castagne dal fuoco.

La convulsa giornata politica è stata aperta da un fin troppo esplicito comunicato della segreteria regionale dell'Udc. I centristi si dicono molto preoccupati per il "maxi-emendamento" presentato in Commissione, che "ancora di più allontana il Piano dai principi di buon governo della Sanità". Il comunicato è firmato dalla segreteria regionale del partito, ma gli imput arrivano direttamente dal vertice "vero" dell'Udc molisana, cioè dall'eurodeputato Aldo Patriciello. Secondo il partito di Cesa "l’assenza di una valutazione tecnica e l’assoluta mancanza di una valutazione di sostenibilità economica, sia del Piano originario della Giunta che degli emendamenti presentati, creano un quadro di incertezza e confusione a cui va posto riparo.
Questo per ovviare alla sensazione che si voglia mirare alla approvazione di un Piano Sanitario che ha come unica certezza e garanzia il fatto di andare incontro alla bocciatura successiva da parte del Ministero della Salute." Una critica a tutto campo, che non risparmia l'operato del presidente Iorio e dei due assessori che hanno curato materialmente il piano, quello alle finanze e programmazione, Vitagliano, e soprattutto il responsabile delle Politiche della salute, Ulisse Di Giacomo. Secondo l'Udc la situazione che si sta creando ha una finalità ben precisa, quella di "non assumersi la responsabilità politica di fare scelte forse impopolari ma necessarie per il bene dei Molisani. A questo gioco pericoloso non può partecipare una forza di governo onesta e responsabile come è l’UDC".
La giunta regionale dovrà dunque tornare sui suoi passi, a meno che non intenda rischiare una crisi politica pericolosa. Ma in Forza Italia c'è un certo ottimismo. Si spera che l'assessore regionale Velardi si dissoci dalla linea ufficiale del partito. Egli, infatti, ha partecipato alle riunioni della giunta regionale in cui si è discusso di questo argomento e la sua posizione, seppure critica, sarebbe stata meno rigida di quella assunta dal partito. La segreteria regionale uddicina, annunciando che non parteciperà alla votazione né in Commissione né in Consiglio, chiede un vertice dei segretari regionali dei partiti della Casa delle Libertà. C'è un particolare che però non è sfuggito agli osservatori. L'Udc non ha detto che voterà contro, ma che non parteciperà al voto. C'è una differenza sostanziale e di non poco conto. Per l'Udc, dunque, non solo vanno ritirati gli emendamenti che miravano a salvare alcune strutture sul territorio, dall'ospedale di Agnone all'oncologia di Campobasso, ma deve essere rivisto anche il piano originario che, secondo i centristi, deve essere modificato da una proposta ancora più "rigida" di quella immaginata da Di Giacomo e da Iorio. Nel mirino dell'Udc c'è la trasformazione dell'ospedale "Cardarelli" di Campobasso in azienda ospedaliera universitaria. E mentre l'Udc si preparava a sferrare il suo attacco alla giunta regionale e al presidente Iorio, dal Neuromed, l'istituto di Ricerca controllato dalla famiglia Patriciello, arrivava alla Regione un atto di diffida intimando ai componenti della Commissione consiliare permanente che sta esaminando il Psr, all'assessore regionale Di Giacomo e ai vertici burocratici regionali del settore della Sanità di non toccare nemmeno uno dei posti letto autorizzati ed accreditati all'istituto di Pozzilli.

Intanto il centrosinistra, dopo l'ennesimo nulla di fatto in Commissione, dove si doveva licenziare il Piano Sanitario regionale, attacca il centrodestra "incapace di dare risposte ai cittadini molisani". E l'indice viene puntato direttamente su Iorio: "Crediamo che il Presidente della Giunta debba prendere atto della impossibilità di andare avanti, in questo modo, traendone tutte le conseguenze necessarie o compiendo le scelte che tale situazione impone". Al di là dei comunicati, diversi esponenti del centrosinistra sono stati più chiari invocando le dimissioni del governatore. I tre componenti della Commissione in quota al centrosinistra, però, aprono una porta al dialogo e si dicono pronti al confronto per portare in aula una proposta condivisa.

