Santa Croce di Magliano, venerdì 07 dicembre 2007

     

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A Santa Croce gli amministratori del cratere fanno chiarezza sulle problematiche del post-sisma


I sindaci: vogliamo risposte ufficiali


“Un emendamento in Finanziaria per chiudere la questione agevolazioni”

 

SANTA CROCE DI MAGLIANO - “Siamo ancora in piena emergenza e quindi ritengo che sia doverosa un’ulteriore proroga della sospensione”.
Il sindaco di Santa Croce, Pasquale Marino, nè è convinto, poichè sa bene che nell’area più colpita dal terremoto del 2002 non ci sono le condizioni per tornare al regime ordinario di pagamento dal primo gennaio 2008.

Una richiesta che si aggiunge alle altre - legittime - ribadite ieri mattina insieme ai colleghi del cratere in una conferenza stampa convocata per fare chiarezza su agevolazioni e ricostruzione.

Per quanto riguarda i tributi e i contributi “congelati” in questi anni, i primi cittadini hanno rimarcato la necessità di inserire in Finanziaria (e non con le solite ordinanze dell’ultim’ora) un apposito emendamento. Una modifica del testo in cui si decide il futuro del sospeso, e cioè riunire tutti gli importi sospesi in questi anni, abbatterne almeno il cinquanta per cento e differire il pagamento del restante quaranta per cento a un periodo pari a otto volte il periodo della sospensione, cioè quarant’anni. Punto.

I sindaci hanno precisato con forza che questa è la strada maestra per agevolare la ripresa delle aree più colpite dalla calamità naturale.

E per dirla con Marino, bisogna prorogare di un altro anno la sospensione, altrimenti dal 2008 le buste paga saranno normalizzate e si tornerà a versare il dovuto come prima del terremoto.

Tra i sindaci presenti a Santa Croce, anche il sub-commissario alla ricostruzione post-sisma, Nico Romagnuolo, il quale ha ribadito la necessità di fare chiarezza anche sulle risorse per la riedificazione degli edifici prevista in Finanziaria. In sala consiliare anche i sindaci di Colletorto, Antonio Mucciaccio, Ururi, Antonio Cocco, e il vicesindaco di Bonefro, Vincenzo Giangioppo.

Quante sono realmente le risorse che il prossimo anno saranno impegnate per dare risposte certe ai cittadini alloggiati nei villaggi provvisori, in autonoma sistemazione, o altrove? A queste domande i sindaci chiedono alle istituzioni competenti - a prescindere dai colori politici - di dare una risposta concreta in tempi brevi, anzi brevissimi.

‘Non è possibile - si è detto - che i terremotati molisani devono essere considerati ancora una volta cittadini di serie B’. Nelle altre regioni questi problemi non si sono verificati. Ricostruire è un diritto, non un “favore”.
Così come beneficiare delle agevolazioni fiscali e contributive. Insomma, a oltre cinque anni dal terremoto, i problemi sono tanti e - purtroppo - sempre gli stessi.

 


fonte: Quotidiano del Molise


 

 

 

 



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