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Sanità, caos alla Regione. L'Udc non vota, l'Unione a Iorio: 'Dimettiti!' |
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L'Udc non voterà il Piano Sanitario Regionale. E così la maggioranza si sgretola di fronte all'atto più importante che l'attuale governo regionale è chiamato ad adottare. Il centrosinistra chiede a Iorio di dimettersi prendendo atto che non c'è più una maggioranza. E intanto potrebbe arrivare il commissario che toglierebbe a tutti le castagne dal fuoco. La convulsa
giornata politica è stata aperta da un fin troppo esplicito comunicato
della segreteria regionale dell'Udc. I centristi si dicono molto
preoccupati per il "maxi-emendamento" presentato in Commissione,
che "ancora di più allontana il Piano dai principi di buon governo
della Sanità". Il comunicato è firmato dalla segreteria regionale
del partito, ma gli imput arrivano direttamente dal vertice
"vero" dell'Udc molisana, cioè dall'eurodeputato Aldo
Patriciello. Secondo il partito di Cesa "l’assenza di una
valutazione tecnica e l’assoluta mancanza di una valutazione di
sostenibilità economica, sia del Piano originario della Giunta che degli
emendamenti presentati, creano un quadro di incertezza e confusione a cui
va posto riparo. Intanto il centrosinistra, dopo l'ennesimo nulla di fatto in Commissione, dove si doveva licenziare il Piano Sanitario regionale, attacca il centrodestra "incapace di dare risposte ai cittadini molisani". E l'indice viene puntato direttamente su Iorio: "Crediamo che il Presidente della Giunta debba prendere atto della impossibilità di andare avanti, in questo modo, traendone tutte le conseguenze necessarie o compiendo le scelte che tale situazione impone". Al di là dei comunicati, diversi esponenti del centrosinistra sono stati più chiari invocando le dimissioni del governatore. I tre componenti della Commissione in quota al centrosinistra, però, aprono una porta al dialogo e si dicono pronti al confronto per portare in aula una proposta condivisa. Dai territori interessati dai tagli previsti dal PSR arrivano segnali di insofferenza. C'è il timore che la mancata approvazione del PSR e la conseguente nomina di un commissario governativo possa far svanire tutti gli sforzi compiuti per cercare, attraverso la proposizione di emendamenti, di salvare ospedali e reparti. Il commissario - questa è la convinzione di tutti - farebbe "tabula rasa" infischiandosene delle conseguenze politiche ed elettorali delle scelte compiute. Così da Santa Croce di Magliano arriva l'appello di Enzo Rosati, esponente dei Comunisti Italiani, ad una mobilitazione dal basso. Ma i tempi stringono e l'ombra del commissario si sta allungando sulla sanità regionale. Il commissariamento sarebbe un fallimento politico per la maggioranza di centrodestra ed in primis per il presidente Iorio e per l'assessore Di Giacomo. Ma nella maggioranza c'è chi ritiene possibile ricucire lo strappo con l'Udc. Iorio nelle prossime ore dovrebbe incontrarsi nuovamente con Montano. La mediazione, però, sarebbe affidata al presidente del Consiglio regionale, Mario Pietracupa, ex amministratore del Neuromed nonché cognato di Patriciello, e all'assessore Di Giacomo. I rapporti tra i due sono ottimi. Già in passato sono riusciti a far dialogare Iorio e Patriciello. QUesta volta l'impresa sembra più difficile, ma si spera in una "proroga" da parte del governo che potrebbe concedere qualche giorno in più facendo slittare il termine per l'approvazione del PSR. Qualcuno malignamente sospetta che sia in atto un "gioco delle parti". Si starebbe cioè creando ad hoc un clima di ingovernabilità nella gestione di questo problema per determinare le condizioni per il commissariamento. Una soluzione che consentirebbe a tutti di uscire dal pantano. Iorio e Di Giacomo vedrebbero approvata la loro proposta originaria, con tutti i tagli previsti. L'Udc otterrebbe di bloccare gli emendamenti "salva-ospedali", anche se dovrebbe incassare la trasformazione del "Cardarelli" in azienda ospedaliera universitaria, che entrerebbe così in diretta concorrenza sia con il Neuromed che con la Cattolica. I "difensori" delle istanze locali, quelli che hanno partecipato a fiaccolate e manifestazioni di protesta, potranno tranquillamente dire che loro ci hanno provato, ma che con il commissario non c'è stato nulla da fare. E anche il centrosinistra potrebbe esultare, mettendo nel carniere una platonica vittoria politica che per qualche giorno consentirebbe agli esponenti dell'Unione di attaccare la giunta regionale. Passato qualche giorno tutto tornerebbe alla normalità. Se invece i vari "attori" stanno facendo sul serio, allora l'eventuale commissariamento non potrebbe che aprire una crisi politica nella maggioranza di difficile soluzione. Ed è perciò ragionevole sostenere che se la crisi non ci dovesse essere allora ci troveremmo di fronte alla solita farsa alla molisana... *** IL COMUNICATO DELL'UDC Programmare la sanità, attraverso l’adozione del nuovo Piano Sanitario Regionale, rappresenta un momento alto di responsabilità politica a cui è chiamato l’intero Consiglio Regionale e tutte le forze politiche in esso rappresentate. Ai molisani si deve offrire risposta al fondamentale diritto alla salute, attraverso un sistema che sappia conciliare servizi e assistenza di qualità con il buon uso delle limitate risorse disponibili. Nessuno può dimenticare in questo momento che la situazione della Sanità in Molise è tanto grave da aver richiesto la sottoscrizione