Dai territori interessati dai tagli previsti dal PSR arrivano segnali di insofferenza. C'è il timore che la mancata approvazione del PSR e la conseguente nomina di un commissario governativo possa far svanire tutti gli sforzi compiuti per cercare, attraverso la proposizione di emendamenti, di salvare ospedali e reparti. Il commissario - questa è la convinzione di tutti - farebbe "tabula rasa" infischiandosene delle conseguenze politiche ed elettorali delle scelte compiute. Così da Santa Croce di Magliano arriva l'appello di Enzo Rosati, esponente dei Comunisti Italiani, ad una mobilitazione dal basso. Ma i tempi stringono e l'ombra del commissario si sta allungando sulla sanità regionale. Il commissariamento sarebbe un fallimento politico per la maggioranza di centrodestra ed in primis per il presidente Iorio e per l'assessore Di Giacomo. Ma nella maggioranza c'è chi ritiene possibile ricucire lo strappo con l'Udc. Iorio nelle prossime ore dovrebbe incontrarsi nuovamente con Montano. La mediazione, però, sarebbe affidata al presidente del Consiglio regionale, Mario Pietracupa, ex amministratore del Neuromed nonché cognato di Patriciello, e all'assessore Di Giacomo. I rapporti tra i due sono ottimi. Già in passato sono riusciti a far dialogare Iorio e Patriciello. QUesta volta l'impresa sembra più difficile, ma si spera in una "proroga" da parte del governo che potrebbe concedere qualche giorno in più facendo slittare il termine per l'approvazione del PSR. Qualcuno malignamente sospetta che sia in atto un "gioco delle parti". Si starebbe cioè creando ad hoc un clima di ingovernabilità nella gestione di questo problema per determinare le condizioni per il commissariamento. Una soluzione che consentirebbe a tutti di uscire dal pantano. Iorio e Di Giacomo vedrebbero approvata la loro proposta originaria, con tutti i tagli previsti. L'Udc otterrebbe di bloccare gli emendamenti "salva-ospedali", anche se dovrebbe incassare la trasformazione del "Cardarelli" in azienda ospedaliera universitaria, che entrerebbe così in diretta concorrenza sia con il Neuromed che con la Cattolica. I "difensori" delle istanze locali, quelli che hanno partecipato a fiaccolate e manifestazioni di protesta, potranno tranquillamente dire che loro ci hanno provato, ma che con il commissario non c'è stato nulla da fare. E anche il centrosinistra potrebbe esultare, mettendo nel carniere una platonica vittoria politica che per qualche giorno consentirebbe agli esponenti dell'Unione di attaccare la giunta regionale. Passato qualche giorno tutto tornerebbe alla normalità. Se invece i vari "attori" stanno facendo sul serio, allora l'eventuale commissariamento non potrebbe che aprire una crisi politica nella maggioranza di difficile soluzione. Ed è perciò ragionevole sostenere che se la crisi non ci dovesse essere allora ci troveremmo di fronte alla solita farsa alla molisana...

