Santa Croce di Magliano, SPECIALE ESTATE 2007
pagina pubblicata... lunedì 20 agosto 2007

     

    Imposta come pagina iniziale  Aggiungi ai preferiti  Segnala ad un amico  Stampa  Translate in English

passaggi sonori << speciale estate << 2007 << home

 

 

speciale estate


Passaggi Sonori: Canti d'amore e di devozione


17 agosto - piazza Crapsi, h 22.00
Rassegna di musica etnica Madre Terra - X edizione
Passaggi Sonori: Canti d'amore e di devozione

“PASSAGGI SONORI - Canti d’Amore e di Devozione”
Rassegna itinerante tra gli appuntamenti di MoliseLive.
Una produzione artistica di Donato Arcano e Matteo Patavino.
Regia di Nicola Macolino.
Le musiche dei riti di passaggio della civiltà contadina del Medio e Basso Molise.
Rileggere in chiave contemporanea il repertorio musicale popolare del Medio e Basso Molise attraverso nuove forme di comunicazione artistica.
Una commistione di teatro-musica costruito sul principio della musica popolare
(suoni-gesti) e sul recupero dello schema della tragedia classica
(parola-suonoazione).

 

 

   manifesto e flyer
con lo spettacolo di
Santa Croce di Magliano

stampa

Quotidiano del Molise
14 agosto

 

Quotidiano del Molise
18 agosto

 

 

14 agosto
Casacalenda, via Scipione di Blasio, h 22
17 agosto
Santa Croce di M., piazza Crapsi, h 22
18 agosto
Campobasso, Castello Monforte, h 22

 

 

 

Dove suona l'amore, dove recita la devozione

di Antonio PICARIELLO

Canti d'amore e di devozione, in una serata calda di agosto. Erano anni che il coraggio mancava dai palchi teatrali. Anni respirati dai polmoni della gente Comune intossicati di televisione; menzogne pubblicitarie, linguaggi starnazzanti sciorinati dalle bocche peccaminose dei telegiornali. Anni che sudavano attesa. Ecco. Santacroce di Magliano replica senza timore alla prima di passaggi sonori affilata sulle lame critiche degli sguardi di Casacalenda. Io non c'èro.
Hanno riferito che anche nel luogo caro al principe di San Severo, l' alchimista partenopeo, il successo non è mancato.
Qualche donna un po' anziana, abituata alla liturgia classica, nel momento in cui la dama bianca si toglieva le mutande per infilare quelle nere della pentecoste, prima che il calendario popolare, simboleggiato dal tubero americano, segnasse le settimane con le fissioni di cinque piume di colombo, abbiano accomiatato il loro senso del pudore in qualche confessionale periferico preferendo la solitudine dei propri pensieri alla consapevolezza collettiva nobilmente e con grande eleganza rappresentativa donata in visione dal teatro.
Ero a Santacroce ed è stato sufficiente per appagarmi nella qualità dei messaggi. La sintesi scenografica abituale di Nicola Macolino ha regolato le scene e la regia con graduata presa di attenzione trasportando nelle iridi e nel subconscio l'esterno rappresentativo con l'interno intimo e segreto di ogni spettatore.
Croci e suoni hanno costruito l'esatta architettura dello spazio vivente aspirando la dimensione della piazza fin dentro la scena geometricamente fluida come un concerto passionale di free jazz di altri tempi. Parco Lambro, Living Theater, Julian Beck : "Crediamo in un teatro come luogo d'esperienza intensa fra sogno e rituale, durante il quale lo spettatore perviene ad una comprensione intima di se stesso, al di là del conscio e dell'inconscio, sino alla comprensione della natura delle cose. Ci pare che solo il linguaggio della poesia arrivi a questo: solo la poesia o un linguaggio carico di simboli e molto distante dal nostro linguaggio quotidiano può condurci al di la del presente che non ha la chiave della conoscenza di questi regni".
Altissima professionalità, composizione ed esecuzione musicale da opera. Peccato manca il libretto, ma un opera popolare si legge tra la scrittura degli sguardi, nei gesti, nelle emozioni, nei fremiti che muovono i muscoli degli adulti e addormentano le nuove generazioni anche al canto delle proustiane domestiche ninna nanne. Donato Arcano e Matteo Patavino sono grandi e a loro si aggiunge oltre la sincerità dei bufù, Caticchio/Monteferrante, e del basso magistralmente suonato da Pasquale Macolino, si aggiunge come una trinità la maestà musicale di graziano Carbone che oltre al suono evoca esperienza sublime che struttura l'impatto scenico con dominanza e felicità. La stessa promossa dalla costituzione americana.
La stessa espressa dai costumi di Marina Mozza e dalla coreografia di Demy Molinaro oltre alla poetica scrittura di Salvatore Celeste. Tutto senza togliere merito a nessuno perché questo è il teatro. D'altra parte è questa poi la storia, sono questi gli archetipi che hanno viaggiato oltre Oceano ed hanno fatto grandi gli italiani. Giusto promuovere uno spettacolo di questa fattura, giusto promuoverlo in onore dell'emigrazione che sboccia tra l'azzurro oculare dell'attrice e i gesti coreografici carichi di antica sapienza e sensualità femminile. Arte. Grazie.

 


speciale estate


 

 



© Copyright www.santacroceonline.com - Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione anche parziale.   

disclaimer