di impegni inderogabili contenuti in un Piano di Rientro da un ingente debito sanitario. Con tale Piano di Rientro sembra essere stato avviato finalmente e gradatamente un ciclo virtuoso per il Sistema Sanitario Regionale, richiedendo sacrifici a tutti ma avviando il Molise ad una Sanità più moderna ed efficiente. E’ avendo ben presenti questi principi, che l’UDC ha da tempo manifestato dubbi e perplessità sul Piano Sanitario proposto dalla Giunta Regionale, che non appare in linea con essi. Ancora più grande preoccupazione negli esponenti dell’UDC crea il cosiddetto ‘’maxi emendamento’’ presentato in Commissione, che ancora di più allontana il Piano dai principi di buon governo della Sanità. L’assenza di una valutazione tecnica e l’assoluta mancanza di una valutazione di sostenibilità economica, sia del Piano originario della Giunta che degli emendamenti presentati, creano un quadro di incertezza e confusione a cui va posto riparo. Questo per ovviare alla sensazione che si voglia mirare alla approvazione di un Piano Sanitario che ha come unica certezza e garanzia il fatto di andare incontro alla bocciatura successiva da parte del Ministero della Salute. Tutto questo per non assumersi la responsabilità politica di fare scelte forse impopolari ma necessarie per il bene dei Molisani. A questo gioco pericoloso non può partecipare una forza di governo onesta e responsabile come è l’UDC. L’UDC vuole contribuire all’approvazione di un Piano vero che, attraverso il dibattito e l’apertura al dialogo con tutte le forze politiche presenti nel Consiglio e con il coraggio delle scelte, disegni la nuova Sanità e risponda al bisogno di salute della popolazione. Per questi motivi l’UDC chiede inderogabilmente che il Piano Sanitario e tutti gli emendamenti proposti, compresi quelli presentati in Commissione dal Gruppo Regionale UDC, siano in tempi brevissimi sottoposti ad una verifica tecnica del Ministero della Salute, che, anche con una audizione dei tecnici in Commissione, possa rispondere alle osservazioni fatte e sciogliere i nodi di confusione che esistono. Questo per giungere in breve tempo all’approvazione di un buon Piano Sanitario Regionale. Per gli stessi motivi, in attesa che la richiesta verifica tecnica abbia il suo corso e fornisca le risposte necessarie, l’UDC annuncia di non poter partecipare all’adozione nè in Commissione nè in Consiglio Regionale di un Piano non verificato nei suoi indirizzi e nella sua compatibilità economica. Al contempo l’Udc, come già fatto da tempo e in accordo con quanto richiesto anche da esponenti di altre forze politiche di maggioranza, chiede con urgenza un vertice politico tra i Segretari di Partito e il Presidente della Regione per un confronto sul tema della Sanità e sugli altri temi emergenti che hanno necessità di essere dibattuti. Questo al fine di offrire un contributo fattivo e giungere a scelte condivise e positive per il futuro del governo regionale. Ufficio Stampa U.D.C. - Segreteria Regionale *** “ALLA
REGIONE MOLISE NON C’E’ PIU’ MAGGIORANZA” Nicola
Cavaliere *** Sul Piano Sanitario regionale silenzio assordante! Nonostante l’allarme
lanciato qualche giorno fa da parte della Sezione “E.Berlinguer” del PdCI di
Santa Croce, si registra un silenzio totale sull’intera vicenda, e si badi, i
motivi per preoccuparsi sono evidenti e tali da non giustificare silenzio
alcuno. Avevamo segnalato che la proposta del nuovo PSR oltre al forte
ridimensionamento delle strutture ospedaliere di Larino e Termoli prevedesse l’eliminazione
del distretto Sanitario di Santa Croce di Magliano con ricadute fortemente
negative per l’intera area. Speravamo e speriamo ancora che questo fosse
sufficiente ad aprire una seria discussione all’interno delle comunità
interessate, ma questo presuppone un interessamento reale e tempestivo delle
Istituzioni locali in primis, che ad oggi purtroppo non si vede. Sezione “Berlinguer”
PdCI Santa Croce di Magliano **** Anche nella seduta odierna della IV commissione i tre commissari Bonomolo, D’Alete e Natalini non sono stati posti nella condizione di poter discutere nel merito la proposta di Piano Sanitario Regionale. Ciò a seguito della permanenza, su di essa, dei pareri non favorevoli da parte dei Ministeri competenti. Pertanto, gli stessi commissari, ribadiscono la propria convinzione circa la necessità di dotare questa Regione di un Piano Sanitario Regionale e chiedono alla Giunta di attivarsi affinché le ormai note osservazioni trovino una effettiva corrispondenza nella proposta di PSR. Inoltre, prendono atto delle dichiarazioni dell’ assessore volte a soddisfare le loro richieste, ritenute da essi, essenziali e preliminari per il prosieguo dei lavori in commissione. Ancora, come già fatto rilevare dai commissari al termine della scorsa seduta, si è oggi palesata con maggiore evidenza la netta spaccatura all’ interno della maggioranza proprio su tale tema. Tale rottura è stata ufficializzata con nota scritta in cui l’ UDC ha espressamente dichiarato la sua indisponibilità a partecipare ai lavori, sia della Commissione che del Consiglio su tale argomento. La minoranza preso atto di ciò e solo dopo il parere favorevole da parte dei ministeri circa il testo in discussione, dichiara la propria disponibilità ad un confronto volto alla individuazione di una proposta di PSR che corrisponda alle effettive esigenze dei cittadini. Ufficio Stampa dei Commissari Della IV Comm. Consiliare Michelangelo
Bonomolo |
fonte: Altromolise.it |
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