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IL COMUNICATO DELL'UDC

Programmare la sanità, attraverso l’adozione del nuovo Piano Sanitario Regionale, rappresenta un momento alto di responsabilità politica a cui è chiamato l’intero Consiglio Regionale e tutte le forze politiche in esso rappresentate. Ai molisani si deve offrire risposta al fondamentale diritto alla salute, attraverso un sistema che sappia conciliare servizi e assistenza di qualità con il buon uso delle limitate risorse disponibili. Nessuno può dimenticare in questo momento che la situazione della Sanità in Molise è tanto grave da aver richiesto la sottoscrizione di impegni inderogabili contenuti in un Piano di Rientro da un ingente debito sanitario. Con tale Piano di Rientro sembra essere stato avviato finalmente e gradatamente un ciclo virtuoso per il Sistema Sanitario Regionale, richiedendo sacrifici a tutti ma avviando il Molise ad una Sanità più moderna ed efficiente. E’ avendo ben presenti questi principi, che l’UDC ha da tempo manifestato dubbi e perplessità sul Piano Sanitario proposto dalla Giunta Regionale, che non appare in linea con essi. Ancora più grande preoccupazione negli esponenti dell’UDC crea il cosiddetto ‘’maxi emendamento’’ presentato in Commissione, che ancora di più allontana il Piano dai principi di buon governo della Sanità. L’assenza di una valutazione tecnica e l’assoluta mancanza di una valutazione di sostenibilità economica, sia del Piano originario della Giunta che degli emendamenti presentati, creano un quadro di incertezza e confusione a cui va posto riparo. Questo per ovviare alla sensazione che si voglia mirare alla approvazione di un Piano Sanitario che ha come unica certezza e garanzia il fatto di andare incontro alla bocciatura successiva da parte del Ministero della Salute. Tutto questo per non assumersi la responsabilità politica di fare scelte forse impopolari ma necessarie per il bene dei Molisani. A questo gioco pericoloso non può partecipare una forza di governo onesta e responsabile come è l’UDC. L’UDC vuole contribuire all’approvazione di un Piano vero che, attraverso il dibattito e l’apertura al dialogo con tutte le forze politiche presenti nel Consiglio e con il coraggio delle scelte, disegni la nuova Sanità e risponda al bisogno di salute della popolazione. Per questi motivi l’UDC chiede inderogabilmente che il Piano Sanitario e tutti gli emendamenti proposti, compresi quelli presentati in Commissione dal Gruppo Regionale UDC, siano in tempi brevissimi sottoposti ad una verifica tecnica del Ministero della Salute, che, anche con una audizione dei tecnici in Commissione, possa rispondere alle osservazioni fatte e sciogliere i nodi di confusione che esistono. Questo per giungere in breve tempo all’approvazione di un buon Piano Sanitario Regionale.

Per gli stessi motivi, in attesa che la richiesta verifica tecnica abbia il suo corso e fornisca le risposte necessarie, l’UDC annuncia di non poter partecipare all’adozione nè in Commissione nè in Consiglio Regionale di un Piano non verificato nei suoi indirizzi e nella sua compatibilità economica. Al contempo l’Udc, come già fatto da tempo e in accordo con quanto richiesto anche da esponenti di altre forze politiche di maggioranza, chiede con urgenza un vertice politico tra i Segretari di Partito e il Presidente della Regione per un confronto sul tema della Sanità e sugli altri temi emergenti che hanno necessità di essere dibattuti. Questo al fine di offrire un contributo fattivo e giungere a scelte condivise e positive per il futuro del governo regionale.

Ufficio Stampa U.D.C. - Segreteria Regionale

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“ALLA REGIONE MOLISE NON C’E’ PIU’ MAGGIORANZA”
La quarta Commissione, che doveva licenziare il PSR si è conclusa, anche oggi, con un nulla di fatto, a causa del completo disaccordo all’interno della maggioranza di centro-destra, la quale avrebbe dovuto assicurare alla nostra Regione la riforma della Sanità molisana. A tre giorni dalla scadenza del termine ultimo per l’approvazione del PSR, così come imposto dal piano di rientro sottoscritto dai Ministeri competenti e dalla stessa Regione, registriamo l’impossibilità di discutere e licenziare il Piano Sanitario Regionale, perché la maggioranza è incapace di dare risposte ai cittadini molisani.
Crediamo che il Presidente della Giunta debba prendere atto della impossibilità di andare avanti, in questo modo, traendone tutte le conseguenze necessarie o compiendo le scelte che tale situazione impone.

Nicola Cavaliere
Danilo Leva
Michele Petraroia
Massimiliano Scarabeo
Francesco Totaro
Antonio D’Alete

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Sul Piano Sanitario regionale silenzio assordante!

Nonostante l’allarme lanciato qualche giorno fa da parte della Sezione “E.Berlinguer” del PdCI di Santa Croce, si registra un silenzio totale sull’intera vicenda, e si badi, i motivi per preoccuparsi sono evidenti e tali da non giustificare silenzio alcuno. Avevamo segnalato che la proposta del nuovo PSR oltre al forte ridimensionamento delle strutture ospedaliere di Larino e Termoli prevedesse l’eliminazione del distretto Sanitario di Santa Croce di Magliano con ricadute fortemente negative per l’intera area. Speravamo e speriamo ancora che questo fosse sufficiente ad aprire una seria discussione all’interno delle comunità interessate, ma questo presuppone un interessamento reale e tempestivo delle Istituzioni locali in primis, che ad oggi purtroppo non si vede.
Riteniamo che per questo si è in forte ritardo, infatti sebbene i lavori della quarta commissione della Regione siano fermi , anche per i forti contrasti all’interno della maggioranza di Iorio, a breve il piano giungerà in Consiglio e temiamo che, in assenza di contraddittorio, il piano possa essere approvato con tutte le conseguenza negative che esso comporta per la nostra area.
Pertanto, è più che mai urgente che ci sia una forte mobilitazione da parte di tutti, prima che sia tardi. La Regione da parte sua aveva ed ha il dovere di sentire le comunità locali, perché si tratta di pianificare i servizi sanitari essenziali ai cittadini che attengono al diritto fondamentale alla salute; questa concertazione pare non ci sia stata, ed è grave.
Di conseguenza, sarebbe bene che i comuni si muovessero dal basso per chiedere chiarimenti e soprattutto per scongiurare quello che si preannuncia come l’ennesimo sfregio fatto ad un territorio quasi sempre impoverito da scelte calate dall’alto nel silenzio “colpevole” dei rappresentanti politici, che quando scendono qui a chiedere il consenso ottengono sempre grandi risultati. Il nostro capogruppo al comune di Santa Croce oggi presenterà una proposta di ordine del giorno al consiglio Comunale, da estendere anche ad altri comuni (Casacalenda l’ha fatto un mese fa) che solleciti la Regione a rivedere il PSR , e che possa unire idealmente questo territorio in una battaglia di difesa del diritto alla salute e delle strutture che lo garantiscono.
Sarebbe grave che quest’area, ancora una volta, debba essere scippata di servizi e strutture solo per fare spazio ad altre realtà, prive di numeri oggettivi, ma forti della loro “influenza” politica che in questo frangente si è fatta sentire, a quanto pare in modo determinante.

Sezione “Berlinguer” PdCI Santa Croce di Magliano
Enzo Rosati
Membro del Comitato regionale dei Comunisti Italiani

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Anche nella seduta odierna della IV commissione i tre commissari Bonomolo, D’Alete e Natalini non sono stati posti nella condizione di poter discutere nel merito la proposta di Piano Sanitario Regionale. Ciò a seguito della permanenza, su di essa, dei pareri non favorevoli da parte dei Ministeri competenti. Pertanto, gli stessi commissari, ribadiscono la propria convinzione circa la necessità di dotare questa Regione di un Piano Sanitario Regionale e chiedono alla Giunta di attivarsi affinché le ormai note osservazioni trovino una effettiva corrispondenza nella proposta di PSR. Inoltre, prendono atto delle dichiarazioni dell’ assessore volte a soddisfare le loro richieste, ritenute da essi, essenziali e preliminari per il prosieguo dei lavori in commissione. Ancora, come già fatto rilevare dai commissari al termine della scorsa seduta, si è oggi palesata con maggiore evidenza la netta spaccatura all’ interno della maggioranza proprio su tale tema. Tale rottura è stata ufficializzata con nota scritta in cui l’ UDC ha espressamente dichiarato la sua indisponibilità a partecipare ai lavori, sia della Commissione che del Consiglio su tale argomento. La minoranza preso atto di ciò e solo dopo il parere favorevole da parte dei ministeri circa il testo in discussione, dichiara la propria disponibilità ad un confronto volto alla individuazione di una proposta di PSR che corrisponda alle effettive esigenze dei cittadini.

Ufficio Stampa dei Commissari Della IV Comm. Consiliare

Michelangelo Bonomolo
Pardo Antonio D’Alete
Mauro Natalini


fonte: Altromolise.it


 

 

 

 



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